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Argomento: Energetiche

Ad Asciano il primo impianto italiano di grid reverse flow per biometano firmato Estra

Ad Asciano, nel cuore della provincia di Siena, è entrato ufficialmente in funzione il primo impianto italiano di grid reverse flow per biometano, realizzato dal gruppo Estra attraverso la sua società di distribuzione gas Centria. L’avvio operativo segue la conclusione della fase di collaudo e segna un passaggio simbolico e concreto verso una gestione più intelligente e sostenibile delle reti gas, trasformando una tradizionale infrastruttura di distribuzione in un sistema capace di dialogare in entrambe le direzioni con la rete di trasporto nazionale.

 

L’impianto è installato presso la cabina Remi “Arbia” e ha iniziato a immettere biometano in controflusso già nel mese di novembre, superando il modello unidirezionale in cui il gas fluisce solo dall’alto verso il basso, dalla rete di trasporto alle utenze. Grazie alla configurazione bidirezionale, il sistema è in grado di recuperare il biometano prodotto localmente – in questo caso dall’impianto delle Cortine gestito da Sienambiente – comprimerlo e reimmetterlo nella rete nazionale anche nei periodi di bassa domanda, quando altrimenti non sarebbe possibile utilizzare tutta la produzione.

 

Questa innovazione tecnologica ha un impatto diretto sulla decarbonizzazione del sistema energetico: consente di ridurre le emissioni di CO₂, aumentare la quota di energia rinnovabile immessa nella rete gas e costruire una filiera di economia circolare che parte dai rifiuti organici conferiti dai cittadini. Il biometano ottenuto dalla frazione umida, infatti, dimostra come il ciclo dei rifiuti possa chiudersi in modo virtuoso, trasformando un potenziale scarto in una risorsa energetica che alimenta case, imprese e territori.

 

Il progetto si inserisce all’interno del percorso sperimentale Twist, sviluppato da Centria, che prevede anche un sostegno economico dedicato per consolidare e misurare gli effetti di questa tecnologia. Per Estra si tratta di un tassello strategico nella propria visione di transizione energetica “plurale”, in cui la valorizzazione delle infrastrutture esistenti va di pari passo con l’espansione dei gas rinnovabili. La possibilità di rendere costante e programmabile la fornitura di biometano rafforza la sicurezza energetica locale, rende più resiliente la rete e offre alle comunità un esempio concreto di come innovazione industriale, economia circolare e responsabilità ambientale possano integrarsi in un unico progetto.

Regione Sardegna, 90 milioni per finanziare 5.644 impianti fotovoltaici domestici

La Regione Sardegna ha registrato un successo oltre le aspettative per il bando sugli incentivi al 100% per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo domestico, con 5.644 istanze ammesse che saranno finanziate con un totale di 90 milioni di euro nel triennio 2025-2027. Le prime 1.290 domande, prioritarie per Isee fino a 7.500 euro, riceveranno 20 milioni già nel 2025, mentre le restanti saranno coperte con scorrimento in graduatoria nei due anni successivi. L’iniziativa, che privilegia le fasce più deboli, prevede impianti da 3 kW per abbattere le bollette e promuovere l’autoproduzione energetica nelle abitazioni di proprietà e residenza.

 

L’assessore regionale dei Lavori pubblici, Antonio Piu, ha espresso grande soddisfazione per l’adesione dei cittadini, sottolineando come i primi 1.016 impianti saranno installati a breve per supportare le famiglie con redditi più bassi. Il contributo copre integralmente fornitura, posa in opera, assicurazione multirischio, manutenzione per 10 anni e monitoraggio delle prestazioni, coinvolgendo l’87% di imprese sarde nella filiera. Questo approccio non solo riduce i costi energetici per i beneficiari, ma attiva anche l’economia locale e incrementa la capacità fotovoltaica regionale.

