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Stadio della Roma a Pietralata, dalla carta al cantiere
© Imagoeconomica
25 Giugno 2026

Stadio della Roma a Pietralata, dalla carta al cantiere

Con l’ordinanza del commissario straordinario Sessa che ha dimezzato i tempi del PAUR a 90 giorni, il progetto del nuovo impianto giallorosso entra nella fase autorizzativa decisiva. Prima seduta della Conferenza dei Servizi il 27 luglio 2026.
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Un percorso lungo, ora in fase decisiva

Il nuovo stadio dell’AS Roma a Pietralata ha percorso in poco più di sei mesi una distanza amministrativa che sembrava quasi irraggiungibile. Consegnato il 23 dicembre 2025 in Campidoglio il Progetto di fattibilità tecnica ed economica, l’iter ha accelerato con progressione costante: il 26 febbraio 2026 la Giunta capitolina lo ha licenziato, il 13 marzo l’Assemblea Capitolina lo ha approvato in via definitiva a larga maggioranza, confermando il pubblico interesse dell’opera e prendendo atto dell’ottemperanza alle condizioni fissate nel maggio 2023. Da quel momento, il progetto è entrato nella fase commissariale, quella che precede l’autorizzazione definitiva e l’avvio dei cantieri.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il voto del 13 marzo “una giornata storica per Roma e per i romani”, sottolineando la natura interamente privata dell’investimento e la qualità degli spazi pubblici che l’intervento restituirà alla città: 11,6 ettari di verde pubblico, 3,5 ettari di piazze e percorsi pedonali, per un totale di circa 15 ettari di aree scoperte cedute alla collettività.

Il progetto e le sue dimensioni

Lo stadio di Pietralata avrà una capienza di 60.605 posti e un investimento complessivo stimato in 1,3 miliardi di euro, con un indotto atteso superiore ai tre miliardi. L’impianto è concepito come polo urbano multifunzionale, aperto alla città anche al di fuori degli eventi sportivi. Tra le sue caratteristiche più distintive figura una Curva Sud da circa 23.000 posti, tra le più grandi d’Europa, simbolo del legame tra il club e la sua tifoseria. L’accessibilità è garantita dalla presenza di tre fermate della metropolitana adiacenti alla struttura, inclusa la stazione Quintiliani, sulla quale il progetto prevede interventi di potenziamento. Il piano include anche standard energetici avanzati, aree verdi e obiettivi di sostenibilità che puntano a fare dello stadio un modello di rigenerazione urbana nel quadrante nord-est della Capitale, tra la stazione Tiburtina e il Grande Raccordo Anulare.

Il commissario Sessa e l’accelerazione dei tempi

La nomina del commissario straordinario del Governo per gli stadi di UEFA Euro 2032, l’ingegner Massimo Sessa, ha rappresentato la svolta più significativa sul piano procedurale. Il 18 maggio 2026 l’AS Roma ha inviato una PEC al commissario richiedendo formalmente l’avvio della Conferenza dei Servizi decisoria e del PAUR, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, che include la Valutazione di Impatto Ambientale. Il 15 giugno 2026 Sessa ha firmato la sua prima ordinanza, con la quale ha compresso l’intera procedura a 90 giorni complessivi, rispetto ai oltre sei mesi previsti dall’iter ordinario. L’atto è immediatamente efficace e fissa una scansione precisa: 5 giorni per la verifica della completezza documentale, 5 per eventuali integrazioni, 30 per le osservazioni pubbliche e l’istruttoria tecnica, 30 per le risposte della società proponente, 10 per la seduta conclusiva. La prima riunione della Conferenza dei Servizi è fissata per il 27 luglio 2026; la conclusione dell’iter è attesa entro metà settembre.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato l’ordinanza come “un passaggio decisivo per semplificare e accelerare l’iter”, ricordando che lo stadio di Pietralata è stato dichiarato opera di interesse strategico nazionale, inserita tra gli interventi strettamente funzionali all’organizzazione degli Europei del 2032. Sul versante istituzionale, anche il Consiglio dei Ministri del 16 giugno 2026 ha approvato un decreto-legge che rafforza ulteriormente gli strumenti operativi del commissario, prevedendo la possibilità di nominare sub-commissari anche tra i presidenti di Regione coinvolti, nel caso romano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

La convenzione tripartita e il coordinamento istituzionale

Parallelamente all’ordinanza, nei mesi precedenti si era costruito il quadro istituzionale necessario a sostenere la fase commissariale. Il 23 maggio 2026 la Giunta Capitolina ha approvato lo schema di convenzione tra il Commissario Sessa, la Regione Lazio e Roma Capitale, atto che disciplina le modalità di collaborazione operativa tra gli enti e garantisce tempi certi al procedimento. Pochi giorni dopo, il 28 maggio, anche la Giunta regionale del Lazio guidata da Rocca ha approvato lo stesso schema tripartito, dando il via libera definitivo all’intesa e individuando gli uffici regionali competenti per il PAUR. La convenzione ha validità fino al 31 dicembre 2032, coprendo l’intera parabola autorizzativa e l’avvio dei cantieri.

