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Argomento: Energetiche

Regno Unito: nel 2025 prodotti oltre 127 terawattora di energia rinnovabile, è record

Il Regno Unito ha segnato un record per le fonti di energia rinnovabile, da cui è stata prodotta la più grande quantità di energia di sempre.

Secondo un’analisi condotta dalla Bbc, basata su dati provvisori dell’Operatore nazionale del sistema energetico, in totale, l’energia eolica, quella solare, l’idroelettrico e le biomasse hanno generato oltre 127 terawattora, superando il record del 2024, quando erano stati prodotti 119 TWh.

L’eolico si conferma come principale fonte di energia rinnovabile, mentre l’energia solare, grazie al fatto che il 2025 è stato l’anno più soleggiato mai registrato e all’espansione dei pannelli fotovoltaici, cresce di un terzo rispetto all’anno precedente.

Aumenta, ma più lievemente, anche la produzione elettrica da gas, segno che il governo ha difficoltà a raggiungere gli obiettivi di energia pulita entro il 2030.

Spagna: Técnicas Reunidas lancia Tr Power per rinforzarsi nel settore

Técnicas Reunidas lancia Tr Power, una nuova società controllata che verrà creata per rinforzare le attività del gruppo di infrastrutture nel settore dell’energia, che avrà l’obiettivo di raggiungere un fatturato di un miliardo di euro l’anno.

La nuova società verrà costituita attraverso l’assegnazione di tutti gli asset e delle risorse umane legate all’attività di generazione elettrica, che saranno trasferiti come unità autonoma.

La nuova filiale si specializzerà nella costruzione di impianti a ciclo combinato basati su turbine a gas, ambito in cui Técnicas Reunidas è presente fin dagli anni Settanta, con 27 centrali realizzate in dieci Paesi di Europa, Medio Oriente e Nord America, di cui 16 già operative, mentre le altre sono in fase di costruzione.

Il progetto fa parte della riorganizzazione prevista dal piano Salta, presentato a maggio 2024, che introduce un modello che si basa su cinque aree operative: Ingegneria e Servizi, Energia, Nord America, Medio Oriente–Asia Pacifico ed Europa–Resto del mondo.

Per il gruppo spagnolo, il mercato dell’energia crescerà in modo deciso nel corso dei prossimi anni, grazie all’aumento della domanda globale e, in modo particolare, all’espansione dei data center. 

Al momento, i più importanti produttori di turbine a gas, inclusi Ge Vernova, Siemens Energy, Mhi e Ansaldo Energia, partner storici di Técnicas Reunidas, costruiscono circa 120 macchine l’anno.

Per arrivare al fatturato annuo di un miliardo di euro, secondo la società basta aggiudicarsi in media sei progetti annui, in cui si preveda l’installazione di questa tipologia di impianti.

Energia: danni a cavo sottomarino tra Estonia e Finlandia

C’è stata un’interruzione nella connessione sottomarina via cavo per le comunicazioni tra Finlandia ed Estonia. E’ quanto ha segnalato l’operatore Elisa, citata dall’emittente Err, precisando che l’interruzione è stata riscontrata stamani, ma non ci saranno conseguenze sui servizi nei due Paesi nordici, grazie alla struttura di backup della rete.

“L’interruzione potrebbe aver interessato singoli clienti che hanno noleggiato connessioni per la trasmissione in diretta via cavo. Siamo in contatto con questi clienti e stiamo utilizzando altri cavi per ripristinare la loro connessione”, ha fatto sapere l’operatore, aggiungendo di essere al lavoro per risolvere il guasto.

Saipem, nuovo contratto offshore in Turchia da 425 milioni: pipeline nel Mar Nero per il gas di Sakarya

Saipem rafforza la propria presenza nei grandi progetti energetici del Mar Nero con un nuovo contratto offshore in Turchia dal valore di circa 425 milioni di dollari. La commessa rientra nell’estensione della terza fase dello sviluppo del giacimento di gas di Sakarya e punta ad aumentare la capacità di produzione grazie a nuove infrastrutture sottomarine.

