Passa al contenuto principale
Seguici su:
Tieniti aggiornato:
Facciamo il punto
Amatrice dieci anni dopo: la rinascita parte dalle infrastrutture
24 Agosto 2026

Amatrice dieci anni dopo: la rinascita parte dalle infrastrutture

Durante il decennale del terremoto ActionAid e la Struttura commissariale offrono letture opposte della ricostruzione: il 66,3% degli interventi pubblici senza cantiere per l’una, il 97,5% avviato per l’altra.

Erano le 3:36 del 24 agosto 2016 quando una scossa di magnitudo 6 devastava l’Appennino Centrale. 299 il bilancio delle vittime, la maggior parte ad Amatrice, e 388 i feriti. I borghi più colpiti furono Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto e la sua frazione Pescara del Tronto. Amatrice fu rasa praticamente al suolo. E in merito al risanamento Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ha esortato l’impegno a ultimarlo “nel più breve tempo possibile”, in quanto “è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia”.

Il contrasto fra i dati

A dieci anni di distanza ActionAid, organizzazione internazionale indipendente, ha pubblicato un’analisi che delinea il quadro degli interventi infrastrutturali e a che punto essi siano: il dato principale è che, sui 3.667 interventi di edilizia pubblica programmati (scuole, municipi, ospedali ecc.), il 66,3% non ha ancora visto l’apertura fisica del cantiere; solo il 33,6% è in fase esecutiva o conclusiva.

I dati pubblicati da ActionAid cozzano, però, con quelli resi pubblici dal Rapporto 2026 della Struttura commissariale, che indica come avviati il 97,5% degli interventi. Il Rapporto registra anche un’accelerazione materiale: i lavori in corso, o le opere concluse, rappresentano il 40% della programmazione pubblica, una crescita di 5,6 punti percentuali rispetto al 2025 (34,4%). Secondo ActionAid, invece, il 33,6% dei lavori è in fase esecutiva o conclusiva.

Tuttavia, i dati analizzano passaggi differenti di uno stesso percorso: il rapporto commissariale considera avviato un cantiere già dalla nomina del RUP (Responsabile Unico del Progetto), mentre ActionAid si concentra sull’apertura fisica del cantiere.

Lo stato dei lavori ad Amatrice

L’organizzazione internazionale spiega di aver ricostruito il quadro tramite le richieste di accesso agli atti, trovandosi di fronte a dati frammentati, lacune e informazioni non sempre aggiornate. Ad Amatrice il Rapporto conta 172 interventi di ricostruzione pubblica con oltre 250 milioni di euro di budget, ActionAid per 136 di questi lavori indica che al 30 aprile 2026 il cantiere non era ancora fisicamente partito.

L’Ufficio Tecnico comunale stima che l’avanzamento complessivo dei lavori tra ricostruzione pubblica e privata si attesti al 40%, indicando nello specifico 540 aggregati costituiti, 247 case ricostruite e 679,50 milioni di euro concessi a fronte di 1,10 miliardi richiesti. Secondo i dati dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio, diffusi dalla Struttura commissariale e aggiornati al 28 maggio 2026, sono contate 1.501 richieste di contributo ad Amatrice e 828 interventi privati attivati, con 348 cantieri conclusi.

Molte opere strategiche hanno compiuto dei progressi significativi: a maggio 2026 è stato approvato un ulteriore finanziamento di 1.475.013,85 euro per l’ospedale, che si aggiungono a quelli già stanziati portando il valore complessivo a 28.994.260,51 euro.

La replica della Struttura commissariale

Alla pubblicazione del report di ActionAid è seguita una nota di chiarimento della Struttura commissariale, che ha contestato la lettura data ai numeri. Il dato che conta davvero è il passaggio materiale al cantiere: le opere con lavori in corso o concluse sarebbero oggi circa il 40% dell’intera programmazione, contro il 34,4% del 2025, a fronte di un 2,5% di interventi non ancora avviati nemmeno a livello procedurale.

“La ricostruzione dell’Appennino centrale non è ferma: si è rimessa in moto con cantieri, numeri e collaudi verificabili”, lo ha ribadito all’ANSA la Struttura commissariale sisma 2016 con una nota di chiarimento in merito al rapporto di ActionAid. “La fonte ufficiale sui numeri reali è il Rapporto sulla ricostruzione 2026 della Struttura commissariale che presenta lo stato dell’arte e, a ben analizzare, una fotografia significativamente diversa”, sottolinea.

“Pur disponendo dei dati aggiornati al 2026, trasmessi appunto dalla Struttura commissariale nel luglio scorso, l’analisi è stata costruita su un dataset aggiornato al 30 aprile 2025“, si osserva. “Inoltre vengono considerate ‘non partite’ anche opere con progetto esecutivo approvato e procedura di gara già avviata. Definirle cantieri mai partiti è una forzatura evidente considerando che la progettazione è la fase più delicata per scelte strategiche e qualità dell’intervento”.

Facciamo il punto