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La spesa militare globale cresce sempre di più
© Imagoeconomica
2 Maggio 2026

La spesa militare globale cresce sempre di più

Secondo i dati del SIPRI, nel 2025 si registra un aumento del 2,9% rispetto al 2024. Gli USA spendono un terzo della cifra totale, anche se calano del 7,5%. Seguono Cina, Russia, Germania e India. L’Italia, undicesima, supera il 2% del PIL e raggiunge la soglia NATO. Nell’Est Europa scatenate le Repubbliche baltiche e la Polonia (tutte sopra il 3% del PIL), che investono nell’hardware e potenziano le infrastrutture logistiche.

Una corsa agli armamenti sempre più evidente e netta. Nel 2025, come riportato dal SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) nel suo rapporto annuale, la spesa militare globale è arrivata a toccare i 2.887 miliardi di dollari. L’Istituto internazionale con sede in Svezia dedito a ricerche su conflitti, controllo degli armamenti e disarmo ha segnalato che il dato è in crescita da undici anni consecutivi e rispetto al 2024 è incrementato del 2,9%. Livelli alti, che non si registravano da anni, come dimostrato dall’incidenza della spesa militare sul PIL mondiale (il “military burden”) al 2,5%, che dal 2009 non era così elevato. Cifre che sono il riflesso della vita del singolo cittadino, come messo in risalto dalla spesa media per abitante salita a 352 dollari.

Gli USA calano del 7,5%, ma spendono comunque il 33% globale. Avanza la Cina

Questa analisi sottolinea una tendenza al rialzo per i Paesi europei (circa +14%), dato così alto vista la guerra tra Russia e Ucraina, e i Paesi oceanici (+8,1%). Calo del 7,5% degli USA, scesi a 954 miliardi di dollari, ma comunque sempre leader della spesa militare, visto che un terzo della spesa militare globale è loro. Il calo è dovuto a un periodo di assestamento post-emergenziale e di cicli di acquisizione. La segue la Cina, che, con un aumento del 7,4%, ha speso 336 miliardi. Da Pechino hanno voluto incrementare la spesa a causa delle tensioni nel Mar Cinese Meridionale e perché entro il 2030 hanno l’obiettivo di pareggiare il divario tecnologico con l’Occidente. Poi Russia e Germania, che entra stabilmente nella top five grazie all’arrivo e alla messa in pratica dei fondi speciali post-2022. Insieme all’India, che occupa il quinto posto nella speciale classifica, questi cinque Stati coprono da soli il 58% degli investimenti militari globali.

Il grafico pubblicato nel report del SIPRI

Spesa militare: obiettivo NATO raggiunto. L’Italia supera il 2% del PIL

L’Italia ondeggia all’undicesimo posto e, insieme alla dodicesima Corea del Sud, pressa Israele decimo. Le percentuali sono tutte intorno all’1,7% della spesa globale. Secondo i dati incrociati del SIPRI, il Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2025-2027 e le integrazioni del MEF, il 2025 è stato l’anno in cui l’Italia ha superato ufficialmente il fatidico obiettivo stilato dalla NATO del 2% del PIL, attestato al 2,01% ed entra a far parte del club dei 23 membri su 32 che hanno raggiunto o superato la soglia. Una spesa per la difesa che arriva a 45,3 miliardi di euro, con un aumento nominale del 38,5% rispetto ai precedenti 32,7 del 2024. Anche se bisogna fare una precisazione. La maggior parte di questo balzo di bilancio è frutto di una massiccia operazione di riclassificazione contabile, impostata per allineare i conti italiani agli standard che richiede l’Alleanza atlantica.

Con questa manovra, l’Italia è riuscita a far confluire sotto le voci di spesa del perimetro della Difesa anche quelle che apparivano discostate dal Ministero. Da qui entrano ufficialmente dentro il budget: le risorse per le missioni internazionali, i fondi destinati alla cybersicurezza e quelli destinati alla protezione delle infrastrutture critiche. Un riassetto burocratico che però non deve essere uno specchietto per le allodole, perché l’impegno economico è concretissimo. Il bilancio parla chiaro: gli investimenti nel settore bellico confermano la volontà di non farsi cogliere impreparati. Tra l’acquisizione dei carri armati pesanti Leopard 2 e il potenziamento dei sistemi di difesa aerea, da Roma arriva l’avviso: garantire al Paese un peso di rilievo nelle nuove gerarchie continentali.

I carri armati Leopard ©Imagoeconomica

UE, la Germania vuole diventare una super potenza entro il 2039

In Europa c’è una fortissima mobilitazione generale. Questo 14% sopracitato ha portato il volume degli investimenti pari a 864 milioni di dollari. Protagonista la Germania, +24%, che ha superato una super potenza mondiale come l’India e ha speso 114 miliardi di dollari. Berlino ha stilato un piano ventennale ambizioso che si chiama “Verantwortung für Europa”, Responsabilità per l’Europa: diventare la forza convenzionale più potente del continente europeo entro il 2039 e avere circa 460.000 uomini pronti a combattere tra effettivi e riserve. L’obiettivo tedesco, di cui il ministro della Difesa Boris Pistorius è uno dei più grandi esponenti, è adottare un approccio integrato che pone Mosca come principale antagonista e punta tutto su capacità d’attacco a lungo raggio e difesa contro i missili supersonici. Un cambio di paradigma a tutto tondo, che mira a trasformare la Germania come perno militare dell’UE.

La Russia spaventa, l’Europa orientale corre ai ripari

La vera mobilitazione però arriva da Est. La Polonia in prima linea, perché dal report del SIPRI emerge che è lo Stato che ha destinato alla difesa una quota vicina al 4%del PIL, la più alta tra i membri della NATO. Potenziamento dell’hardware vero e proprio: carri armati e sistemi di artiglieria a lungo raggio. Seguono a ruota le tre Repubbliche baltiche, comprensibilmente spaventate per la vicinanza con la Russia. Estonia, Lettonia e Lituania hanno spinto il budget militare oltre il 3%. A differenza della Polonia però, l’investimento non riguarda solo l’acquisto di hardware, ma il potenziamento delle infrastrutture logistiche e della difesa aerea integrata. L’Ucraina, complice il conflitto con Mosca, mantiene una spesa militare interna pari a circa un terzo del PIL, potenziando soprattutto la produzione di droni e i sistemi di guerra elettronica.

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