
Ferrante: “Una rete infrastrutturale interconnessa che integri sempre più il Sud con il resto del Paese”
In questa intervista esclusiva ad ADI Agenzia delle Infrastrutture, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante, fa il punto sulle sfide cruciali che attendono l’Italia. Dalle grandi direttrici dell’Alta Velocità come la Napoli-Bari e la Salerno-Reggio Calabria, fino alla gestione delle emergenze legate ai recenti atti di sabotaggio sulla rete ferroviaria, il Sottosegretario illustra le misure adottate dal Governo per garantire sicurezza, puntualità ed efficienza a pendolari e viaggiatori. Al centro dell’agenda politica resta poi la grande opera del Ponte sullo Stretto, soprattutto per quanto riguarda le autorizzazioni e le necessarie opere connesse (ferrovia Palermo-Catania-Messina o il potenziamento della SS 106 Jonica) e il delicato tema del caro carburanti.
Vista la sua delega sulle opere del Mezzogiorno, quali sono gli interventi prioritari che state portando avanti per superare lo storico divario infrastrutturale tra Nord e Sud?
Come MIT stiamo lavorando per ridurre il divario infrastrutturale che ha storicamente penalizzato il Mezzogiorno attraverso un sistema di collegamenti più integrato, moderno ed efficiente. Tra gli interventi prioritari rientrano l’Alta Velocità Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria, direttrici strategiche per migliorare la mobilità, favorire l’accessibilità delle aree interne e collegare il Sud ai principali corridoi logistici europei. La Napoli-Bari, in particolare, consentirà di rafforzare i collegamenti tra i versanti tirrenico e adriatico, mentre il potenziamento della direttrice Salerno-Reggio Calabria contribuirà in maniera decisiva a superare le condizioni di isolamento di vaste aree del Mezzogiorno.
Parallelamente, stiamo intervenendo sul sistema della logistica, rafforzando i collegamenti con porti, aeroporti e aree produttive. Penso in particolare al potenziamento delle infrastrutture portuali e dei collegamenti di ultimo miglio, fondamentali per valorizzare la posizione strategica del Sud nel Mediterraneo. L’obiettivo è creare una rete infrastrutturale interconnessa, capace di rilanciare la competitività, attrarre investimenti e integrare sempre di più il Mezzogiorno con il resto del Paese e con l’Europa.
Di recente la rete ferroviaria ha subito ripetuti atti di sabotaggio: quali misure straordinarie di sicurezza state mettendo in campo per tutelare i passeggeri e garantire la continuità dei viaggi?
Gli episodi registrati ai danni di un’infrastruttura strategica come quella ferroviaria hanno richiesto una risposta coordinata tra MIT, Gruppo FS, Ministero dell’Interno e autorità competenti. Abbiamo anzitutto inasprito le pene per le manifestazioni violente contro la realizzazione di opere pubbliche e per i reati commessi nelle stazioni. Sono state rafforzate le attività di prevenzione e controllo nelle stazioni e lungo la rete, attraverso una presenza più capillare del personale, l’impiego delle Forze dell’ordine e nuove tecnologie per il monitoraggio delle infrastrutture e degli asset strategici.
I numeri dimostrano che questa strategia sta producendo risultati: nei primi quattro mesi del 2026 le aggressioni al personale del Gruppo FS sono diminuite del 59,7%, i furti nelle stazioni del 45% e le presenze di estranei lungo la linea del 9%. Nel primo trimestre, inoltre, FS Security ha aumentato del 22,3% il presidio nelle stazioni e ha controllato oltre 10 milioni di viaggiatori. È stato inoltre avviato il potenziamento dell’organico operativo di FS Security: entro la fine dell’anno saranno 1.100 gli operatori totali in servizio, tutti dotati di bodycam. La sicurezza resta quindi una priorità assoluta. Di fronte agli atti di sabotaggio vogliamo assicurare anche interventi tempestivi per ripristinare la funzionalità dell’infrastruttura e contenere al massimo gli effetti sulla circolazione, tutelando passeggeri e lavoratori.
Al di là dell’emergenza sicurezza, in che modo il Governo sta migliorando la qualità del servizio e l’efficienza della rete ferroviaria, specialmente per pendolari e Alta Velocità?
L’azione del Governo si concentra sul potenziamento dell’infrastruttura, sul rinnovo del materiale rotabile e sul miglioramento della manutenzione. Sulla rete ferroviaria italiana sono attivi circa 1.300 cantieri, dedicati a interventi di ammodernamento, potenziamento e manutenzione. A giugno 2026 la puntualità si è attestata al 76%, rispetto al 69% registrato nello stesso mese del 2025.
Per il trasporto regionale sono stati destinati ulteriori 180 milioni di euro del PNRR all’acquisto di 25 nuovi treni e altri 180 milioni alla riqualificazione di 35 stazioni, con interventi finalizzati a migliorare accessibilità, funzionalità e qualità del servizio. Sono inoltre previsti 108 milioni di euro per nuovi treni diagnostici e sistemi tecnologici destinati al monitoraggio dell’infrastruttura e alla prevenzione dei guasti. Gli investimenti sull’alta velocità, in particolare, consentiranno di ampliare l’offerta e ridurre i tempi di viaggio soprattutto al Sud. L’obiettivo complessivo è garantire un servizio più, sicuro, affidabile e accessibile per pendolari, viaggiatori e imprese.
