
Arriva il Free Flow in Italia, tutto ciò che serve sapere
Addio ai caselli in alcuni tratti delle autostrade, in Italia è già arrivato il Free Flow. Utilizzato già in paesi come la Spagna, la Francia e il Portogallo, questo sistema elimina i caselli e le barriere fisiche per permettere ai veicoli di attraversare i pedaggi senza fermarsi. Il passaggio rileva la targa del veicolo (o un dispositivo di bordo), mentre il sistema calcola automaticamente il pedaggio dovuto in base alla tratta percorsa. Questo sistema è già utilizzato su 200 chilometri della rete nazionale: Pedemontana Lombarda (A36, A59, A60), in alcuni tratti della A33 Asti-Cuneo, e dal 1° marzo 2026 anche sul raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari.
Come funziona?
La differenza rispetto all’autostrada classica è evidente, non c’è alcun casello dove occorre fermarsi per prendere il biglietto e poi pagare. I portali installati lungo il percorso registrano le targhe dei veicoli determinandone la classe, mentre il sistema registra il percorso fatto e calcola l’importo dovuto. Non è più necessario dover rallentare in corrispondenza dei portali, si può proseguire normalmente.
È differente dal Telepass. Quest’ultimo è un sistema di telepedaggio che permette di pagarlo automaticamente, mentre il Free Flow è un sistema che rileva il transito e calcola il pedaggio dovuto. Chi dispone del Telepass non deve fare nulla dopo il passaggio: il portale riconosce l’apparato e il pedaggio viene addebitato secondo le condizioni di utilizzo. Chi viaggia senza il dispositivo di telepedaggio deve provvedere al pagamento nei giorni successivi.
Le tempistiche
Il pagamento del pedaggio, sulle tratte che sono interessate dal Free Flow, deve essere corrisposto entro 15 giorni dal transito. Il termine è espressamente previsto sulla Pedemontana Lombarda, sulla A33 Asti-Cuneo e sulla Corda Molle. Sono le modalità di pagamento che cambiano a seconda della tratta percorsa: si può pagare online, tramite app, registrando la targa o utilizzando sistemi di pagamento messi a disposizione dal concessionario. In alcuni casi vengono messi a disposizione anche punti fisici per il pagamento.
Se si superano i 15 giorni non significa automaticamente ricevere una multa, ma inizia la procedura prevista dal concessionario per recuperare il pedaggio. Generalmente viene inviato un sollecito, al quale possono essere aggiunti costi amministrativi e di recupero. Se anche questo non viene pagato, la posizione può essere affidata alle procedure di recupero del credito. Si aggiungono poi le conseguenze previste dal Codice della Strada: sanzione amministrativa da 87 a 344 euro e decurtazione di 2 punti dalla patente.