Il parere positivo espresso dalla Commissione Impianti Sportivi del CONI nell’ambito della Conferenza dei Servizi ha ulteriormente rafforzato il percorso, mentre il TAR del Lazio, il 18 maggio 2026, ha respinto il ricorso relativo al taglio di 26 alberi nell’area, definendo così anche il fronte contenzioso che aveva accompagnato le fasi precedenti del progetto.

Pietralata e Euro 2032

Lo stadio di Pietralata si candida a essere uno dei cinque impianti italiani destinati a ospitare partite di UEFA Euro 2032, che si terrà in coorganizzazione tra Italia e Turchia. Attualmente i soli stadi già certi nella quota italiana sono l’Olimpico di Roma e l’Allianz Stadium di Torino. Gli altri tre posti sono ancora da assegnare, con la scadenza UEFA per la definizione del dossier che incombe sui calendari amministrativi di tutti i progetti in gara. La corsia commissariale attivata su Pietralata risponde direttamente a questa pressione: l’autorizzazione definitiva in tempi certi è la condizione sine qua non per includere l’impianto nel dossier UEFA. I cantieri, secondo le previsioni, dovrebbero partire nel 2027 per concludersi entro il 2032, data che coincide tanto con gli Europei quanto con un obiettivo strategico della proprietà Friedkin per il centenario del club.

Un investimento privato per la rigenerazione di un quadrante

Al di là della dimensione sportiva, il progetto di Pietralata si inserisce in una più ampia strategia di trasformazione urbana della Capitale. Il sindaco Gualtieri, al Roma REgeneration Forum del 19 maggio 2026, ha accostato lo stadio al termovalorizzatore come simbolo della nuova stagione degli investimenti privati a Roma: “Con un investimento da oltre un miliardo sta per iniziare la conferenza dei servizi decisoria che porterà a far partire entro un anno un altro investimento da un miliardo che è lo stadio della Roma”. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha ricordato che il progetto ha superato tutti i ricorsi presentati contro di esso, definendolo prova della solidità tecnica e giuridica del dossier. Con l’avvio della Conferenza dei Servizi il 27 luglio, il conto alla rovescia verso il cantiere è ufficialmente iniziato.

Stadio della Roma a Pietralata, dalla carta al cantiere

Il nuovo stadio dell’AS Roma a Pietralata ha percorso in poco più di sei mesi una distanza amministrativa che sembrava quasi irraggiungibile. Consegnato il 23 dicembre 2025 in Campidoglio il Progetto di fattibilità tecnica ed economica, l’iter ha accelerato con progressione costante: il 26 febbraio 2026 la Giunta capitolina lo ha licenziato, il 13 marzo l’Assemblea Capitolina lo ha approvato in via definitiva a larga maggioranza, confermando il pubblico interesse dell’opera e prendendo atto dell’ottemperanza alle condizioni fissate nel maggio 2023. Da quel momento, il progetto è entrato nella fase commissariale, quella che precede l’autorizzazione definitiva e l’avvio dei cantieri.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito il voto del 13 marzo “una giornata storica per Roma e per i romani”, sottolineando la natura interamente privata dell’investimento e la qualità degli spazi pubblici che l’intervento restituirà alla città: 11,6 ettari di verde pubblico, 3,5 ettari di piazze e percorsi pedonali, per un totale di circa 15 ettari di aree scoperte cedute alla collettività.

Il progetto e le sue dimensioni

Lo stadio di Pietralata avrà una capienza di 60.605 posti e un investimento complessivo stimato in 1,3 miliardi di euro, con un indotto atteso superiore ai tre miliardi. L’impianto è concepito come polo urbano multifunzionale, aperto alla città anche al di fuori degli eventi sportivi. Tra le sue caratteristiche più distintive figura una Curva Sud da circa 23.000 posti, tra le più grandi d’Europa, simbolo del legame tra il club e la sua tifoseria. L’accessibilità è garantita dalla presenza di tre fermate della metropolitana adiacenti alla struttura, inclusa la stazione Quintiliani, sulla quale il progetto prevede interventi di potenziamento. Il piano include anche standard energetici avanzati, aree verdi e obiettivi di sostenibilità che puntano a fare dello stadio un modello di rigenerazione urbana nel quadrante nord-est della Capitale, tra la stazione Tiburtina e il Grande Raccordo Anulare.