 

Il bando, attuato ai sensi dell’articolo 2 della legge regionale 20/2024, rappresenta il primo passo di un programma pluriennale che mira a una transizione energetica equa e sostenibile, con energia in eccesso ritirata dal GSE per reinvestimenti futuri. In totale, gli interventi genereranno circa 17.648 kW di potenza installata solo per il 2025, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e resilienza del sistema isolano.

Sace a Dubai con “Energie per il Futuro dell’Export”

Oltre cento imprese provenienti da tutta l’area del Golfo – dai settori delle infrastrutture e dell’energia al food & beverage, dal manifatturiero alla meccanica strumentale – sono state protagoniste di “Energie per il Futuro dell’Export” a Dubai, prima e unica tappa fuori dai confini nazionali del roadshow itinerante di SACE, l’Export Credit Agency direttamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, dedicato al dialogo e all’ascolto degli esportatori italiani.

 

Una edizione speciale, l’unica all’estero, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e ospitata dall’Hub for Made in Italy di Italiacamp a Dubai, di un percorso che sta attraversando tutta l’Italia (il roadshow di SACE ha già toccato Milano, Venezia, Napoli, e arriverà a Bologna, Firenze e Roma) con l’obiettivo di raccogliere i nuovi bisogni delle imprese italiane, anche alla luce del contesto economico in continua evoluzione, per poter poi scrivere insieme le strategie e gli strumenti SACE del prossimo futuro e valorizzare al massimo il potenziale di crescita dell’export italiano nel mondo.

 

L’evento di Dubai è stato aperto dai saluti del Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Fahad Al Gergawi, e dell’Ambasciatore italiano negli Emirati Lorenzo Fanara, insieme al benvenuto del Presidente di SACE Guglielmo Picchi. Una panoramica su trend e opportunità dell’export italiano è stata offerta dagli interventi del Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia Giovanni Piccolo e del General Manager Italiacamp EMEA Leo Cisotta. Al cuore dell’evento, moderato da Mariangela Siciliano, Head of Education & Connects Solutions SACE, è stato dato ampio spazio all’ascolto delle imprese con gli interventi del CEO di Riaz & Partner Mohammed Riaz, della Chief Investment Officer di Arada Rosa Piro, del Business Development Manager di Trevi Marco Zacchei insieme al Regional Manager Middle East di SACE- Head of Dubai Office, Ciro Aquino. Le conclusioni sono state quindi affidate all’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti.

“I rapporti commerciali tra i nostri due Paesi sono eccellenti. L’export italiano continua a crescere a due cifre ogni anno: nei primi otto mesi del 2025 ha raggiunto 5,8 miliardi di euro e, secondo le proiezioni, potrebbe superare i 9 miliardi entro la fine dell’anno. Si tratta di un risultato di grande rilievo, pari al doppio dei livelli registrati a fine 2021. Iniziative come quella odierna, promossa in collaborazione con SACE, contribuiscono a rafforzare la presenza del Made in Italy nella regione”, ha dichiarato l’Ambasciatore Lorenzo Fanara.

Il Presidente di SACE, Guglielmo Picchi ha evidenziato: “L’export è il principale motore di crescita dell’economia nazionale e noi di SACE, in qualità di Export Credit Agency italiana, abbiamo la responsabilità di fare da apripista al Made in Italy nei mercati a maggior potenziale. Negli Emirati prevediamo tassi di crescita annui del 10,7% per il prossimo biennio per le nostre esportazioni e lavoriamo al fianco delle imprese in questa direzione, con il nostro ufficio di Dubai presente ormai da più di dieci anni”.

L’Amministratore delegato di SACE, Michele Pignotti, ha concluso: “Negli Emirati SACE conta su un portafoglio di impegni pari a 4 miliardi di euro e ulteriori 2 miliardi di euro di operazioni allo studio nel 2026,  non solo in settori tradizionali ma sempre più anche in settori che guardano al futuro ed è questo patrimonio di esperienza che oggi andiamo ad attingere per comprendere sfide, opportunità e rafforzare gli strumenti che diano ulteriore energia al futuro delle imprese e al nostro export, in linea con la missione istituzionale di SACE e con il mandato della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’economia e delle finanze”.

