
Le parole di Ursula von der Leyen al discorso sullo stato dell’Unione
Mesi di scosse geopolitiche, mercati col fiato sospeso e un continente alla ricerca di certezze. È in questo clima di forte instabilità che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha preso la parola per un discorso sullo stato dell’Unione mai così carico di attese.
Sono stati numerosi i temi trattai stamani a Strasburgo di fronte al Parlamento Europeo: dalla necessità di sviluppare un’indipendenza energetica all’esigenza di rallentare il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale ma su una cosa la presidente ci tiene a mettere il punto, che bisogna andare fieri di questa Europa: “La velocità del cambiamento è incredibile – ha spiegato -. Le sfide sono eccezionali. Quindi, se guardo all’Europa di oggi, la mia opinione è questa: lo stato della nostra Unione è più forte che mai ma alo stesso tempo può anche sembrare più precario che mai. Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili ma sono entrambe vere e riflettono i tempi eccezionali che stiamo vivendo. Un’epoca complessa, fatta di grandi possibilità e grandi pericoli, che tutti i Paesi stanno cercando di affrontare. Ed è proprio in questo mondo che l’Europa ha scelto di tracciare la propria strada”.
Difesa della democrazia e asse con il Canada
Durante il suo discorso la von der Leyen ha denunciato i tentativi di destabilizzare il modello europeo, mettendo in guardia dalle forze esterne e interne che cercano di dividere la società: “Per contrastare questa ‘guerra cognitiva’ e tutelare al meglio l’integrità dei processi democratici, la Commissione punterà a rafforzare le attività del Centro per la Resilienza Democratica, confermando il rispetto dello Stato di diritto “un requisito vincolante e centrale per l’accesso ai fondi comunitari”.
Poi è arrivato l’annuncio della partnership con Ottawa e di come questa debba essere un esempio per “ripensare le proprie alleanze internazionali”. Dopo il successo di CETA, il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada in vigore dal 2017 che ha visto crescere del 75% l’interscambio commerciale, UE e Canada hanno deciso di fare un salto di qualità evolvendo i loro rapporti in una vera e propria Alleanza per il Futuro. Un patto che prevede l’integrazione delle basi industriali della difesa, un’alleanza tecnologica e un focus sulla cooperazione sulle materie prime critiche, AI, cybersecurity, energia e tutela della regione artica.
Indipendenza energetica e mercato unico europeo
Uno degli obiettivi più importanti dell’Unione è quello del rilancio dell’economia. L’UE, infatti, punta al completamento entro la fine del prossimo anno della Tabella di Marcia “One Europe, One Market”, che si basa sui report di Draghi e Letta. E per sostenere le imprese per velocizzare gli investimenti, la CE intende “accelerare le procedure di autorizzazione” proponendo anche un “patto contro il gold-plating” rivolto agli Stati membri al fine di eliminare i nodi burocratici nazionali.
Sul fronte energetico, la von der Leyen si è posta l’obiettivo di “raddoppiare la quota di energia elettrica entro il 2040”, tramite un taglio della bolletta per le importazioni di combustibili fossili di 260 miliardi di euro l’anno. Ha sollecitato, inoltre, un pacchetto dedicato alle reti elettriche per sbloccare l’allacciamento di oltre 80 GW di capacità rinnovabile.
Nuova società per le materie prime critiche
Riflettori puntati anche su quello che la presidente ha definito “il rischio di un secondo shock cinese”. A pesare è un deficit commerciale da un miliardo di euro al giorno, che rischia di deindustrializzare il continente. Per provare a ridurre la dipendenza dalla Cina sulle materie prime critiche e sulle terre rare, la von der Leyen ha annunciato la nascita della Società Europea per le Materie Prime Critiche, ente destinato all’approvvigionamento e allo stoccaggio di tutte quelle risorse che sono necessarie per la creazione di chip, batterie, veicoli elettrici e difesa.
La strategia per il clima
In chiusura è arrivato l’annuncio di una nuova strategia per il clima, resa urgente dalle emergenze dell’ultima estate, segnata da gravi siccità e incendi che hanno mandato in fumo 660 mila ettari. Tra le novità c’è la nascita della Climate Insurance Alliance che mira a colmare il divario delle coperture assicurative sui danni da catastrofe. Previsto inoltre un Piano Europeo per le Ondate di Calore, che ha l’obiettivo di tutelare i soggetti più fragili e adattare le città ai cambi di temperature. Per contrastare la siccità è stata annunciata un’Iniziativa Europea per l’Acqua, affiancata dalla proposta di istituire una flotta aerea antincendio comune per gestire con maggiore efficacia i roghi boschivi.


