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Logistica, un milione di addetti tra carenza di autisti e binari da potenziare
© Imagoeconomica
28 Settembre 2026

Logistica, un milione di addetti tra carenza di autisti e binari da potenziare

Quasi un milione di addetti e 172 miliardi di fatturato. La logistica cerca oltre 100mila lavoratori entro fine anno ma fatica a trovare autisti e tecnici digitali, mentre il trasporto merci su ferro perde terreno tra cantieri e colli di bottiglia.

Oltre 955mila addetti, più di 85mila imprese e un fatturato complessivo di 172 miliardi di euro. Sono i numeri del sistema dei trasporti e della logistica fotografati da Assolavoro DataLab, l’osservatorio dell’associazione delle agenzie per il lavoro, su dati ISTAT. Accanto al trasporto su strada, che occupa circa 398mila persone, pesano altrettanto magazzinaggio, deposito e servizi di supporto, con altri 398mila addetti e 85 miliardi di fatturato. Nei prossimi mesi la domanda di lavoro resterà sostenuta. Il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro prevede nel settore 106.520 ingressi tra settembre e novembre, il 7% di tutte le assunzioni programmate in Italia, e Assolavoro stima oltre 110mila richieste di figure professionali entro la fine dell’anno. “Il settore dei trasporti e della logistica rappresenta un driver strategico per la competitività economica del Paese”, sottolinea il presidente di Assolavoro Francesco Baroni.

I profili più richiesti

Quasi sei dipendenti su dieci sono inquadrati come operai e l’85,2% ha un contratto a tempo indeterminato. Tra le figure più ricercate ci sono operation manager, impiegati logistici e operatori delle spedizioni, magazzinieri e addetti al picking, mulettisti e carrellisti, ma cresce la domanda di profili amministrativi come l’invoicing specialist e di esperti di sicurezza come RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e specialisti HSE (Health, Safety & Environment). Il reclutamento però non è semplice: a settembre le imprese del settore hanno programmato 38.870 contratti, ma solo il 18,3% riguarda giovani sotto i 29 anni, contro il 27,6% della media nazionale. Sul mercato pesa anche il tema della qualità del lavoro, dopo le inchieste che negli ultimi anni hanno portato alla luce sistemi di cooperative fittizie e appalti a catena nelle consegne, con 438 milioni recuperati e circa 10mila lavoratori regolarizzati dalla sola procura di Milano dal 2021.

La carenza strutturale di autisti

Il nodo più evidente riguarda chi guida i mezzi pesanti: nelle previsioni di settembre, infatti, compaiono 29.180 conducenti di veicoli ricercati dalle imprese, e nel 62,4% dei casi le aziende segnalano difficoltà di reperimento, soprattutto per mancanza di candidati. Non è un problema solo italiano. Secondo l’indagine 2025 dell’IRU, l’organizzazione mondiale del trasporto su strada, in Europa risulta scoperto il 13% dei posti da camionista, pari a circa 502mila autisti mancanti, mentre entro il 2030 ne andranno in pensione circa 660mila e i conducenti sotto i 25 anni sono appena il 5% della forza lavoro. Per le imprese di autotrasporto la scarsità di personale si somma ai costi del gasolio, che negli ultimi mesi hanno toccato livelli record.

Infrastrutture e trasporto su ferro

Secondo Fermerci, l’associazione delle imprese del trasporto ferroviario merci, il treno copre appena l’11% delle merci movimentate in Italia contro il 62% della gomma, e tra il 2024 e il 2025 i treni-chilometro sulla rete nazionale sono scesi del 3,5%. A frenare il settore sono paradossalmente anche gli investimenti. La corsa per completare le opere del PNRR ha aperto nel 2026 oltre 1.300 cantieri sulla rete, con interruzioni frequenti che secondo le imprese hanno ridotto fortemente la capacità disponibile per le merci. L’Italia è attraversata da quattro corridoi europei TEN-T e ha le carte per diventare una piattaforma logistica nel Mediterraneo, ma servono collegamenti di ultimo miglio con porti e interporti all’altezza degli standard europei e linee adeguate a treni più lunghi e pesanti.

La sfida del digitale e delle competenze

Terminali a radiofrequenza, sistemi vocali e robot stanno spostando il lavoro in magazzino dalla fatica fisica alla supervisione, e crescono le richieste di specialisti WMS (Warehouse Management System) e TMS (Transportation Management System), che gestiscono i software di magazzino e di trasporto, e di esperti EDI (Electronic Data Interchange), che progettano lo scambio automatico di dati tra aziende. “Di fronte a fabbisogni professionali sempre più complessi, che spaziano dai profili operativi, all’automazione avanzata e all’intelligenza artificiale, le Agenzie per il Lavoro si sono progressivamente accreditate come partner essenziale per la gestione della flessibilità e per l’incontro qualificato tra domanda e offerta di lavoro”, osserva Baroni. Formazione, infrastrutture efficienti e condizioni di lavoro regolari saranno le leve per trasformare la domanda in occupazione stabile.

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