Il perimetro delle attività prevede un pacchetto completo EPCI (ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione) per la realizzazione di tre condotte aggiuntive, per una lunghezza complessiva di circa 153 km, insieme alle relative strutture subacquee.

Installazioni a 2.200 metri 

Le nuove linee collegheranno una riserva di gas naturale recentemente individuata nel giacimento di Goktepe agli impianti già previsti per Sakarya fase 3, creando un collegamento funzionale tra aree produttive e sistema di trattamento. Il giacimento di Goktepe si colloca in un contesto tecnico complesso: l’area di intervento prevede lavori in acque profonde, con installazioni a circa 2,200 metri e a una distanza di circa 80 km dagli asset di Sakarya fase 3.

In questo scenario, pipeline e infrastrutture subsea diventano la leva chiave per trasformare la disponibilità di risorsa in volumi effettivamente producibili e trasportabili verso gli impianti. Il progetto si sviluppa su un orizzonte di circa due anni e mezzo e prosegue in continuità operativa con le attività già impostate per la terza fase di Sakarya.

Campagna offshore prevista nella seconda metà del 2007

La pianificazione prevede che la campagna offshore venga eseguita nella seconda metà del 2027, con l’impiego di un’unità posatubi dedicata, elemento centrale per rispettare tempi e standard di posa in ambiente marino profondo.

Dal punto di vista industriale, l’operazione ha una doppia valenza: da un lato consolida il posizionamento di Saipem nelle commesse offshore ad alta complessità tecnologica; dall’altro contribuisce a rafforzare l’infrastruttura energetica turca, aumentando la flessibilità del sistema di approvvigionamento e la capacità di valorizzazione delle risorse domestiche nel Mar Nero.

In un mercato dove sicurezza energetica e transizione convivono, la realizzazione di nuove connessioni sottomarine e l’ottimizzazione degli impianti esistenti rappresentano un tassello cruciale per rendere più efficiente l’intera catena: dalla produzione offshore al conferimento del gas negli impianti di sviluppo, con benefici attesi in termini di continuità produttiva e incremento dei volumi disponibili.

Portogallo: Vestas ottiene commessa per repowering dei parchi eolici di Sabugal e Penamacor

Vestas, società danese attiva nel settore dell’energia eolica, si è aggiudicata una commessa da 45 megawatt (MW) in Portogallo da Saeta Yield, parte del gruppo emiratino Masdar.

L’intesa è incentrata sulla seconda fase del progetto di repowering dei parchi eolici di Sabugal e Penamacor e prevede che vengano installate 10 turbine V163-4.5 MW, modello ottimizzato per condizioni di vento medio-basse, provvisto di un rotore da 163 metri che può aumentare la produzione annua fino al 10%, in base alle condizioni del sito.

Il contratto prevede anche un accordo di servizio a lungo termine per assicurare la manutenzione e l’ottimizzazione operativa. La commessa si aggiunge all’ordine da 63 MW firmato nel 2024 per la prima fase del progetto, aumentando a 108 MW la capacità complessiva, che dovrebbe essere operativa entro la fine del prossimo anno. Da più di vent’anni, Vestas opera in Portogallo con circa 1,2 gigawatt in esercizio e oltre un gigawatt di capacità installata con tecnologia propria, fornendo un contributo allo sviluppo di più di 60 parchi eolici nel Paese e nelle isole.

Energia, Liguria: in arrivo bando da 20 milioni per efficientamento edifici pubblici

Venti milioni di euro per promuovere l’efficientamento energetico degli edifici pubblici o ad uso pubblico. È la dotazione economica stanziata da Regione Liguria per la nuova edizione del bando, rientrante nell’azione 2.1.1 del PR FESR 2021-2027, in favore delle Province, della Città Metropolitana di Genova, dei Comuni liguri entro i 40 mila abitanti e di enti pubblici, come le agenzie e aziende regionali, le autorità di sistema portuali, gli enti parco e le camere di commercio.

