
AccelerateEU, la risposta europea al caro energia
Nonostante le “buone sensazioni” di Donald Trump, la guerra con l’Iran e la crisi nello Stretto di Hormuz continuano a spaventare l’economia europea. È in questo contesto che la Commissione europea ha preparato il piano “AccelerateEU”, la cui pubblicazione è attesa per il 22 aprile. Il piano nasce dall’urgenza di colmare le vulnerabilità messe a nudo dalla crisi in Medio Oriente, una situazione che richiama fedelmente lo shock energetico vissuto nel 2022 a causa della drastica limitazione dei flussi di gas russo. Il prezzo da pagare è già conteggiato: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha quantificato che dall’inizio delle ostilità in Iran, la spesa dell’Unione per l’acquisto di idrocarburi è aumentata di oltre 22 miliardi di euro. I prezzi del petrolio sono tornati a superare quota 100 dollari al barile e le compagnie aeree hanno già lanciato l’allarme per possibili cancellazioni di voli estivi se il blocco dello stretto dovesse protrarsi fino a maggio.
Le misure: dai voucher allo smart working
Il cuore del piano è la riduzione del carico fiscale sull’energia elettrica, storicamente penalizzata rispetto ai combustibili fossili. Von der Leyen ha sottolineato che in molti casi l’elettricità è tassata fino a quindici volte di più rispetto al gas, con un onere sproporzionato sulle imprese che stanno compiendo la transizione verso l’elettrificazione. La Commissione presenterà a maggio un intervento mirato per consentire ai governi nazionali di applicare una tassazione più bassa sull’elettricità rispetto ai combustibili fossili, semplificando l’applicazione dell’aliquota zero per le imprese ad alta intensità energetica. Sul fronte dei consumi, tra le misure raccomandate agli Stati figurano almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento negli edifici pubblici e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Per i settori più esposti, cioè agricoltura, pesca, trasporto stradale e marittimo e industrie energivore, le misure di sostegno saranno temporanee, con scadenza al 31 dicembre 2026, e potranno coprire fino al 50% dei costi extra dovuti alla crisi. Sul modello del 2022, la Commissione chiede agli Stati di agire insieme come avvenne allora, quando l’azione congiunta aveva permesso di ridurre del 18% la domanda di gas tra agosto 2022 e marzo 2023.
L’obiettivo strutturale: elettrificare l’Europa
Oltre alle misure d’emergenza, AccelerateEU punta a una trasformazione strutturale del sistema energetico europeo. La Commissione intende presentare un obiettivo vincolante di elettrificazione entro l’estate, rafforzando l’Affordable Energy Action Plan già in corso. Oggi l’elettricità rappresenta circa il 21% dei consumi energetici finali in Europa, ma le proiezioni indicano la necessità di raggiungere almeno il 35% entro il 2030. Secondo le stime della Commissione, saranno necessari investimenti pari a circa 660 miliardi di euro all’anno fino al 2030. Per finanziare gli interventi, gli Stati hanno a disposizione 184 miliardi dai loro PNRR e 38 miliardi dai fondi di Coesione: risorse già esistenti, senza nuove iniezioni di liquidità da Bruxelles. Sul lungo periodo, la Commissione collega il sostegno temporaneo alle imprese alla strategia di elettrificazione e alla pressione per anticipare l’accordo sul pacchetto reti, già presentato a dicembre, considerato indispensabile per non trovarsi di nuovo nella stessa situazione alla prossima crisi.






