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Bankitalia: l’IA e il post-PNRR per salvare il PIL dallo shock energetico
Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia
© Imagoeconomica
29 Maggio 2026

Bankitalia: l’IA e il post-PNRR per salvare il PIL dallo shock energetico

Nelle Considerazioni finali, il Governatore Panetta fotografa un’Italia in rallentamento allo 0,5% a causa dello shock energetico nel Golfo. Per raddrizzare il quadro macroeconomico serve la prontezza della BCE sui tassi, ma soprattutto la svolta dell’intelligenza artificiale per rilanciare la produttività nel dopo-PNRR, tutelando il lavoro e i giovani.

Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta trae le conclusioni sul 2025 con le classiche Considerazioni finali. Ha tracciato una linea di demarcazione netta tra i successi e le ombre che si infittiscono nel quadro macroeconomico del Paese. Nella sua approfondita relazione, l’analisi fondamentalmente si muove su due strade: da un lato la necessità di governare le forti turbolenze geopolitiche, dall’altro l’urgenza di agganciare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale per invertire il declino della produttività italiana.

La questione mediorientale

Lo scenario internazionale descritto da Panetta risente in modo drammatico del recente conflitto scoppiato in Medio Oriente. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha surriscaldato i mercati delle materie prime energetiche e ha causato un’impennata dei prezzi del petrolio e del gas che colpisce in particolar modo l’Europa. “Le prospettive economiche si sono fortemente deteriorate”, ammonisce così il Governatore e sottolinea come i rincari energetici vadano a erodere la capacità di spesa delle famiglie e i margini di profitto aziendali, proprio mentre l’inflazione globale è stimata in risalita al 4,4% per il 2026.

Richiamo alla BCE

Sul fronte della politica monetaria, Panetta ha precisato che la BCE “agirà con la tempestività e la misura necessarie per evitare che lo shock energetico si trasformi in inflazione persistente” ma il quadro prospettico potrebbe “richiedere una ricalibrazione dell’orientamento della politica monetaria, per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti”. Lo shock energetico “sta già spingendo al rialzo la dinamica dei prezzi al consumo. Anche nell’ipotesi di una rapida risoluzione del conflitto, una pronta normalizzazione delle quotazioni di petrolio e gas appare improbabile”. Per il numero uno di Bankitalia, “resta essenziale non vincolarsi a un percorso predeterminato. Difendere la stabilità dei prezzi significa preservare il potere d’acquisto delle finanze delle famiglie, la fiducia delle imprese e le condizioni per una crescita duratura”.

PIL, rallentamenti nel 2025

Nel contesto attuale, condizionato da una forte frammentazione dei mercati mondiali, l’Italia rallenta. Per quanto tra il 2019 e il 2024 abbia dimostrato una sorprendente capacità di tenuta, con un incremento del PIL superiore al 6%, il 2025 ha fatto registrare un aumento appena dello 0,5%. In questo bilancio pesano come un macigno due fattori: la frenata della Germania, nostro partner commerciale di riferimento e la contestuale perdita del potere d’acquisto dei salari. Secondo l’analisi presentata da Panetta però la vera sfida strutturale è rappresentata dalla produttività, ferma dai primi anni duemila ad aumenti marginali davanti a rialzi degni di nota nel resto dell’eurozona.

Come influisce il PNRR

In questo scenario, la principale controtendenza degli ultimi anni è stata la vigorosa ripresa degli investimenti, sostenuta in modo determinante dal settore pubblico. Il Governatore ha evidenziato con forza il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): tra il 2021 e il 2025, gli interventi legati al Piano hanno superato i 100 miliardi di euro, arrivando a coprire il 30 per cento dell’accumulazione complessiva di capitale nel Paese. Panetta ha spiegato che le risorse spese fino ad ora hanno sostenuto la domanda e innalzato il livello del prodotto annuale di circa 1 punto percentuale in media nel quinquennio, introducendo inoltre procedure più snelle e iter semplificati all’interno della PA. Secondo Panetta “una brusca frenata al termine del PNRR appare improbabile, grazie alla possibilità di utilizzare nei prossimi anni parte delle risorse ancora non spese e agli impegni assunti dal Governo nel Piano strutturale di bilancio di medio termine”.

L’introduzione all’IA. Non una minaccia, ma uno strumento operativo

È a questo punto che il discorso del Governatore individua nell’innovazione digitale il fattore di svolta per il post-PNRR. L’intelligenza artificiale non viene vista come una minaccia astratta, bensì come uno strumento operativo di importanza titanica. In base ai dati illustrati, un innesto pervasivo e rapido dell’IA nel tessuto economico nazionale potrebbe garantire una spinta della produttività del lavoro superiore all’1% annuo e neutralizzerebbe gli effetti dell’invecchiamento demografico.

Tuttavia, Panetta non nasconde le barriere che frenano questa transizione. Nonostante la quota di aziende che fa ricorso all’IA sia cresciuta negli ultimi anni al 30%, appena il 5% ne fa un uso intensivo e avanzato. Il tessuto industriale italiano, frammentato in piccole e medie imprese, fatica ad affrontare gli alti investimenti iniziali e sconta una carenza di competenze interne. Per evitare di replicare i ritardi accumulati negli anni ‘90 con la rivoluzione informatica, l’intervento dello Stato diventa decisivo. Non servono sussidi generici, ma politiche mirate: potenziare le strutture di trasferimento tecnologico, sostenere l’industria del venture capital e porre la PA nel ruolo di committente primario di innovazione.

Un passaggio chiave della relazione è dedicato alle implicazioni sul mercato del lavoro e alla difesa delle fasce più esposte al cambiamento tecnologico. Fabio Panetta ha evidenziato come l’IA tocchi per la prima volta compiti a elevato contenuto cognitivo, ma ha invitato a guardare all’esperienza storica, che dimostra come le grandi innovazioni tendano nel lungo periodo a generare nuove figure professionali. “Il contenuto del lavoro cambierà”, ha spiegato il Governatore, chiarendo che l’apporto umano dovrà ridefinirsi attorno a ciò che l’automazione non può sostituire, come l’esercitare il giudizio critico e garantire l’affidabilità dei processi.

La citazione a Einaudi

Le battute finali di Panetta hanno le sembianze di un richiamo civile, con la citazione alla lezione di Luigi Einaudi del 1946 sulla interdipendenza economica globale. Il governatore reputa che serva cooperazione europea, un governo condiviso della tecnologia e abbandona scenari di isolamento. L’obiettivo fondamentale rimane quello di offrire opportunità e futuro ai giovani, cercando di trattenere i talenti e di valorizzare il merito.

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