 L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto concesso nella misura massima del 70% dell’investimento ritenuto ammissibile, per un importo massimo concedibile che può raggiungere il milione di euro. La percentuale agevolativa è elevata all’80% dell’investimento nel caso in cui il Comune richiedente abbia non più di 2 mila abitanti o appartenga a una delle otto aree interne liguri riconosciute dalla Strategia Nazionale Aree Interne (Imperiese, Val Fontanabuona, Valle Bormida Ligure, Valle Scrivia, Valli dell’Antola e Tigullio, Beigua-Sol, Alta Valle Arroscia e Val di Vara).

Ripamonti e Piana: “Rafforziamo la strategia regionale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”

“Continua la nostra azione in favore di una transizione energetica che possa, con soluzioni concrete, aiutare le amministrazioni locali, specie quelle dei piccoli Comuni, a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici pubblici e a contenere i costi in bolletta – dichiarano l’assessore regionale all’Energia Paolo Ripamonti e il consigliere delegato allo Sviluppo economico Alessio Piana -. Con questi 20 milioni di euro rafforziamo la strategia regionale per ridurre, in linea con il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale, la dipendenza del nostro territorio dalle fonti fossili”.

Sono ritenuti ammissibili interventi da compiere o già avviati a partire dal 25 maggio 2023, purché non conclusi, che consentano su ciascun edificio o sulla porzione di intervento il miglioramento di almeno una classe energetica e il risparmio di almeno il 30% dell’energia attualmente consumata. L’intervento per ritenersi ammissibile dev’essere di almeno 300 mila euro, ad eccezione di quelli presentati dai piccoli Comuni delle aree interne o con popolazione inferiore ai 2 mila abitanti per cui l’investimento dev’essere di almeno 100 mila euro.

Rientrano tra le spese consentite la coibentazione dell’involucro edilizio, la sostituzione dei serramenti, la realizzazione di pareti ventilate, giardini verticali o tetti verdi, la rimozione e smaltimento di amianto, l’acquisto di sistemi schermanti per la protezione dalla radiazione solare, l’installazione di impianti rinnovabili per l’autoconsumo (nel limite massimo del 20% dell’investimento), l’efficientamento del sistema di illuminazione o di sistemi di trasporto (es. ascensori o scale mobili), l’introduzione di sistemi e dispositivi per il controllo automatizzato e la telegestione dell’edificio, la diagnosi energetica e l’attestato di prestazione energetica (APE) a ultimazione dei lavori effettuati.

Le domande saranno presentabili, accedendo al Sistema “Bandi On Line” di Filse, dal 10 al 26 febbraio. La procedura sarà compilabile, in modalità offline, a partire dal 20 gennaio.

Energia, Pichetto: “La priorità è la tutela dell’industria di media fascia”

“La priorità è la tutela dell’industria di media fascia. Non abbiamo il bilancio della Germania, ma se non interveniamo bene e tempestivamente rischiamo di mandare la nostra manifattura con le gambe per aria”. È l’avvertimento lanciato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in un’intervista rilasciata a “Repubblica Affari&Finanza”.

Da questo tema derivano i prossimi obiettivi del governo. Le politiche sono varie, dai provvedimenti contro il caro-bollette al piano sul nucleare, e tentano tutte di intercettare un fabbisogno crescente: “Dobbiamo intervenire quanto prima, l’idea è farlo incidendo sugli oneri di sistema per più categorie possibili. C’è un problema nazionale che si chiama manifattura: dobbiamo tenere il passo rispetto ai prezzi in aumento. L’urgenza è chiara: la tutela di 140 mila imprese. Con l’energy release abbiamo già protetto le quattromila realtà più grandi, ora tocca a quelle di fascia media”.