Il General Manager di Italiacamp EMEA, Leo Cisotta, ha commentato: “Accogliere questa tappa speciale di “Energie per il futuro dell’export”, unico appuntamento del roadshow di SACE fuori dall’Italia, nel nostro Hub for Made in Italy di Dubai, conferma quanto sia strategico il rapporto con gli Emirati Arabi Uniti per la crescita del sistema Paese, vista la richiesta di soluzioni, competenze e tecnologie italiane nei settori chiave per lo sviluppo di questa zona del Golfo. Con Italiacamp e i nostri hub di Dubai e Abu Dhabi lavoriamo per costruire un ponte stabile tra l’Italia e uno dei contesti economici più dinamici al mondo, mettendo a disposizione delle imprese know-how, relazioni, spazi e consulenza per cogliere appieno le opportunità di questo mercato.”

 

Focus Export italiano

 

L’export italiano negli Emirati Arabi Uniti ha sfiorato gli 8 miliardi nel 2024 (+19% rispetto all’anno precedente) e nei primi otto mesi del 2025 ha raggiunto 5,8 miliardi di euro. Dati che si inseriscono in un trend generale molto positivo che vede l’export italiano verso gli Emirati crescere a pieno ritmo da ormai diversi anni (oltre +50% nell’ultimo decennio), con una composizione settoriale sempre più diversificata che riflette la grande proiezione di tutta la Regione verso i settori del futuro.

Infatti, nel corso degli anni, per il Made in Italy negli Emirati si è assistito al consolidamento delle quote di export dei settori più tradizionali (Fashion, Furniture & Food) e allo stesso tempo ad una crescita di alcuni settori merceologici specifici, sempre più richiesti da una economia in rapida espansione e che investe in settori diversificati per mantenere e rilanciare il suo ruolo di hub regionale, in particolare ad esempio in progetti infrastrutturali, trasporti, settore turistico.

La composizione dell’export Made in Italy nella federazione vede quindi un flusso importante di vendite provenienti dai settori dei consumi che pesano per quasi la metà delle esportazioni italiane verso gli Emirati. Beni come gioielleria, bigiotteria, pelletteria e arredamento (30% del totale), tessile e abbigliamento (11%) e alimentari e bevande (4%). Rilevante è anche l’esportazione di macchinari (19% del totale) e apparecchi elettrici e chimica-farmaceutica (8% entrambi) e mezzi di trasporto (7%), merci sempre più integrate nell’attività produttiva emiratina.

Secondo le stime di SACE, l’export italiano potrà mettere a segno una crescita del 10,7% in media nel prossimo biennio.

Energia pulita in Calabria, Plenitude avvia un nuovo parco eolico

Plenitude ha annunciato l’avvio dei lavori di costruzione del parco eolico “Tarsia Ovest”, un nuovo impianto che sorgerà nel Comune di Tarsia, in provincia di Cosenza, e che porterà nuova capacità rinnovabile nel cuore della Calabria.

Il progetto prevede una potenza complessiva di circa 13 MW e si inserisce nel percorso di crescita del portafoglio green della società controllata da Eni.

Una volta in esercizio, il parco eolico sarà in grado di generare indicativamente 30 GWh di energia elettrica all’anno, contribuendo alla copertura dei consumi di migliaia di famiglie e alla riduzione delle emissioni di CO2.

L’energia prodotta sarà immessa in rete e andrà ad alimentare il mix nazionale con una quota aggiuntiva di elettricità a emissioni indirette contenute, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Il progetto “Tarsia Ovest” prevede l’installazione di 3 aerogeneratori di ultima generazione, ciascuno con una potenza nominale pari a 4,3 MW.

Le turbine avranno un diametro del rotore di circa 150 metri e un’altezza complessiva di 180 metri, dimensioni che permettono di intercettare in modo più efficiente il regime dei venti e di massimizzare la produzione energetica in un sito caratterizzato da una buona ventosità.

