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Caldo, le città italiane tra bollini rossi e rifiuti climatici
© OMS
6 Luglio 2026

Caldo, le città italiane tra bollini rossi e rifiuti climatici

L’ondata di calore che ha invaso l’Europa e l’Italia sembra essere passata, anche se si lascia dietro morti e diversi ricoveri. Nelle città italiane picchi a Torino e in Pianura Padana. Il 6 luglio prevista una riunione d’urgenza convocata dal direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Henri P. Kluge.

L’ondata di caldo che ha invaso l’Italia nell’ultima settimana non è più solamente un’anomalia estiva figlia della bella stagione. È una crisi strutturale che sta ridisegnando la geografia della salute pubblica in Italia. Il nostro Paese si trova in prima linea, in un continente che si riscalda a velocità doppia rispetto alla media globale. L’epicentro ovviamente sono le città, da Bolzano a Ragusa: i centri urbani si sono trasformati in piastre radianti. Questo effetto viene chiamato “isola di calore”, un fenomeno strutturale che amplifica l’afa nell’aria e che ha spinto la struttura europea dell’Organizzazione mondiale della sanità a convocare d’urgenza una riunione con gli Stati membri il 6 luglio.

Il piano di Kluge

Il direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Henri P. Kluge, detta la linea d’azione e le sue dichiarazioni recenti fotografano la realtà dei nostri capoluoghi: “L’ondata di calore che sta flagellando il continente è solo una prova generale di ciò che diventerà la norma. Ogni estate in cui non ci prepariamo ad affrontare il caldo record è un’estate che paghiamo in vite umane”. Nelle metropoli italiane i segnali sono emblematici: pronti soccorso pieni e servizi di sicurezza che viaggiano a ritmo costante per rispondere a malori da calore, che colpiscono soprattutto anziani e soggetti fragili isolati. L’obiettivo del vertice del 6 luglio sarà proprio capire come evitare il collasso dei sistemi sanitari locali sotto questa fase di cambiamento climatico.

Cosa succede in Italia?

Mentre l’Europa si interroga, in Italia è stata attivata la Cabina di regia per l’emergenza caldo presso il ministero della Salute. Presieduta dal ministro Orazio Schillaci, la cabina è composta da Protezione civile, INAIL, epidemiologici del DEP Lazio e dalle Regioni e monitora senza sosta l’impatto delle temperature che superano la soglia dei 9 gradi rispetto alle medie stagionali. I dati epidemiologici nazionali fortunatamente non hanno evidenziato un incremento generalizzato della mortalità, ma le anomalie locali nei centri urbani fanno paura. Certo, i livelli di mortalità per fortuna non sono quelli di Francia e Spagna, ma l’aumento di decessi e accessi medici a Torino, Bologna, Firenze, Milano e Roma è un campanello d’allarme. Il numero di pubblica utilità 1500 è preso d’assalto: il 28% delle chiamate riguarda rischi diretti legati all’afa, mentre le consulenze mediche segnalano un 58% di disturbi cardiocircolatori, seguiti da un preoccupante aumento di stress termico e ansia legata al clima.

I giorni con il picco di calore. ©Immagine generata dall’intelligenza artificiale

Nel mantovano morti due braccianti

Anche sul fronte lavoro urbano e rurale, la tensione è altissima. Le tragiche morti di due braccianti nel giro di pochi giorni e di un terzo lavoratore ricoverato in coma post-turno di lavoro per colpa del caldo, stanno trasformando la campagna vicino a Mantova in un luogo infernale nel vero senso della parola. Antonella Forattini, deputata del PD e capogruppo in commissione Agricoltura, ha deciso di presentare una mozione per adottare misure preventive per tutti coloro che lavorano nel settore agricolo e ha proposto l’adozione di un piano nazionale di prevenzione del rischio calore: “Servono regole chiare”, ha dichiarato, “Non basta più il cordoglio”.

Il problema dei centri urbani

Ma le città italiane per quale motivo soffrono così il caldo? La risposta si nasconde nel modo in cui sono state edificate. Le aree urbane generano quelli che l’OMS definisce metaforicamente rifiuti climatici. Non sono spazzatura fisica, ma l’eccesso di calore antropico accumulato dall’asfalto, intrappolato dal cemento e alimentato dai motori delle auto e dagli scarichi dei condizionatori d’aria. Nelle storiche piazze di pietra delle città italiane o nelle periferie senza alberi, le temperature possono essere dai 5 ai 10 gradi superiori rispetto alle campagne circostanti. L’approccio One Health dell’OMS ricorda che la salute umana è legata a quella dell’ambiente: per salvare le vite nei condomini serve ripensare l’urbanistica introducendo forestazione urbana, tetti verdi e “città spugna” capaci di trattenere l’acqua e mitigare il microclima.

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