“Occorre una necessaria semplificazione”

La liberalizzazione del mercato ha promesso effetti benefici: “Il mercato libero dovrebbe portare benefici di default, ma nella realtà lo fa solo se l’informazione è corretta. Se lo è davvero allora i vantaggi possono esserci ed essere anche importanti. Oggi siamo di fronte a un frazionamento eccessivo: vulnerabili, tutele graduali, mercato misto. Occorre andare verso una progressiva ma necessaria semplificazione. In questo senso il mercato libero, se effettivamente funzionante e trasparente, può aiutare”.

L’Arera sta indagando sui mercati all’ingrosso dell’elettricità: “Il mio dovere è quello di aspettare il risultato finale dell’indagine su tutti i settori di produzione di energia. Vediamo i risultati e poi valuteremo. In ogni caso non credo che esistano innocenti o colpevoli, è una semplificazione che non mi appassiona”.

“L’Italia potrebbe aver bisogno ancora del carbone”

Per quanto riguarda il gas, l’Italia non può sentirsi al sicuro: “Oggi possiamo contare su approvvigionamenti che coprono poco più del 50 per cento della nostra domanda. Se si verifica un incidente sulle grandi pipeline, come quella che ci collega all’Algeria o il Tap, rischiamo di restare in ginocchio. È vero, abbiamo le riserve e un aiuto importante arriva dai rigassificatori, ma sono molto cauto nel dire che l’Italia è in sicurezza. La produzione di carbone a Brindisi e Civitavecchia si fermerà definitivamente a fine anno, di fatto è già cessata, ma io non me la sento di dare l’ordine di smantellamento”.

“Non me la sento proprio – precisa Pichetto – perché, seppur remota come possibilità, potremmo avere bisogno ancora del carbone se dovesse verificarsi il malfunzionamento di qualche tubo”.

Con il ridimensionamento del Green Deal, ora gli obiettivi Ue sulla decarbonizzazione non sembrano più ambiziosi: “I target sono figli del 2019-2020, di un modello di mondo e di Europa che non esiste più. Il ridimensionamento degli obiettivi prende atto della realtà dei fatti, non è la spinta politica delle destre. Credo che tutti siano arrivati a quella consapevolezza che il governo italiano sollecita da tempo: la decarbonizzazione non è in discussione, ma il timing deve essere sostenibile, molto più di quanto si era immaginato all’inizio”, conclude Pichetto.

Spagna: dal governo ok a credito di 183 mln a Greenalia per costruire parco fotovoltaico negli Usa

C’è il via libera, dal governo spagnolo, alla concessione di un credito rimborsabile di 183 milioni di euro, finanziato tramite il Fondo per l’Internazionalizzazione dell’Impresa (Fiem), destinato a Greenalia Solar Power Misae III negli Stati Uniti. Il finanziamento sosterrà la costruzione, l’esercizio e la manutenzione di una centrale solare fotovoltaica da 241 megawatt, che avrà sede nella contea di Childess, in Texas.

Il gruppo energetico Greenalia, specializzato in energia rinnovabile e con sede in Galizia, ha già sviluppato negli States il parco solare Misae II, anche questo situato in Texas, con una capacità di 430 megawatt. Il progetto Misae III è un nuovo passo in avanti nell’espansione internazionale della società nell’ambito dell’energia pulita. Il credito approvato fa parte della strategia dello Stato a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese iberiche e degli investimenti strategici in infrastrutture energetiche green all’estero.

Lg Energy Solutions: annunciata vendita stabilimento in Ohio a joint venture con Honda

Lg Energy Solution ha fatto sapere che una sua controllata venderà l’edificio e alcuni asset dello stabilimento in Ohio, per un valore che ammonta a 2,86 miliardi di dollari, a Honda Development and Manufacturing of America, società del gruppo Honda.

L’operazione esclude il terreno e i macchinari, e ha l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa della joint venture tra le due aziende. Tre anni fa, Honda Motor e Lg Energy Solution avevano annunciato la costruzione di un impianto per batterie da 4,4 miliardi di dollari in Ohio, per rinforzare la produzione di veicoli elettrici negli States.