L’impianto sarà collegato alla rete elettrica tramite una nuova infrastruttura di connessione dedicata, composta da cavidotti interrati e da una sottostazione di trasformazione. Questa soluzione consentirà di garantire un’integrazione sicura e stabile dell’energia prodotta nel sistema elettrico, minimizzando l’impatto sul territorio e assicurando al contempo un’elevata affidabilità di esercizio.

Con l’avvio di “Tarsia Ovest”, Plenitude conferma la strategia di investimento nelle rinnovabili in Italia, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, dove il potenziale eolico e solare è tra i più elevati del Paese.

Il nuovo parco calabrese si aggiunge a un portafoglio già articolato di impianti eolici e fotovoltaici, rafforzando il contributo dell’azienda alla transizione energetica e allo sviluppo di un modello di produzione sempre più sostenibile e integrato con le esigenze delle comunità locali.

In prospettiva, interventi come quello di Tarsia rappresentano tasselli fondamentali per accompagnare la trasformazione del sistema energetico nazionale, ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e favorire nuovi investimenti e occupazione sul territorio.

La realizzazione del nuovo parco eolico calabrese si configura così non solo come un’operazione industriale, ma anche come un’opportunità di sviluppo per l’area interessata e un passo concreto verso gli obiettivi climatici fissati a livello europeo e nazionale.

Energia: Mase approva regole operative Energy Release

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato le regole operative del meccanismo Energy Release e gli schemi di contratto relativi all’anticipazione triennale dell’energia rinnovabile da parte del Gestore dei Servizi Energetici, nonché alla successiva restituzione ventennale.

Il provvedimento consente di accelerare lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile e, allo stesso tempo, di ridurre i costi energetici per le imprese energivore. In base alle nuove regole, le aziende energivore potranno beneficiare, per il triennio 2025-2027, di forniture di energia elettrica a prezzo calmierato pari a 65 €/MWh.

“Sosteniamo la competitività delle nostre imprese e acceleriamo nuovi investimenti nelle rinnovabili”, dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto.

“Con l’Energy Release mettiamo a disposizione delle aziende energivore energia a prezzo stabile e accessibile, mentre contestualmente stimoliamo la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili che rafforzano l’indipendenza energetica del Paese. È una misura che coniuga sicurezza, sostenibilità e realismo economico, in linea con la strategia energetica nazionale”.

 Il GSE procederà entro il 2025 alla stipula dei contratti di anticipazione con le imprese beneficiarie, assicurando l’erogazione dell’energia agevolata a partire dal 1° gennaio 2025.

Nei primi mesi del 2026 sarà avviata la procedura competitiva per l’assegnazione degli obblighi di realizzazione dei nuovi impianti rinnovabili destinati alla restituzione ventennale dell’energia anticipata.

Gli impianti dovranno essere completati entro 40 mesi dalla firma dei contratti, garantendo così il pieno allineamento con gli obiettivi di incremento della produzione da fonti rinnovabili e di rafforzamento della sicurezza energetica nazionale.

Cop30, Pichetto: “Continuiamo a costruire percorso ambizioso senza approcci ideologici”

“L’Italia, insieme all’Unione Europea, è a Belem per continuare a costruire quel percorso ambizioso di riduzione delle emissioni che riteniamo prioritario per la nostra salute, i nostri territori e la nostra autonomia strategica”. Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nel corso del Segmento di Alto Livello di COP30, in corso a Belem.

“Per avanzare in questo percorso – ha spiegato il Ministro – occorre non replicare approcci ideologici che rischiano di danneggiare i nostri sistemi economici e sociali. Con questo pragmatismo stiamo lavorando con tutti voi per costruire un consenso che risponda ai bisogni delle nostre comunità”.

Pichetto Fratin ha ricordato il contributo dell’Italia alla finanza per il clima, definendolo “molto rafforzato”, perché “cresciuto in un anno da 838 milioni di euro a 3,44 miliardi, grazie alla mobilitazione congiunta di risorse pubbliche e private attraverso il Fondo Italiano per il Clima”. Il Ministro ha citato poi “il Piano Mattei, destinato a sostenere stabilità e crescita in Africa attraverso partenariati paritari con un focus proprio sulla transizione”.

