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ANAS, un piano da 43,2 miliardi per fare dell’Italia il crocevia logistico d’Europa
© ANAS
18 Giugno 2026

ANAS, un piano da 43,2 miliardi per fare dell’Italia il crocevia logistico d’Europa

ANAS presenta agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica un piano da 43,2 miliardi per il decennio 2026-2035, con 10 miliardi sulla rete Ten-T e interventi su Gioia Tauro, Ravenna, Ancona e Trieste.

Quarantatre miliardi e duecento milioni di euro da investire nel decennio 2026-2035. È la cifra al centro dell’intervento con cui l’amministratore delegato di ANAS Claudio Andrea Gemme, ha rilanciato agli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica, organizzati da Confindustria a Roma, la sfida di trasformare l’Italia nel crocevia logistico del Mediterraneo. Il nuovo piano industriale destina 27,6 miliardi a nuove opere, di cui 10 miliardi indirizzati specificamente alla rete Ten-T, la rete transeuropea di trasporto che attraversa la penisola con quattro dei principali corridoi continentali, mentre i restanti 15,6 miliardi sono riservati alla manutenzione programmata della rete esistente.

“In otto anni abbiamo triplicato la produzione e oggi siamo in grado di investire oltre 3 miliardi di euro l’anno” ha spiegato Gemme, sottolineando però che i numeri non bastano e che conta soprattutto dove e come si investe. Il manager ha ricordato che il piano destina una quota consistente ai grandi corridoi europei perché il futuro dell’Italia passa dalla capacità di integrarsi in quelle reti, definendo ogni euro speso su un raccordo portuale, su uno svincolo autostradale o su un’infrastruttura digitale collegata ai porti non come una spesa, ma come un investimento in competitività.

La sfida dell’ultimo miglio e dei nodi intermodali

Secondo l’amministratore delegato di ANAS, la priorità non è costruire più strade, ma realizzarle nei punti strategici e collegarle alle altre modalità di trasporto. Gemme ha indicato nell’ultimo miglio e nella fluidità dei nodi intermodali il terreno su cui si gioca la competitività logistica dei prossimi anni, parlando della necessità di far viaggiare dati e merci alla stessa velocità. Una visione che si inserisce nel più ampio dibattito sulla pianificazione infrastrutturale italiana, che secondo diverse analisi del settore continua a soffrire di una storica difficoltà di coordinamento tra i diversi soggetti competenti su porti, strade e ferrovie.

La crescita della produzione e l’attenzione alla manutenzione

I dati presentati da ANAS raccontano una crescita strutturale della capacità produttiva dell’azienda. La produzione totale è passata da 1,12 miliardi di euro nel 2017 a 3,37 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita medio annuo composto del 14,8 per cento. Le nuove opere sono quasi raddoppiate nell’ultimo biennio, salendo da 0,98 miliardi nel 2023 a 1,51 miliardi nel 2025, mentre la manutenzione programmata ha raggiunto 1,87 miliardi, un segnale di attenzione crescente verso la cura del patrimonio stradale esistente, un tema più volte richiamato negli ultimi anni anche in relazione alla sicurezza di ponti e viadotti.

Solo nel 2026 gli investimenti complessivi di Anas raggiungeranno 3,34 miliardi di euro, di cui 1,69 miliardi destinati a nuove opere e interamente finanziati. Una programmazione che, secondo l’azienda, punta a consolidare il passaggio da una logica di intervento emergenziale a una pianificazione pluriennale più stabile, in un settore dove la storica assenza di un piano nazionale unitario dei trasporti continua a essere oggetto di confronto tra operatori e osservatori del comparto infrastrutturale.

I cantieri aperti su porti e collegamenti ultimo miglio

Sul fronte portuale e logistico ANAS è impegnata su più fronti contemporaneamente. A Gioia Tauro, primo scalo italiano per movimentazione di container, sono previsti 200 milioni di euro per potenziare l’accessibilità, con un collegamento diretto tra il Gate Sud e l’autostrada A2 del valore di 137 milioni. Circa 70 milioni sono destinati alla statale 67 Tosco-Romagnola per migliorare l’accesso al porto di Ravenna, mentre è in corso il collegamento dell’ultimo miglio tra il porto di Ancona e la statale 16 Adriatica.

A Trieste è in fase di realizzazione un’infrastruttura stradale intelligente, da 2,7 milioni di euro, che integrerà in tempo reale i dati di traffico con quelli dell’Autorità Portuale, con l’obiettivo di velocizzare le operazioni doganali. Interventi che si collocano in un contesto in cui il sistema portuale italiano, pur potendo contare su scali strategici per la posizione geografica della penisola nel Mediterraneo, è da tempo oggetto di un dibattito sulla necessità di una governance più integrata tra le diverse Autorità di Sistema Portuale e le infrastrutture di collegamento terrestre.

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