Terna: entro il 2025 operative nuove infrastrutture per circa 800 mln

Entro il 2025 Terna prevede di avviare in esercizio infrastrutture di sviluppo per circa 800 milioni di euro. Il risultato registrato nell’anno conferma l’impegno della Società guidata da Giuseppina Di Foggia nel rafforzare sicurezza e resilienza della rete di trasmissione nazionale, a sostegno del percorso di transizione energetica del Paese. Dal 2023 il valore degli interventi consegnati alla piena operatività è di oltre 2 miliardi di euro

“Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre due miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile. Il collegamento sottomarino con l’Isola d’Elba, il potenziamento della rete elettrica siciliana, le nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia: infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. “Nello stesso periodo, sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore ai sei miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione: grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l’efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo. È la conferma della nostra capacità di esecuzione. E continueremo così: per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro”.

Nell’anno sono stati realizzati oltre 300 km di collegamenti elettrici, progettati assicurando la massima attenzione verso soluzioni a ridotto impatto ambientale. Tra le opere principali, quelle per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 km di elettrodotti interrati per garantire una magliatura più robusta e affidabile della rete. In Sicilia, inoltre, è stata completata la direttrice a 380 kV Paternò–Pantano–Priolo, opera chiave per il sistema elettrico regionale, che contribuisce a migliorare la continuità del servizio e a supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili.

Questi interventi si aggiungono ad altre importanti infrastrutture operative dal 2023 come l’interconnessione in cavo interrato tra Italia e Francia e quella tra Italia e Austria, che incrementano la capacità di scambio e rafforzano la stabilità del sistema energetico nelle regioni alpine, e il collegamento Elba–Continente, l’elettrodotto sottomarino che raddoppia le linee di connessione tra la rete dell’Isola e Piombino (Livorno).

Sul fronte autorizzativo, a oggi il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e gli Assessorati regionali competenti hanno dato il via libera a 36 nuovi interventi di Terna distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un investimento complessivo di 1 miliardo di euro. Tra i principali progetti autorizzati nel 2025, la razionalizzazione della rete nella Brianza Ovest, la nuova stazione elettrica a Volpago (Treviso) e l’elettrificazione delle banchine del porto di La Spezia, prima a livello nazionale in questo ambito. Si aggiungono, inoltre, il riassetto del Quadrante Sud-Ovest di Roma, per incrementare l’efficienza della rete della Capitale, e la realizzazione della nuova stazione elettrica di Perdasdefogu (Nuoro) per garantire maggiore resilienza in un territorio soggetto a frequenti fenomeni nevosi.

Dal 2023 sono stati autorizzati progetti di Terna di rilevanza nazionale ed europea, che contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e aumenteranno la capacità di scambio tra zone di mercato. Di questi, i più importanti sono collegamenti sottomarini: il ramo ovest del Tyrrhenian Link, tra Sicilia e Sardegna; il Sa.Co.I 3, il progetto di rinnovo, ammodernamento e potenziamento dell’elettrodotto tra Sardegna, Corsica e Toscana; l’Adriatic Link, che unirà Marche e Abruzzo; Elmed, il ponte energetico tra Italia e Tunisia; e l’elettrodotto Bolano–Annunziata, tra Calabria e Sicilia.

Insieme allo sviluppo delle nuove opere, anche nel 2025 il Gruppo ha predisposto il Piano di Sicurezza, che definisce interventi dedicati alla prevenzione e mitigazione dei disservizi, attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate di monitoraggio e controllo, la digitalizzazione delle infrastrutture e misure per accrescere la resilienza della rete agli effetti dei cambiamenti climatici. Nel Piano Industriale il Gruppo ha destinato 2,3 miliardi di euro al potenziamento della sicurezza e della stabilità del sistema elettrico nazionale, prevedendo l’installazione di nuove apparecchiature di regolazione – tra cui compensatori sincroni, reattori, Statcom e resistori stabilizzanti – essenziali per garantire continuità del servizio e preparare la rete alle sfide della transizione energetica e della crescente digitalizzazione.