“L’adattamento è centrale e per questo – ha detto Pichetto – stiamo proseguendo con le iniziative collegate all’Adaptation Accelerator Hub lanciato lo scorso anno nel corso del G7 a Presidenza italiana per sostenere i Paesi più vulnerabili nella costruzione di iniziative capaci di attrarre finanziamenti e di produrre benefici reali per le comunità”.

“Non basta aumentare le risorse – ha aggiunto il Ministro – se poi mancano progetti solidi e credibili”. Pichetto ha anche ribadito l’importanza del principio della neutralità tecnologica: “A Belém, insieme a Brasile e Giappone, portiamo l’iniziativa Belem 4X, che mira a quadruplicare l’uso globale dei biocarburanti sostenibili che costituiscono una leva essenziale per decarbonizzare i trasporti”. “Sull’innovazione digitale, con UNEP e IEA sosteniamo l’iniziativa 3DEN che mette a sistema il potenziale del digitale a favore dell’efficientamento dei consumi, la riduzione dei costi in bolletta per famiglie e imprese, reti più resilienti e sistemi energetici più verdi”.

Il Ministro ha fatto un passaggio anche sul coinvolgimento dei giovani e l’iniziativa “Youth4Climate”, in partnership con UNDP, con la quale “abbiamo sostenuto 150 progetti guidati da giovani di tutto il mondo, dando vita a una rete globale di innovatori attivi nei territori e nei processi decisionali”.

Pichetto ha citato infine il motto “mutirao”, che la Presidenza brasiliana ha scelto per la COP e che “ci impone – ha concluso – di lavorare insieme tra governi, imprese, centri di ricerca, istituti finanziari, associazioni e comunità locali, per rispondere ad una sfida che è comune”.

Misure urgenti per risolvere la saturazione virtuale: nuove regole per reti elettriche, energia rinnovabile e mercato del gas

Le reti elettriche italiane ricevono una nuova spinta verso la modernizzazione e la transizione green, grazie al Decreto-legge sulle misure urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale. Le nuove norme puntano a superare i limiti di capacità delle infrastrutture, abilitando una maggiore connessione alla rete di impianti rinnovabili e di accumuli, esclusi quelli off-shore. Centrale è il ruolo di Terna S.p.A., chiamata ad aggiornare e ottimizzare trimestralmente la capacità massima integrabile sulla rete, in linea con gli obiettivi del PNRR e le nuove direttive europee.

Sul fronte mercato del gas, l’ARERA introduce un servizio di liquidità con contratti competitivi per attenuare la volatilità dei prezzi e favorire l’integrazione del mercato italiano con quello europeo. Le nuove regole facilitano anche la produzione nazionale di gas, velocizzando le autorizzazioni e favorendo il riavvio di concessioni per incremento produttivo e ambientale.

Il decreto accelera la realizzazione e l’ampliamento dei data center, digital hubs strategici per il sistema energetico, semplificando le procedure autorizzative e riducendo i tempi burocratici. Vengono promossi inoltre nuovi investimenti nel trasporto e nello stoccaggio di emissioni inquinanti, con regole più trasparenti e criteri di accesso semplificati, mirando a una filiera CCUS sempre più efficiente e sostenibile.

Grande attenzione è rivolta all’individuazione di aree idonee per impianti rinnovabili su terraferma e a mare, con parametri chiari per incentivare la decarbonizzazione, tutelando paesaggio, ambiente e filiera produttiva agricola. Entro pochi mesi, regioni e province autonome dovranno aggiornare le proprie leggi per agevolare nuovi investimenti e il raggiungimento degli obiettivi green al 2030.

In sintesi, il decreto rappresenta un deciso avanzamento verso la sicurezza energetica, la concorrenza e la digitalizzazione del Paese, con strumenti operativi pensati per favorire la crescita green e la stabilità del mercato.

