
Uranio, Hormuz e sanzioni, ecco cosa prevede l’accordo tra USA e Iran
Assecondando le ultime indiscrezioni sui negoziati, nei giorni scorsi Washington avrebbe stilato un memorandum d’intesa per la cessazione delle ostilità e nelle prossime ore sarebbe attesa la risposta di Teheran. Il memorandum, articolato in 14 punti, sarebbe oggetto di negoziato tra gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani. Il testo prevedrebbe, secondo fonti citate dai media americani, un periodo di trenta giorni di negoziati e una serie di impegni su uranio, Hormuz e sanzioni statunitensi.
La trafila dei negoziati
Dall’inizio del conflitto di fine febbraio a oggi, le proposte di negoziati sono state tre: agli inizi di aprile le parti hanno cercato un accordo con messaggi indiretti, grazie alla mediazione dell’Oman e del Qatar. Quelle interlocuzioni sono state fondamentali per stabilire una tregua temporanea, annunciata poi il 7 aprile. Il focus principale era quello di un cessate il fuoco; l’11 aprile si è tenuto un secondo round di negoziati, stavolta di diplomazia diretta mediata dal Pakistan, con al centro lo smantellamento nucleare dell’Iran con conseguenti sanzioni. I negoziati però non sono andati a buon fine per le posizioni divergenti sul programma nucleare e sul controllo dello Stretto di Hormuz; in questi giorni, invece, si stanno svolgendo dei colloqui per arrivare a un accordo tramite il Memorandum Of Understanding (MOU) presentato dagli USA. Il MOU, in quanto memorandum, non è un vero e proprio negoziato, ma un documento non vincolante che descrive un accordo tra le parti, una specie di “cornice d’intesa”, una linea di azione comune su cui cominciare a negoziare.
Cosa prevede il memorandum
Secondo fonti citate da Axios, la Casa Bianca ritiene di essere prossima a un accordo. Le clausole principali del memorandum prevederebbero: l’impegno dell’Iran a una sospensione dell’arricchimento dell’uranio per un periodo di 12-15 anni, la revoca delle sanzioni da parte degli USA, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Il presidente americano si è detto ottimista riguardo al raggiungimento di un accordo prima del suo viaggio in Cina, tuttavia, non ha potuto fare a meno di rilanciare la minaccia di una ripresa delle operazioni militari in caso di una mancata firma. A scanso di equivoci, ha anche aggiunto che lo stop all’operazione Project Freedom è direttamente collegato all’intesa: se non dovesse esserci accordo, la marina USA inizierà a scortare le navi attraverso lo Stretto.
Le prime risposte di Teheran
L’Iran non sembra sia entusiasta dei quattordici punti del documento, smentendo così l’ottimismo americano. Teheran ha precisato che non esiste ancora una risposta ufficiale al testo proposto dalla Casa Bianca e che alcune clausole sono inaccettabili, definendo, per di più, il MOU come una lista dei desideri. Il nodo cruciale rimane l’arricchimento dell’uranio. La sospensione di dodici o quindici anni significherebbe una concessione molto ampia da parte di Teheran e richiederebbe ulteriori garanzie sul fronte sanzioni, sicurezza e del riconoscimento del ruolo regionale dell’Iran.
Lo scontento di Netanyahu
Secondo alcune ricostruzioni, l’apertura del presidente Trump a dei negoziati avrebbe colto di sorpresa il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu che, pur dichiarandosi all’oscuro di questo stato di avanzamento dei negoziati, ha però ha voluto ribadire il “pieno coordinamento” tra Israele e USA. Tra le priorità assolute condivise dal primo ministro israeliano c’è la rimozione dell’uranio arricchito dall’Iran e lo smantellamento delle sue capacità di arricchimento. Questo punto, in particolare, risulta essere paticolarmente aleatorio in quanto si riferisce a un know how specifico accumulato negli anni e impossibile da eradicare senza eliminare fisicamente tutte le persone competenti.
Tensioni nel Golfo dell’Oman
La tensione, tuttavia, resta alta. Il comando centrale degli USA ha reso noto che militari americani hanno colpito una petroliera con bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman. Secondo quanto riportato dalla versione statunitense, l’imbarcazione avrebbe violato e ignorato ripetuti avvertimenti riguardo il divieto di passaggio nello Stretto di Hormuz.