Commissione Ue: rafforzato il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere

La Commissione ha proposto misure volte a colmare le lacune per prevenire l’elusione e rafforzare l’efficacia del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE, in risposta ai riscontri ricevuti dall’industria. A partire dal 1 ° gennaio 2028, l’ambito di applicazione del CBAM si espanderà per includere specifici prodotti a valle ad alta intensità di acciaio e alluminio. La Commissione propone inoltre misure per colmare le lacune al fine di prevenire l’elusione. In risposta all’appello del settore, è stato introdotto un regime di sostegno temporaneo per proteggere i produttori dell’UE vulnerabili alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, premiando le imprese più pulite a livello globale e promuovendo un ambiente equo e competitivo.

Le proposte odierne tengono conto anche delle preoccupazioni espresse da partner internazionali di fiducia, che beneficeranno di alcune semplificazioni e flessibilità. Introduce il concetto di equivalenza nella tassa sul carbonio e nella detrazione dei prezzi e include una nuova clausola che consente misure negoziate di agevolazione degli scambi, come il riconoscimento reciproco di organismi di accreditamento affidabili, e nuovi strumenti sull’equivalenza della detrazione dei prezzi del carbonio.

Ciò rafforzerà ulteriormente il ruolo del CBAM nella promozione della decarbonizzazione oltre i confini dell’UE, agevolata dalla sensibilizzazione e dall’assistenza tecnica, come confermato nella relazione di riesame del CBAM, presentata oggi.

Le misure proposte oggi:

Estensione ai prodotti a valle

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE si rivolge attualmente a materiali di base come l’alluminio, il cemento, l’elettricità e l’acciaio.

Dal 2028 gli importatori pagheranno un prezzo del carbonio per le emissioni legate a tali merci, livellando il campo con i materiali prodotti nell’UE soggetti al sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS). Pur salvaguardando la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, aumenta i costi per i produttori dell’UE che utilizzano tali materiali nei prodotti a valle, come le lavatrici. La produzione potrebbe spostarsi verso paesi con politiche climatiche più deboli o i beni dell’UE potrebbero essere sostituiti da importazioni pesanti di carbonio.

Per contrastare questo fenomeno, la Commissione intende ampliare la portata del CBAM per includere 180 prodotti ad alta intensità di acciaio e alluminio, come macchinari e apparecchiature, garantendo che le emissioni siano ridotte anziché ricollocate.

La stragrande maggioranza, il 94%, di questi beni a valle interessati sono prodotti della catena di approvvigionamento industriale con un elevato contenuto di acciaio e alluminio (in media il 79%), utilizzati in macchinari pesanti e attrezzature specializzate, come supporti metallici di base, cilindri, radiatori industriali o macchine per la fusione. Una piccola quota, pari al 6%, dei beni a valle in questione è costituita anche da beni per la casa. Un produttore dell’UE di tali prodotti a valle può far fronte a costi più elevati per i materiali in acciaio e alluminio utilizzati nel processo di produzione.

Ulteriori misure antielusione

Sulla base degli insegnamenti tratti dal periodo transitorio, la Commissione europea sta rafforzando le strategie per combattere i rischi di elusione individuati nel “piano d’azione per l’acciaio e i metalli” e attraverso consultazioni delle parti interessate.

Promuovendo l’uso dei rottami per ridurre le emissioni nei prodotti ad alta intensità energetica, la Commissione sta ora integrando i rottami di alluminio e acciaio pre-consumo nei calcoli CBAM. Ciò garantisce un’equa fissazione del prezzo del carbonio sia per le merci fabbricate nell’UE che per quelle importate.

