
L’incontro in Vaticano tra Papa Leone XIV e Rubio
Marco Rubio, segretario di Stato americano e una delle figure più influenti dell’attuale amministrazione statunitense, è atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino poco prima delle 9 per una due giorni di incontri delicati volti a favorire nuovi colloqui tra gli Stati Uniti, il Vaticano e l’Italia. Questa mattina c’è stato l’incontro con Papa Leone XIV, durato circa quarantacinque minuti, con l’intenzione di ricomporre la frattura tra il Pontefice e il suo presidente Donald Trump, che nelle ultime settimane ha espresso delle parole dure nei confronti del Papa, scatenando la reazione difensiva del governo italiano. Domani alle 11:30 è atteso a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per un incontro a quattr’occhi. In seguito, incontrerà il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Alla ricerca della riconciliazione
La scelta di affidare a Rubio questa missione diplomatica è strategica, poiché si tratta del primo cattolico praticante a guidare il Dipartimento di Stato da decenni. La mattinata, infatti, è stata interamente dedicata all’incontro con il Santo Padre dato che, a causa delle ultime esternazioni di Trump, i rapporti tra il Vaticano e Washington non erano così freddi da tempo. Papa Prevost, nato a Chicago e cittadino americano, si è sempre schierato a favore della pace e contro la guerra che Trump sta portando avanti in Iran dal 28 febbraio scorso. A sua volta, il tycoon ha contestato aspramente la linea di politica estera del Pontefice definendolo “debole”, prima e poi, il 5 maggio scorso, dichiarando che: “Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia l’arma nucleare”. Immediata la risposta del Papa: “Predico il Vangelo, ma le persone sono libere di criticarmi”. Rubio, in missione insieme all’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede Brian Burch, in giornata ha incontrato anche il segretario di Stato Pietro Parolin. il cardinale incaricato dei rapporti diplomatici. La sua permanenza al Palazzo apostolico è stata complessivamente di due ore e mezza. Negli incontri si è parlato della difficile situazione in Iran e in Libano, ma anche di Africa e Cuba e di alcune iniziative umanitarie in Occidente.
Dopo l’incontro, la Santa Sede ha dichiarato: “C’è stato uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace“. Il segretario invece ha commentato su X il confronto con il Papa: “Ho incontrato il Pontefice per sottolineare il nostro impegno comune nel promuovere la pace e la dignità umana”. Parole confermate anche dal Dipartimento di Stato statunitense che in una nota ha sottolineato “la solidità delle relazioni tra gli USA e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana”. Il papa, in segno di distensione, ha regalato a Rubio una penna in legno d’ulivo, la pianta della pace, che ha ricambiato regalando un fermacarte in cristallo a forma di palla da football (la diplomazia dei simboli dice tutto).
Met with @Pontifex to underscore our shared commitment to promoting peace and human dignity. pic.twitter.com/BIZ9SfW5nY
— Secretary Marco Rubio (@SecRubio) May 7, 2026
Prima Meloni, poi Tajani e Crosetto. Il venerdì di Rubio
La scelta di voler incontrare Meloni, Tajani e Crosetto è strategica, soprattutto perché Trump nell’ultimo periodo ha accusato l’Italia di non essergli stata vicina, a cominciare dal rifiuto di Crosetto di fare atterrare i caccia americani a Sigonella a fine marzo. Sul tavolo politico ci sono diversi argomenti: su tutti, il supporto militare nella guerra contro l’Iran e la minaccia USA di uscire dalla NATO (Trump ha minacciato di ritirare le truppe dalle basi italiane, tedesche e spagnole), la questione mediorientale, con l’Italia che condanna il governo di Teheran ma spinge per una risoluzione del conflitto e i dazi, con la minaccia di nuove tariffe sulle esportazioni europee. Tajani commenta così: “Le relazioni con Rubio sono ottime. Gli Stati Uniti sono un nostro alleato fondamentale, crediamo fortemente nelle relazioni transatlantiche. L’Europa ha bisogno degli USA, ma è vero che anche gli USA hanno bisogno dell’Europa”.






