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Premio “Dedalo e Icaro”: il talento dei giovani al servizio dello sviluppo
Antonio Ciucci al Premio “Dedalo e Icaro” 2026
© ANCE Roma – ACER
17 Aprile 2026

Premio “Dedalo e Icaro”: il talento dei giovani al servizio dello sviluppo

Si è svolta a Latina la seconda edizione dell’iniziativa che unisce università e imprese, valorizzando le migliori tesi di laurea della Regione Lazio

Il 16 aprile si è svolta la seconda edizione del premio “Dedalo e Icaro”, iniziativa promossa dalla Fondazione Lestra, Ance Latina, Consorzio Stabile Sviluppo Sostenibile e la casa editrice Lab DFG, che nasce per valorizzare le migliori tesi di laurea magistrale su innovazione, sviluppo, sostenibilità e trasformazioni economiche. L’obiettivo non è tanto quello di premiare la migliore idea, quanto fissare un punto di partenza per costruire connessioni solide tra università, imprese e istituzioni.

“Il nome ‘Dedalo e Icaro’ è particolarmente evocativo e richiama idee brillanti. Fiducia nei giovani. Formazione e innovazione per avvicinare i talenti al nostro settore”. Interviene così Antonio Ciucci, delegato dal presidente nazionale di ANCE e presidente di ANCE Roma – ACER, durante la premiazione, sottolineando l’importanza di avere fiducia nei giovani per avvicinarli al mondo del lavoro.

Il premio, un ponte tra passato e futuro

Il premio è rivolto a giovani under 28 residenti, domiciliati o nati nella Regione Lazio, laureati presso i suoi atenei. Alla tesi vincitrice va un assegno da 5.000 euro e la pubblicazione editoriale, con una distribuzione a livello nazionale, con la casa editrice Lab DFG. Oltre alla valorizzazione delle nuove generazioni, durante l’evento viene reso omaggio a figure del mondo imprenditoriale e professionale che sono fonte di ispirazione per le nuove generazioni e che si sono distinte per la loro competenza, responsabilità e capacità di costruire nel tempo. In questo modo la premiazione diventa un ponte tra passato e futuro.

La tesi vincitrice di Michela Di Seri

La vincitrice di quest’anno è stata Michela Di Seri, con una tesi che si è distinta per innovazione e capacità di osservare il presente. Il suo lavoro era rivolto al rapporto tra ricostruzione e identità urbana dopo il sisma del 2016 ad Accumoli. In questa edizione, tutti i lavori si sono contraddistinti per la loro innovazione e per aver centrato lo spirito del Premio, restituendo l’immagine di una generazione che lavora su temi concreti e che sa avere un occhio vigile sulla realtà che la circonda.

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