Le proposte chiave comprendono obblighi di comunicazione rafforzati per una migliore tracciabilità delle merci CBAM e per affrontare le dichiarazioni errate sull’intensità delle emissioni. La Commissione acquisisce l’autorità di affrontare gli abusi basati su prove che eludono le responsabilità finanziarie del CBAM, richiedono prove supplementari quando i valori effettivi sono inaffidabili e non rispettano i valori nazionali in tali casi specifici.

Fondo temporaneo per la decarbonizzazione

La Commissione europea ha lanciato un fondo per sostenere temporaneamente i produttori dell’UE di merci CBAM e attenuare i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Ciò affronta la perdita di competitività nei mercati dei paesi terzi, dove le merci dell’UE potrebbero essere soppiantate da alternative più economiche e ad alta intensità di emissioni, aumentando potenzialmente le emissioni globali.

Il fondo rimborserà una parte dei costi del carbonio dell’EU-ETS per le merci ancora esposte a rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, con un sostegno subordinato a sforzi dimostrati di decarbonizzazione.

I finanziamenti proverranno dai contributi degli Stati membri, che costituiranno il 25 % delle entrate derivanti dalle vendite di certificati CBAM nel 2026 e nel 2027, mentre il restante 75 % sarà una risorsa propria dell’UE.

Relazione di riesame del CBAM

La Commissione ha inoltre pubblicato una relazione che esamina l’esperienza acquisita con la realizzazione del CBAM durante il periodo transitorio compreso tra ottobre 2023 e la fine del 2025. Valuta il contributo del CBAM nell’affrontare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e promuovere la fissazione del prezzo del carbonio a livello mondiale ed esamina la governance, l’amministrazione e l’applicazione delle norme, nonché la dimensione internazionale del CBAM.

I risultati evidenziano che il CBAM è un fattore chiave nella promozione della decarbonizzazione nei paesi al di fuori dell’UE, in parte a causa della sensibilizzazione e dell’assistenza tecnica fornite per facilitare l’attuazione. La relazione definisce inoltre la tabella di marcia per l’attuazione e le misure di accompagnamento necessarie per garantire un regime definitivo efficiente ed efficace a partire dal 2026.

Commissione Ue-Bei: 1,8 mld di nuovi investimenti nell’energia pulita, oltre 20 mld in 5 anni

Oggi la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno annunciato l’erogazione di 1,8 miliardi di Euro dal Fondo per la modernizzazione a sostegno di 45 investimenti connessi all’energia pulita in 12 diversi Stati membri. Ciò comprende il primo investimento in Portogallo, che è diventato uno Stato membro beneficiario nel 2024.

Finanziato dalle entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), questo esborso porta il sostegno totale del Fondo per la modernizzazione a 20,7 miliardi di EUR per 294 investimenti dal 2021. Il Fondo sostiene la modernizzazione dei sistemi energetici nell’UE, in particolare progetti ad alto impatto che ridurranno le emissioni di gas a effetto serra nei settori dell’energia, dell’industria e dei trasporti e miglioreranno l’efficienza energetica. Tali investimenti aiutano i paesi a conseguire i loro obiettivi in materia di clima ed energia, ad attuare i loro piani nazionali per l’energia e il clima, a rafforzare la competitività industriale e a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Questa seconda erogazione nel 2025 si aggiunge ai 3,66 miliardi di EUR già erogati a luglio per 34 investimenti, portando il totale erogato nel 2025 a 5,46 miliardi di EUR e il numero totale di investimenti in tutti gli Stati membri beneficiari a 79. Solo quest’anno sono stati erogati alla Bulgaria (50 milioni di euro), alla Croazia (224 milioni di euro), alla Cechia (1,78 miliardi di euro), all’Estonia (111 milioni di euro), all’Ungheria (279 milioni di euro), alla Grecia (163 milioni di euro), alla Lettonia (40 milioni di euro), alla Lituania (42 milioni di euro), alla Polonia (1,44 miliardi di euro), al Portogallo (15 milioni di euro), alla Romania (1,24 miliardi di euro), alla Slovacchia (26 milioni di euro) e alla Slovenia (47 milioni di euro).

