
Rent to buy, alloggi popolari e nuove regole per costruire: la ricetta del governo Meloni nel Piano Casa 2026
“In vista della ricorrenza del 1° maggio il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti del vasto Piano Casa. Si tratta di un piano casa cui stiamo lavorando da tempo, robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni“.
Queste le parole pronunciate dal presidente Giorgia Meloni in Parlamento annunciando la data del 1° maggio per il Consiglio dei ministri, una data non casuale, carica di valore simbolico per un provvedimento che punta a restituire il diritto alla casa alle fasce più fragili della popolazione.
Crisi abitativa: l’80% degli under 30 non riesce ad abbandonare la casa d’origine
In Italia, infatti, l’accesso alla casa è diventata una vera e propria emergenza nazionale, arrivando a rendere il diritto all’abitazione un bene di lusso. Il rapporto redatto da OCSE certifica la crisi abitativa, evidenziando che circa l’80% dei giovani under 30 non riesce a lasciare la propria casa d’origine. Esiste una vera e propria zona grigia in merito alle abitazioni: o si viene considerati troppo ricchi per ottenere l’accesso alle case popolari, o troppo poveri per potersene comprare una.
Piano Casa: cosa prevede
Il Piano Casa si muove su due binari, mirando a colmare tutti questi aspetti su più fronti. Da una parte è previsto un piano d’urgenza da 1,2 miliardi di euro per recuperare circa 60.000 alloggi popolari inutilizzati e inagibili. I cantieri sono programmati per partire durante il 2026. Il secondo approccio è strutturale: avere 100mila nuovi alloggi disponibili (a prezzi calmierati) in un arco di 10 anni. Le categorie prioritarie includono: giovani e giovani coppie, genitori separati, anziani e famiglie in difficoltà.
Sul fronte delle risorse, le cifre confermate sono: 660 milioni stanziati per l’avvio del Piano Casa, 950-970 milioni disponibili subito secondo il decreto attuativo in lavorazione, distribuiti tra il 2026 e il 2030. Il piano prevede il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, della BEI e di capitali privati, con un miliardo di euro aggiuntivo atteso dalla riqualificazione di fondi PNRR.
Il rent-to-buy, una misura innovativa
Una misura innovativa adottata è quella del “Rent to buy”, ossia un affitto con riscatto. Una formula contrattuale ibrida che unisce locazione e compravendita. Il futuro acquirente entra immediatamente nell’immobile, pagando un canone mensile che si divide in due componenti distinte: una quota destinata al godimento dell’immobile e una quota che si accumula come anticipo sul prezzo finale di vendita. Dopo un periodo massimo di dieci anni l’inquilino ha il diritto, non l’obbligo, a riscattare la casa pagando il saldo rimanente.
Misure per gli anziani e social housing
Il piano prevede poi delle misure a favore degli anziani, con tre strumenti:
– alloggi sociali a canone agevolato;
– possibilità di permuta immobiliare (scambio di case tra proprietari, con eventuale conguaglio economico stipulato davanti a un notaio);
– progetti di coabitazione assistita.
Sul fronte del social housing il MIT punta a creare nuove aziende casa, con modelli gestionali più autonomi e flessibili (in parte pubbliche e in parte miste), dare un forte impulso al partenariato pubblico-privato per finanziare il social housing per coinvolgere attivamente anche i soggetti privati per realizzare e finanziare nuovi alloggi sociali. Vengono introdotti strumenti finanziari innovativi come fondi immobiliari rotativi, garanzie, sistemi finanziari integrati.
Banca dati nazionale e riforma del Testo Unico dell’edilizia
Una misura strategica è la creazione di una banca dati nazionale dell’abitare, che servirà a mappare il patrimonio immobiliare disponibile, censire le aree con emergenza abitativa e definire le priorità territoriali di intervento. Il piano casa prevede anche la revisione del Testo Unico dell’Edilizia, con lo scopo di semplificare la burocrazia, digitalizzare le pratiche e riordinare gli interventi edilizi.
DPCM attuativo: realtà operativa
Il quadro normativo è definito dalla Legge di Bilancio 2026, che già contiene alcune disposizioni in materia. Il vero nodo rimane il Dpcm attuativo che renderà operative le misure.
Non mancano le critiche. Il Piano Casa è stato annunciato più volte nel corso degli anni, senza trovare mai una attuazione concreta. Il banco di prova sarà il 1° maggio, data in cui è prevista l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Il provvedimento dovrà poi passare per la pubblicazione del DPCM attuativo e per il coordinamento delle Regioni.