Descalzi (Eni): “Senza energia non c’è sviluppo”

“Senza energia non ci sono infrastrutture e non c’è sviluppo”. Così l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, parlando con i giornalisti a Wall Street per i 30 anni dalla quotazione dell’Ente al New York Stock Exchange.

Ci sono settori come l’intelligenza artificiale e i data center, ha evidenziato, che provocano un aumento della domanda di energia.

Enilive: al via la costruzione della bioraffineria di Pengerang, Johor, in Malesia

Pengerang Biorefinery Sdn. Bhd., la joint venture tra Petronas, Enilive ed Euglena, ha raggiunto un obiettivo importante per la costruzione della nuova bioraffineria a Pengerang, nello Johor, in Malesia, celebrata dall’evento che segna l’avvio del cantiere.

 

La bioraffineria avrà una capacità di lavorazione di materie prime rinnovabili fino a 650.000 tonnellate l’anno per la produzione di SAF-biojet (Sustainable Aviation Fuel, carburante sostenibile per aviazione), HVO diesel (Hydrogenated Vegetable Oil, olio vegetale idrogenato) e bio-nafta. Le materie prime comprenderanno scarti, come olio da cucina usato e grassi animali, e residui della lavorazione degli oli vegetali. Il nuovo impianto sarà operativo entro la seconda metà del 2028, in linea coi tempi previsti dal progetto.

 

La bioraffineria di Pengerang testimonia l’impegno comune di PETRONAS, Enilive ed Euglena per soddisfare le crescenti esigenze di soluzioni energetiche più competitive e accessibili.

 

Datuk Sazali Hamzah, Vicepresidente esecutivo e Amministratore delegato Downstream di Petronas, ha dichiarato: “L’avvio dei lavori per la bioraffineria di Pengerang riflette gli sforzi comuni di promuovere la decarbonizzazione e favorire la transizione energetica nella regione. Grazie alla sinergia e alla forza della nostra partnership, la nuova bioraffineria è una delle iniziative chiave di Petronas per realizzare la nostra strategia di transizione energetica attraverso una filiera integrata basata su materie prime rinnovabili e un’offerta ampliata di soluzioni energetiche più pulite. Tutto ciò è in linea con la massima aspirazione di Petronas a diventare un leader nel settore energetico nel prossimo decennio, soddisfacendo il fabbisogno energetico mondiale in modo sicuro, affidabile e sostenibile.”

 

Stefano Ballista, Amministratore delegato di Enilive, ha commentato: “La bioraffineria di Pengerang, resa possibile dalla partnership strategica con Petronas ed Euglena, consentirà di accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore dei trasporti e consolida l’impegno di Enilive verso prodotti sempre più sostenibili. Insieme agli impianti già operativi in ​​Italia, negli Stati Uniti d’America e a quelli in costruzione in Italia e in Corea del Sud, la nuova bioraffineria di Pengerang è un ulteriore importante passo avanti verso il raggiungimento, entro il 2030, di oltre 5 milioni di tonnellate l’anno di capacità produttiva e oltre 2 milioni di tonnellate di SAF, a supporto delle crescenti esigenze per una mobilità più sostenibile.”

 

Mitsuru Izumo, Fondatore e Presidente di Euglena, ha commentato: “Sono entusiasta di questa cerimonia con Petronas e Enilive per l’avvio della costruzione della bioraffineria. Fin dall’inizio di questo progetto, abbiamo continuato a evolvere per far fronte alle rapide trasformazioni del settore dell’energia: ora stiamo entrando nella fase successiva, che punta all’avvio degli impianti previsto nel 2028. Questo progetto ha rilevanza globale ed è un importante passo avanti verso la decarbonizzazione e un futuro più sostenibile, grazie a una maggiore capacità di fornitura di energia, in particolare nell’area Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) e anche oltre. Nel nostro continuo impegno per ampliare le soluzioni utili alla decarbonizzazione in risposta al cambiamento climatico, continueremo a investire nella ricerca e sviluppo delle microalghe e a proseguire i nostri sforzi verso la commercializzazione di biocarburanti algali. Desidero esprimere la mia più sentita gratitudine a tutti i partner e gli stakeholder che hanno sostenuto questo progetto”.