Tutti i 79 progetti sostenuti nel 2025 si concentrano sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, sull’uso e sulla diffusione di fonti energetiche rinnovabili, sulla modernizzazione delle reti energetiche e sul miglioramento dell’efficienza energetica. Alcuni esempi includono:

  • riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili alle reti di teleriscaldamento e all’industria in Bulgaria;
  • sostegno alla produzione e all’utilizzo di calore da fonti energetiche rinnovabili e all’efficienza energetica nei sistemi di riscaldamento e raffrescamento in Croazia;
  • investimenti nella capacità di stoccaggio dell’energia elettrica da fonti rinnovabili in Cechia;
  • miglioramento dell’efficienza energetica e dell’uso di energie rinnovabili negli edifici del settore pubblico in Estonia;
  • potenziamento e ammodernamento della rete elettrica in Grecia;
  • aumentare la capacità della rete elettrica in Lettonia;
  • investimenti in capacità di stoccaggio dell’energia su larga scala in Lituania;
  • migliorare l’efficienza energetica delle terme comunali in Ungheria;
  • sviluppo di un programma “Aria chiara” a sostegno del miglioramento dell’efficienza energetica e della sostituzione delle fonti di calore nelle case unifamiliari in Polonia;
  • riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili che utilizzano il potenziale geotermico esistente, sostenuti da altre fonti rinnovabili per gli impianti di acqua minerale naturale e gli impianti termali medici in Portogallo;
  • aumentare l’efficienza energetica negli impianti ETS dell’UE in Romania;
  • modernizzazione e sviluppo della rete di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica per facilitare l’integrazione delle energie rinnovabili in Slovenia;
  • aumentare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell’industria e negli edifici connessi in Slovacchia.

Contesto

Il Fondo per la modernizzazione, finanziato dai proventi della vendita all’asta delle quote di emissioni nell’ambito dell’EU ETS, mira a sostenere 13 paesi dell’UE a basso reddito (con un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75 % della media dell’Unione negli anni dal 2016 al 2018) nella transizione verso la neutralità climatica. Gli Stati membri beneficiari sono Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia, nonché Grecia, Portogallo e Slovenia, che sono diventati ammissibili al sostegno a partire dal gennaio 2024, a norma della direttiva EU ETS riveduta. 

Il Fondo per la modernizzazione sostiene gli investimenti nella produzione e nell’uso di energia da fonti rinnovabili, nell’efficienza energetica, nello stoccaggio dell’energia, nella modernizzazione delle reti energetiche, compreso il teleriscaldamento, nelle reti e nella transizione giusta nelle regioni dipendenti dal carbonio. Il Fondo integra altri strumenti dell’UE quali la politica di coesione, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e  il Fondo per una transizione giusta. Mobilita risorse significative, che possono aiutare i paesi ammissibili a sostenere gli investimenti in linea con il piano REPowerEU e il pacchetto “Pronti per il 55 %”.  Opera sotto la responsabilità dei  paesi beneficiari in stretta cooperazione con la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti.   

Le prossime scadenze entro le quali gli Stati membri beneficiari devono presentare proposte di investimento per il sostegno del Fondo per la modernizzazione sono il 15 gennaio 2026 per le proposte non prioritarie e il 12 febbraio 2026 per le proposte prioritarie. Gli investimenti prioritari, che rappresentano oltre il 90 % del portafoglio, si concentrano sulla modernizzazione dei sistemi energetici, sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’energia, nell’industria e nei trasporti e sul miglioramento dell’efficienza energetica elencati nella direttiva ETS dell’UE. Tutti gli altri investimenti ammissibili al Fondo per la modernizzazione sono considerati investimenti non prioritari, soggetti a controlli supplementari.