
Emergenza casa: la ricetta di ANCE-ACER per un nuovo piano strutturale
L’abitare in Italia non è più una semplice questione di mercato, ma un’urgenza sociale che richiede un cambio di paradigma. Durante il convegno “Verso un nuovo diritto all’abitare”, tenutosi presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati, Antonio Ciucci, presidente di ANCE Roma – ACER, ha delineato un quadro critico: la forbice tra costi di costruzione e capacità di spesa delle famiglie si è allargata a tal punto da rendere i vecchi modelli del tutto inefficaci.
I numeri del divario: Roma e il contesto nazionale
La Capitale è l’epicentro di questa scossa. Con oltre 14.000 famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare e un mercato degli affitti privati reso proibitivo dalla pressione turistica, Roma riflette il dramma nazionale. Il dato macroeconomico è impietoso: a fronte di un’inflazione che ha superato il 22%, le retribuzioni sono cresciute solo del 12%. “Negli ultimi anni si sono sommati aumento dei costi di costruzione, riduzione del credito da parte del sistema bancario e perdita di potere d’acquisto delle famiglie”, spiega Ciucci.
Il nodo del credito e il declino dell’edilizia pubblica
Uno dei punti più allarmanti riguarda il prosciugamento dei finanziamenti: dai 52 miliardi stanziati per l’immobiliare nel 2007 si è scesi a poco più di 10 miliardi nel 2024. Questa contrazione strozza sia le imprese che i cittadini. Inoltre, con un’offerta di edilizia pubblica ferma sotto il 4% (contro medie europee ben più alte), una fascia sempre più ampia di popolazione resta “incastrata”: troppo ricca per il sostegno sociale, troppo povera per i prezzi del libero mercato.
Rigenerazione urbana: non più scelta, ma necessità
Il futuro non passa più per l’espansione delle periferie, ma per il recupero dell’esistente, in linea con le direttive Green dell’UE. Tuttavia, rigenerare il patrimonio costruito è un processo più oneroso rispetto alla nuova edificazione. “Oggi dobbiamo rigenerare il costruito, non espandere la città”, ribadisce Ciucci. Secondo il presidente, la sfida del prossimo decennio si vincerà solo se l’Europa varerà un grande piano di investimenti coordinati, capace di affiancare alla leva pubblica strumenti fiscali e finanziari che rendano la sostenibilità economica davvero praticabile.