 

Situata strategicamente all’interno del Pengerang Integrated Complex (PIC) nello Johor, dove beneficerà anche dell’accesso alle principali rotte marittime internazionali, la bioraffineria potrà soddisfare la domanda di biocarburanti idrogenati e servire in modo efficiente i mercati, in particolare quelli dell’area asiatica.

 

La cerimonia di avvio dei lavori è stata presieduta da Tuan Lee Ting Han, Presidente del Comitato statale dello Johor per gli investimenti, il commercio, gli affari dei consumatori e le risorse umane, alla presenza di Ramlee A Rahman, Presidente e Amministratore delegato del gruppo Permodalan Darul Ta’zim, e di Fauziah Misri, Rappresentante del Penawar nell’Assemblea dello Stato di Johor. Erano presenti anche Datuk Sazali Hamzah, Stefano Balista e Mitsuru Izumo.

Energia, Mase: 157 richieste per 1,85 gw a procedure competitive per fotovoltaico Nzia

Alla chiusura fissata per il 31 ottobre, sono state 157, per una potenza complessiva superiore a 1,85 gigawatt, le richieste di iscrizione alle prime procedure competitive Ftvnzia, previste dal Decreto Fer-X Transitorio nell’ambito del Net Zero Industry Act.

 

Con questa misura, il Mase sostiene la realizzazione di impianti solari fotovoltaici, introducendo criteri di preselezione relativi all’origine dei prodotti finali e dei componenti principali di impianto, in linea con l’obiettivo del regolamento europeo Nzia di rafforzare la resilienza tecnologica e industriale dell’Unione con un approvvigionamento sicuro e sostenibile.

 

“I dati – osserva il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto – dimostrano che le aziende italiane sono pronte ad affrontare la sfida della decarbonizzazione, rafforzando il contributo di fotovoltaico, in continuità con gli strumenti nazionali già avviati per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili”. “Un passo importante – conclude il Ministro – per sostenere la nostra capacità produttiva, in un contesto di competitività del sistema europeo”.

 

Entro il 15 dicembre prossimo il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) pubblicherà le relative graduatorie.

Esposito (Cnpi): “Criticità per la promozione delle Cer, chiediamo attenzione al Governo”

“La X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati ha adottato una risoluzione che impegna il Governo a rafforzare il sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), intervenendo su più fronti: la semplificazione delle procedure, la proroga dei termini legati ai contributi del PNRR, l’estensione delle agevolazioni fiscali e la promozione della partecipazione attiva dei cittadini e dei territori”. È quanto rende noto Giovanni Esposito, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati (CNPI).

Si tratta di un primo risultato a fronte della lettera che il CNPI ha inoltrato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), lo scorso 20 ottobre, per segnalare alcune difficoltà operative riscontrate nella procedura di presentazione delle domande relative alla misura PNRR M2C2I1.2, dedicata alla promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili nei comuni con meno di 50.000 abitanti.

Il fenomeno della produzione e dell’autoconsumo è sempre più rilevante in Italia. In termini di realizzazione, a fine settembre 2025 si contano, sotto il regime del decreto CACER, 561 Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), 149 Gruppi di Autoconsumatori (GAC) e 225 Autoconsumatori Individuali a distanza, che si aggiungono alle configurazioni realizzate durante la vigenza del regime transitorio (148 CER e 145 GAC).

“Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una risposta alla povertà energetica e alla crescente richiesta di sostenibilità. E per questo le procedure vanno migliorate. L’attuale modalità di presentazione delle domande – ricorda Esposito – richiede, già al momento del deposito, due documenti fondamentali: il preventivo di connessione rilasciato dal gestore di rete e il titolo autorizzativo per la realizzazione dell’impianto. Sebbene questa impostazione risponda all’esigenza di garantire la solidità dei progetti, nella pratica si sta rivelando problematica: i tempi tecnici necessari per ottenere questi documenti sono spesso molto più lunghi di quanto consentano le scadenze fissate dal bando, in particolare quella del 30 novembre 2025”.

