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Attacchi ai data center ucraini, il nuovo fronte della guerra Russo-Ucraina
Kiev
© Imagoeconomica
28 Settembre 2026

Attacchi ai data center ucraini, il nuovo fronte della guerra Russo-Ucraina

Starlink, Vodafone Ukraine, Utels, Datagroup e molti altri. Questi sono una parte dei data center colpiti da Mosca la scorsa settimana. Gli attacchi hanno lo scopo di paralizzare un intero Paese.

La guerra fra Russia e Ucraina è passata a un livello diverso: nel mirino di Mosca oltre alle infrastrutture energetiche, ferrovie e trasporti finiscono anche i data center. Questi edifici ospitano grandi quantità di computer e server che assicurano i servizi internet e informatici, come siti web, cloud e AI. Colpirli impatta significativamente sulla vita dei singoli cittadini: dal lavoro alla comunicazione, dallo studio allo svolgimento di vita quotidiana. L’obiettivo di Putin è quello di disturbare i servizi di telecomunicazioni.

Colpire il bilancio ucraino

L’industria siderurgica ucraina è stata distrutta completamente. ArcelorMittal, colosso siderurgico mondiale, non ripristinerà la sua acciaieria a Kryvyi Rih. Ad affermarlo è Mauro Longobardo, CEO della divisione ucraina di ArcelorMittal. Qualche mese fa il comparto siderurgico costitutiva il 5,5% del PIL, con 6,2 miliardi di dollari di esportazioni e decine di migliaia di dipendenti. La progressiva demolizione della siderurgia inizia nel 2014 con la crisi nel Donbass e si aggrava nel 2022 con la distruzione dell’Azovstal di Mariupol, che insieme a Ilyich Iron & Steel Works valevano il 40% della capacità ucraina. L’accelerazione della sua disfatta si riscontra nelle ultime settimane: una serie di attacchi di missili balistici iniziati l’11 agosto provocano danni ingenti all’impianto di Kryvyi Rih, a tal punto che non è possibile riavviarlo in modo sicuro e sostenibile. I danni non sono solo economici e a essere colpita è proprio la sussistenza del Paese: con la chiusura dei tre impianti che producevano il 90% dell’acciaio, la capacità produttiva del Paese è scesa dalle 42,5 milioni di tonnellate del 2013 agli 8 milioni nel 2025.

Paralizzare un Paese

Colpire l’economia ucraina non è l’unico obiettivo, Putin prova a mettere in ginocchio Zelensky colpendo l’Ucraina digitale. Nell’ultima settimana sono stati presi di mira diversi data center che ospitavano apparati di Utels, MiroHost, Datagroup e altri provider. Altri due data center della capitale e di Kyivstar sono stati colpiti nella giornata di ieri. Mosca rivendica anche un attacco al data center di Vodafone Ukraine. Putin sostiene che forniscono accesso a internet alle forze armate, ma dalla rete che fornisce Vodafone Ukraine dipendono: banche, pagamenti e servizi pubblici. Oltre, naturalmente, al sistema di messaggistica via app che avvisa i civili dell’arrivo di droni e missili.

A subire le conseguenze di questi attacchi anche la segnaletica digitale della rete di trasporti pubblici della città di Lutsk, che venerdì scorso ha smesso di funzionare. La BBC riporta che molte aziende stanno trasferendo le proprie attività a data center all’estero. La scelta viene dal ridurre l’esposizione al rischio cinetico. Tuttavia, si aprono problematiche legate alla latenza, alla connettività internazionale, alla sovranità dei dati e alla dipendenza da provider stranieri. Si entra così in una nuova fase di come vengono condotte le guerre: non è necessario compromettere i dati, per disturbare le telecomunicazioni basta colpire le infrastrutture fisiche che ospitano le alimentazioni, fibre e apparati. E l’Ucraina parte da una posizione favorevole, distribuire la sua connettività in diversi data center, e non in pochi e grandi, permette di avere percorsi alternativi rendendo più difficile spegnere l’intero Paese.

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