Sul Ponte sullo Stretto, definiti i passaggi finanziari, quali sono le prossime tappe autorizzative e le garanzie sul piano della sostenibilità ambientale per avviare i cantieri?
Il Ponte sullo Stretto, fortemente voluto dal presidente Silvio Berlusconi, è un progetto strategico per l’Italia e per l’Europa, che l’ha inserito nelle principali direttrici di trasporto. Il Governo continua a lavorare per completare tutti gli adempimenti necessari all’avvio dell’opera: recentemente il Consiglio dei ministri ha compiuto un importante passo in avanti sul piano procedurale, approvando la relazione Iropi relativa ai motivi imperanti di rilevante interesse pubblico.
Ora il prossimo passo è l’approvazione della nuova delibera da parte del CIPESS. Va sottolineato che il Ponte assicurerà rilevanti benefici anche sotto il profilo ambientale, con una riduzione di circa 200mila tonnellate di Co2 all’anno e, sull’intero orizzonte di esercizio dell’opera, con una diminuzione complessiva di circa 12,8 milioni di tonnellate di Co2. Il MIT e il MASE stanno mantenendo un confronto costante con le istituzioni europee, affinché ogni aspetto relativo alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità sia pienamente verificato. L’obiettivo resta quello di completare l’iter e arrivare all’avvio della fase realizzativa entro la fine dell’anno.
Per evitare che il Ponte rimanga isolato, a che punto è il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali strategici nel Sud, come la ferrovia Palermo-Catania-Messina e la SS 106 Jonica?
Il Ponte deve essere inserito in una rete di collegamenti ferroviari e stradali adeguata. Per questo, è in corso il più rilevante programma di investimenti ferroviari e stradali degli ultimi decenni, con oltre 114 miliardi di euro destinati alla rete ferroviaria e circa 42 miliardi alla rete stradale del Sud. In particolare, per quanto riguarda il collegamento ferroviario Palermo-Catania, gli interventi procedono spediti: per i primi due lotti sono stati ultimati i lavori relativi alla parte A ed è quasi conclusa la verifica della progettazione esecutiva della parte B. Anche per il terzo lotto i lavori della parte A sono pressoché conclusi ed è in via di ultimazione la verifica della progettazione esecutiva della parte B. Sugli altri lotti è in corso la fase realizzativa, mentre la tratta relativa al lotto 6 è già attiva. Allo stesso modo, sono in corso di esecuzione gli interventi relativi ai due lotti della linea Messina-Catania.
Quanto alla SS 106, nella legge di bilancio del 2025 abbiamo assicurato le maggiori risorse necessarie per la completa copertura finanziaria dei due lotti del raddoppio del tratto Sibari-Rossano, che sono stati aggiudicati all’inizio di questo anno, con la progettazione esecutiva e le attività propedeutiche già in itinere. Per il nuovo asse di collegamento in variante tra le chilometriche 256 e 329 del tratto tra Crotone e Rossano, le procedure di VIA regionali sul PFTE si sono concluse nei primi giorni di luglio e l’iter procedurale prosegue. Sull’itinerario in variante tra Catanzaro e Crotone, infine, diversi lotti sono già contrattualizzati con progettazione esecutiva e attività preliminari in corso, mentre il completamento della carreggiata sud della variante di Palizzi Marina registra lavori in corso con avanzamento di circa il 75%. L’obiettivo è assicurare la continuità dei collegamenti tra il Ponte, i porti, gli aeroporti, i centri urbani e le aree produttive, attraverso una rete integrata in grado di valorizzare un’opera fondamentale per la mobilità di persone e merci nel Mezzogiorno, per lo sviluppo economico e sociale e per il futuro del Paese.
Concludiamo con una domanda sul caro carburanti: oltre agli interventi contingenti sulle accise, in che modo il Governo intende agire nel medio-lungo periodo per calmierare strutturalmente i prezzi alla pompa, agendo su logistica, distribuzione e catena di approvvigionamento?
Il Governo è intervenuto con decisione per affrontare il tema, mettendo in campo complessivamente oltre 2 miliardi di euro da marzo così da attenuare l’impatto del caro carburanti su famiglie e imprese. Non ci siamo limitati alle misure contingenti: abbiamo agito anche a tutela dei settori maggiormente esposti, a partire dall’autotrasporto, per il quale sono stati previsti crediti d’imposta commisurati all’aumento del costo del gasolio.
Nel medio-lungo periodo l’obiettivo è intervenire in modo sempre più mirato, con interventi a favore delle famiglie e delle fasce più bisognose, ma anche attraverso un sostegno strutturale alle imprese che operano nel settore dei trasporti e che subiscono in modo particolare l’aumento dei costi energetici. Parallelamente, continueremo a lavorare sull’efficienza della logistica, sulla competitività del sistema dei trasporti e sul monitoraggio della filiera, affinché le oscillazioni dei prezzi internazionali non si traducano automaticamente in aumenti ingiustificati alla pompa. La direzione è quindi quella di costruire strumenti più selettivi e strutturali, capaci di proteggere chi è realmente più esposto e, al tempo stesso, rafforzare la resilienza dell’intero sistema logistico e dei trasporti nazionale.


