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Nucleare, all’Ara Pacis il terzo appuntamento di “Da Fermi al futuro”
23 Luglio 2026

Nucleare, all’Ara Pacis il terzo appuntamento di “Da Fermi al futuro”

Dopo le tappe di Torino e Napoli, si è svolto a Roma il terzo appuntamento. Il Ministro Pichetto Fratin traccia i tempi della legge delega: “Decreti attuativi entro fine anno per definire regole, finanziamenti e autorizzazioni”.

Roma torna al centro del dibattito sulla transizione energetica. Nella cornice dell’Ara Pacis si è svolta la terza tappa dell’evento “Da Fermi al futuro: dialoghi sull’energia nucleare sostenibile”, un ciclo di incontri promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) insieme a Unioncamere. Dopo gli appuntamenti a Torino e a Napoli, nella capitale si è discusso nuovamente sull’argomento cardine, il nucleare, mentre il disegno di legge delega per il riordino del settore si trova all’esame della commissione Ambiente del Senato, a valle del via libera ottenuto alla Camera.

Al centro dei vari talk, aperti dal presidente di Unioncamere Andrea Prete, il colloquio tra il ministro Gilberto Pichetto Fratin e il direttore di Open, Franco Bechis. Nel delineare l’architettura della riforma, il titolare del MASE ha chiarito il cronoprogramma del governo: “Il disegno di legge delega è figlio di un lavoro svolto da istituzioni ed esperti in questi due anni e mezzo, che hanno già definito un quadro d’azione. Una volta approvato, passeremo alla fase attuativa: definire complessivamente il quadro giuridico, le regole, che vanno dal permitting alle modalità di finanziamento, dalle procedure al soggetto di garanzia. L’obiettivo è chiudere la proposta di decreti delegati entro fine anno”.

Per Pichetto Fratin, il nucleare rappresenta un tassello strategico per la stabilità del sistema elettrico: “Nel mix di produzione di energia è una componente importante perché dà continuità ed è programmabile. Le rinnovabili saranno l’ossatura del nostro Paese ma non sono programmabili”. La strategia punta a garantire sicurezza e autonomia al Paese per rispondere alla crescita della domanda energetica futura. Il ministro ha richiamato anche il valore dell’industria e della ricerca italiana: pur in assenza di impianti attivi sul territorio nazionale, le aziende nostrane forniscono componentistica di alto livello in tutto il mondo. La sfida consisterà nel valorizzare queste competenze e formare nuove professionalità qualificate.

L’evento ha visto anche un momento d’apertura internazionale con il contributo del commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, intervistato dal giornalista Gianluca Brambilla sul ruolo dell’atomo nella decarbonizzazione UE. La prospettiva scientifica è stata affidata invece al divulgatore Alessandro Cecchi Paone, che ha rievocato l’eredità di Enrico Fermi guardando alle innovazioni di oggi, come i reattori modulari (SMR). Il dibattito si è poi arricchito dei contributi di Pierluigi Bersani e Chicco Testa, intervistati da Sara Menafra, e dagli interventi tecnici di Andrea Felici e Nicola Ippolito del MASE. La tavola rotonda di chiusura ha infine riunito industria e società civile con Edoardo De Luca (Enel), Daniela Gentile (AD Ansaldo Nucleare), Monica Tommasi (Amici della Terra) ed Edoardo Ventafridda (Giovani Blu), concordi nel ritenere indispensabile un quadro normativo solido e duraturo per attrarre investimenti e guidare la transizione.

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