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Cresce la concorrenza cinese nel settore manifatturiero
© Imagoeconomica
24 Settembre 2026

Cresce la concorrenza cinese nel settore manifatturiero

L’ultimo Bollettino della BCE spiega come sono cambiate le dinamiche Europa-Cina del mercato economico, in particolare nel settore manifatturiero.

L’andamento dell’economia europea, nonostante lo shock energetico, si è mostrato resiliente nel secondo trimestre del 2026, grazie alla crescita in diversi settori. Lo afferma la Banca Centrale Europea nell’ultimo Bollettino economico. Nello specifico, spicca il settore manifatturiero che continua a performare solidamente, grazie alla spesa pubblica nella difesa e nelle infrastrutture. Tuttavia, il rischio di un “secondo shock cinese” è dietro l’angolo. Il fenomeno economico descrive il rapido e massiccio impatto della concorrenza industriale cinese sui mercati occidentali, questo lo osserviamo soprattutto nella dipendenza dalla Cina per le materie prime critiche e per le terre rare. Ma quali sono i Paesi più vulnerabili alla sua crescita industriale? La BCE risponde alla domanda nell’ultimo Bollettino.  

La rapida trasformazione industriale

La Cina ha attraversato una rapida espansione del comparto manifatturiero ad alta tecnologia, con politiche più incentrate sull’autonomia industriale e miglioramenti diffusi per quanto riguarda la competitività dei prezzi. Nello specifico, le industrie cinesi producono di più di quanto il mercato interno riesca ad assorbire, riversando l’eccesso nel mercato europeo e mondiale a prezzi “aggressivi”, mettendo in crisi i diversi settori, come quello automobilistico. Arriva però la rassicurazione: le economie europee potrebbero sfruttare a loro vantaggio le logiche legate ai prezzi inferiori delle importazioni, i legami d’investimento e gli effetti indiretti dei progressi tecnologici.

Il rapporto tra rischi e opportunità varia tra i diversi paesi UE, si legge nel bollettino, questo a causa delle differenze relative alle diverse specializzazioni settoriali, ma anche all’esposizione nei settori in cui si registra una rapida espansione delle imprese cinesi.

Analogie nelle esportazioni

Negli ultimi anni le analogie tra le strutture delle esportazioni di beni della Cina e quelle di diversi paesi dell’UE sono notevolmente aumentate, si legge nel documento. L’incremento è più marcato nelle economie che puntano sul settore manifatturiero, come la Germania, e più contenuto in quelle che hanno strutture di esportazioni più specializzate. A far incrementare l’analogia sono stati i macchinari e i mezzi di trasporto, ciò indica un aumento della concorrenza in quei settori che erano determinanti della crescita di alcune economie europee.

Contemporaneamente alla concorrenza nelle esportazioni, dal 2019 diminuisce la dipendenza della Cina dalle importazioni industriali europee, in particolare nei settori manifatturiero e automobilistico. Le ragioni dietro a questa diminuzione sono diverse: la sostituzione con altri fornitori esteri, la variazione della domanda cinese e la debolezza della domanda interna in Cina. Questi andamenti delle esportazioni europee verso la Cina non hanno impattato notevolmente l’UE, fatta eccezione della Germania, a causa della sua specializzazione nel settore manifatturiero e dei beni di investimento.

Uno sguardo al commercio globale

Nonostante il commercio mondiale sia cresciuto negli ultimi anni, il ruolo dell’UE nelle esportazioni mondiali è diminuito, specialmente nei settori dove la Cina ha rafforzato la propria presenza. Allo stesso tempo, però, i Paesi europei hanno aumentato le esportazioni verso gli Stati Uniti, il che potrebbe far emergere un nuovo riorientamento degli scambi commerciali.

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