Il CNPI ha evidenziato come il rilascio del preventivo di connessione da parte dei gestori di rete possa richiedere settimane, se non mesi, soprattutto per impianti di maggiore complessità o situati in aree dove la rete ha capacità limitata. Inoltre, il titolo autorizzativo dipende dalla disponibilità del preventivo, generando un blocco che rischia di compromettere l’accesso ai finanziamenti anche per progetti già pronti dal punto di vista tecnico. “La nostra proposta – spiega Esposito – è di modificare la procedura di presentazione delle domande, introducendo un sistema in due fasi. Nella prima, i proponenti potrebbero presentare una domanda provvisoria, allegando la ricevuta della richiesta di connessione, la dichiarazione di avvio dell’iter autorizzativo e una dichiarazione sostitutiva firmata da un professionista abilitato, che attesti l’effettivo avvio delle pratiche tecniche e amministrative. Nella seconda fase, entro un termine prestabilito, si procederebbe all’integrazione della documentazione, con l’invio del preventivo ufficiale e del titolo autorizzativo definitivo. In alternativa, abbiamo ipotizzato la possibilità di introdurre una finestra di integrazione post-scadenza, riservata a quei progetti che, entro la chiusura del bando, possano dimostrare di aver già avviato le procedure necessarie”.

“La risoluzione approvata dalla Commissione sta andando nella direzione auspicata, poiché invita il Governo a rafforzare il sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili, semplificando le procedure di accesso agli incentivi e potenziando la formazione degli enti locali. Chiede inoltre di prorogare i termini del PNRR, estendere le agevolazioni fiscali del Superbonus alle configurazioni di autoconsumo, introdurre un’IVA agevolata per le CER non commerciali e valutare la possibilità di scorporare in bolletta l’energia condivisa, rendendo immediato il risparmio per i cittadini. La risoluzione propone, infine, campagne informative e un regime fiscale armonizzato per gli scambi interni alle comunità”, ha infine concluso il Presidente Esposito.

Umbria, eolico, Federighi: “Parco a Monte Bibico scelta inutile e insensata”

 “Quanto si sta tentando di fare è un vero e proprio scempio al patrimonio paesaggistico della Valnerina, una scelta inutile e insensata”. Lo ha detto ieri il Capo di Gabinetto della Provincia, Raffaello Federighi, partecipando all’assemblea pubblica al teatro di Ferentillo sul progetto di Parco Eolico a Monte Bibico e sulla cabina energetica in costruzione. “L’eolico, come anche il fotovoltaico – ha dichiarato Federighi, sottolineando l’appoggio della Provincia all’iniziativa tramite anche la concessione del patrocinio – non sono le soluzioni corrette per le esigenze energetiche di un Paese a vocazione industriale.

Il concetto di “decrescita felice” è una sostanziale sciocchezza. Positivo invece – ha aggiunto il Capo di Gabinetto – è il fatto che le popolazioni locali facciano sentire il proprio dissenso all’iniziativa, poiché esse, unitamente alle istituzioni del territorio come Comuni, Provincia e Regione, possono fare pressione sul governo nazionale per indurlo a recedere da un’iniziativa dissennata che non porta alcun beneficio a fronte invece di costi impressionanti. La scienza, da qui a pochi anni, la riterrà una tecnologia del tutto obsoleta”.

A tale tesi, fa sapere sempre Federighi, si è allineato anche l’assessore allo sviluppo del Comune di Terni Sergio Cardinali. Presente anche l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca. Ad organizzare l’incontro sono stati il comitato Umbria Verde, Benessere, Ambiente, Biodiversità, il comitato Patrimonio Valnerina, il comitato Noi Amiamo Ferentillo, Italia Nostra, l’associazione Amici della terra e la coalizione Tess (Transizione energetica senza speculazione).