Il commissario Sessa e l’accelerazione dei tempi

La nomina del commissario straordinario del Governo per gli stadi di UEFA Euro 2032, l’ingegner Massimo Sessa, ha rappresentato la svolta più significativa sul piano procedurale. Il 18 maggio 2026 l’AS Roma ha inviato una PEC al commissario richiedendo formalmente l’avvio della Conferenza dei Servizi decisoria e del PAUR, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, che include la Valutazione di Impatto Ambientale. Il 15 giugno 2026 Sessa ha firmato la sua prima ordinanza, con la quale ha compresso l’intera procedura a 90 giorni complessivi, rispetto ai oltre sei mesi previsti dall’iter ordinario. L’atto è immediatamente efficace e fissa una scansione precisa: 5 giorni per la verifica della completezza documentale, 5 per eventuali integrazioni, 30 per le osservazioni pubbliche e l’istruttoria tecnica, 30 per le risposte della società proponente, 10 per la seduta conclusiva. La prima riunione della Conferenza dei Servizi è fissata per il 27 luglio 2026; la conclusione dell’iter è attesa entro metà settembre.

Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha commentato l’ordinanza come “un passaggio decisivo per semplificare e accelerare l’iter”, ricordando che lo stadio di Pietralata è stato dichiarato opera di interesse strategico nazionale, inserita tra gli interventi strettamente funzionali all’organizzazione degli Europei del 2032. Sul versante istituzionale, anche il Consiglio dei Ministri del 16 giugno 2026 ha approvato un decreto-legge che rafforza ulteriormente gli strumenti operativi del commissario, prevedendo la possibilità di nominare sub-commissari anche tra i presidenti di Regione coinvolti, nel caso romano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

La convenzione tripartita e il coordinamento istituzionale

Parallelamente all’ordinanza, nei mesi precedenti si era costruito il quadro istituzionale necessario a sostenere la fase commissariale. Il 23 maggio 2026 la Giunta Capitolina ha approvato lo schema di convenzione tra il Commissario Sessa, la Regione Lazio e Roma Capitale, atto che disciplina le modalità di collaborazione operativa tra gli enti e garantisce tempi certi al procedimento. Pochi giorni dopo, il 28 maggio, anche la Giunta regionale del Lazio guidata da Rocca ha approvato lo stesso schema tripartito, dando il via libera definitivo all’intesa e individuando gli uffici regionali competenti per il PAUR. La convenzione ha validità fino al 31 dicembre 2032, coprendo l’intera parabola autorizzativa e l’avvio dei cantieri. Il parere positivo espresso dalla Commissione Impianti Sportivi del CONI nell’ambito della Conferenza dei Servizi ha ulteriormente rafforzato il percorso, mentre il TAR del Lazio, il 18 maggio 2026, ha respinto il ricorso relativo al taglio di 26 alberi nell’area, definendo così anche il fronte contenzioso che aveva accompagnato le fasi precedenti del progetto.

Pietralata e Euro 2032

Lo stadio di Pietralata si candida a essere uno dei cinque impianti italiani destinati a ospitare partite di UEFA Euro 2032, che si terrà in coorganizzazione tra Italia e Turchia. Attualmente i soli stadi già certi nella quota italiana sono l’Olimpico di Roma e l’Allianz Stadium di Torino. Gli altri tre posti sono ancora da assegnare, con la scadenza UEFA per la definizione del dossier che incombe sui calendari amministrativi di tutti i progetti in gara. La corsia commissariale attivata su Pietralata risponde direttamente a questa pressione: l’autorizzazione definitiva in tempi certi è la condizione sine qua non per includere l’impianto nel dossier UEFA. I cantieri, secondo le previsioni, dovrebbero partire nel 2027 per concludersi entro il 2032, data che coincide tanto con gli Europei quanto con un obiettivo strategico della proprietà Friedkin per il centenario del club.

Un investimento privato per la rigenerazione di un quadrante

Al di là della dimensione sportiva, il progetto di Pietralata si inserisce in una più ampia strategia di trasformazione urbana della Capitale. Il sindaco Gualtieri, al Roma REgeneration Forum del 19 maggio 2026, ha accostato lo stadio al termovalorizzatore come simbolo della nuova stagione degli investimenti privati a Roma: “Con un investimento da oltre un miliardo sta per iniziare la conferenza dei servizi decisoria che porterà a far partire entro un anno un altro investimento da un miliardo che è lo stadio della Roma”. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha ricordato che il progetto ha superato tutti i ricorsi presentati contro di esso, definendolo prova della solidità tecnica e giuridica del dossier. Con l’avvio della Conferenza dei Servizi il 27 luglio, il conto alla rovescia verso il cantiere è ufficialmente iniziato.

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