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Caravelli resta all’AISE, prorogato l’incarico per altri due anni
Giovanni Caravelli, Direttore AISE
© Imagoeconomica
23 Aprile 2026

Caravelli resta all’AISE, prorogato l’incarico per altri due anni

La conferma di Giovanni Caravelli per altri due anni si inserisce in un contesto instabile, dal caso Al Masri al peggioramento dei rapporti con gli USA.

La conferma di Giovanni Caravelli ai vertici dell’AISE, Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, si inserisce in un contesto che ha bisogno di continuità e stabilità. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di prorogare per altri due anni il mandato di Caravelli dopo “aver sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Da rappresentante speciale dell’ONU alla liberazione di Cecilia Sala

Classe ’61, Giovanni Caravelli è un generale e prefetto italiano. Intraprende la carriera militare nel 1979, ricoprendo nel corso degli anni ruoli sempre più rilevanti anche a livello internazionale, arrivando a ricoprire il ruolo di rappresentante speciale dell’ONU in Afghanistan, conducendo operazioni di peacekeeping o di gestione crisi. Da più di dieci anni è ai vertici dell’AISE, prima come vice e dal 2020 come direttore.

Grazie alla sua conoscenza del mondo africano e mediorientale, aree in cui è stato operativo gestendo rapporti con paesi come Libia ed Egitto, è stato cruciale per situazioni delicate che richiedevano una particolare interlocuzione. Emblematici sono il contributo, allora da Vicedirettore, per la liberazione di Silvia Romano finita prigioniera nelle mani di un gruppo terrorista somalo; da Direttore, invece, ha seguito personalmente la liberazione della giornalista Cecilia Sala e quella di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela.

Un contesto instabile

Il contesto in cui si conferma il mandato di Caravelli, che arriva così a raggiungere il limite massimo di otto anni di mandato totale, è pieno di insidie. Il peggioramento dei rapporti dell’Italia con gli USA, l’approvvigionamento energetico da negoziare con i paesi del nord Africa, l’inchiesta ONU sulla presunta violazione da parte dell’Italia dell’embargo militare libico, quella della Corte Penale Internazionale dell’Aja sulla vicenda Al Masri, solo per citarne alcune. La proroga sembra un tentativo di mantenere stabile un comparto, quello della sicurezza estera, che in questo momento è molto delicato.

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