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Priolo, la grande raffineria cambia padrone: Ludoil firma l’accordo con GOI Energy
© Imagoeconomica
13 Maggio 2026

Priolo, la grande raffineria cambia padrone: Ludoil firma l’accordo con GOI Energy

Ludoil firma l’accordo per acquisire ISAB, la più grande raffineria d’Italia. Nasce il principale operatore energetico privato italiano, con ricavi attesi oltre 10 miliardi.

La partita per il controllo della più grande raffineria d’Italia si è chiusa con la firma. Tre settimane dopo che un fondo americano aveva tentato di ribaltare i piani, Ludoil Capital S.r.l. ha sottoscritto a Milano un Sale and Purchase Agreement con GOI Energy S.r.l. per l’acquisizione di ISAB S.r.l., la società proprietaria dell’impianto di Priolo Gargallo. L’accordo conferma quanto il comunicato congiunto delle due società aveva anticipato ad aprile: il processo era blindato, e ogni altra manifestazione d’interesse era destinata a restare sulla carta.

La struttura dell’operazione

L’acquisizione si articola in due fasi. La prima, relativa al 51% delle quote, è subordinata all’esito del procedimento di notifica al Governo italiano ai sensi della normativa Golden Power e all’ottenimento delle autorizzazioni Antitrust. È un passaggio non formale: l’impianto, situato tra Priolo Gargallo, Augusta e Melilli in provincia di Siracusa, ha una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni, e rappresenta un’infrastruttura la cui rilevanza strategica è fuori discussione: copre circa un quinto del fabbisogno nazionale di prodotti raffinati. Palazzo Chigi aveva già tenuto il dossier sotto osservazione nell’ultimo anno, e il profilo industriale di Ludoil, coerente con le direttrici europee di decarbonizzazione, ha giocato a favore del gruppo campano rispetto al fondo americano, arrivato tardi e senza un piano pubblico.

Da raffineria a Energy Company

Il vero salto è quello industriale. Con l’acquisizione di ISAB, Ludoil smette di essere un operatore verticalmente concentrato e diventa il principale operatore energetico privato italiano, con ricavi consolidati attesi superiori a 10 miliardi di euro annui.

Il piano prevede la trasformazione progressiva di ISAB da raffineria tradizionale a Energy Company integrata. Nel medio periodo l’indirizzo sarà il bio-processing avanzato: nuove filiere dedicate a HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), SAF (Sustainable Aviation Fuel), BioOlio, bioetanolo di seconda generazione e BioETBE. Gli investimenti saranno strutturati in coerenza con la Direttiva europea RED III. Il sito dispone già di una centrale elettrica e di cogenerazione da 540 MW, cui si aggiungeranno nuovi impianti da fonti rinnovabili per ulteriori 20 MW.

La complementarità con le infrastrutture già in mano a Ludoil (depositi costieri, rete di stazioni di rifornimento, impianti di biometano, fotovoltaico ed eolico) consentirà un’integrazione verticale della filiera dall’approvvigionamento alla distribuzione. L’hub di Priolo è destinato a diventare un punto di riferimento per i flussi energetici tra Europa, Africa, America e Medio Oriente.

Occupazione e territorio

Sul piano occupazionale, l’attuale organico sarà integralmente preservato. ISAB porta con sé decenni di competenze ingegneristiche maturate in Sicilia, cuore storico della raffinazione italiana. Il piano di crescita e i nuovi impianti potranno generare ulteriori opportunità per il territorio, anche attraverso sinergie con il mondo dell’istruzione e della ricerca.

Cosa resta aperto

Il contenzioso con Lukoil non è risolto: la società russa aveva ottenuto dal Tribunale di Siracusa l’annullamento della rescissione del proprio contratto con ISAB, e la vicenda rimane aperta davanti ai giudici. È una variabile che accompagnerà le prossime fasi dell’operazione.

L’accordo è firmato. Il passaggio sotto guida italiana dell’asset di raffinazione più importante del Paese è ora subordinato al via libera di Palazzo Chigi e delle autorità antitrust. Ludoil gioca ancora in casa, ma la partita vera inizia adesso.

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