
L’impatto del cambiamento climatico sulla rete TEN-T
Gli avvenimenti catastrofici, come le inondazioni, incendi boschivi, ondate di calore, stanno diventando sempre più frequenti e intensi. La ricerca condotta dall‘Università Vrije di Bruxelles (VUB), dimostra che questi eventi climatici stanno avendo un impatto sulle reti TEN-T, e le sue infrastrutture in senso lato: strade, ferrovie, porti, vie navigabili e aeroporti.
Lo studio evidenzia come i recenti eventi estremi abbiano causato danni economici per miliardi di euro: la siccità del 2018 del fiume Reno ha compromesso il trasporto fluviale, provocando perdite stimate in 2,4 miliardi di euro solo in Germania. Lo scorso giugno l’ondata di calore da record ha costretto le compagnie ferroviarie di Francia, Belgio e Regno Unito a ridurre i servizi a causa delle linee non adeguate; sempre in UK, gli operatori ferroviari hanno diminuito la frequenza dei treni per motivi di sicurezza a causa di alcuni binari a rischio cedimento.
Cambiamento climatico
Vengono portati all’attenzione due casi con gli effetti sulle infrastrutture: uno in cui le temperature aumentano di 2°C entro il 2100, un altro in cui aumentano di 3°C entro il 2100 (dati compatibili con le attuali politiche). Utilizzando 15 diversi modelli di impatto climatico, in tutti gli scenari si prevede un aumento delle esposizioni delle infrastrutture di trasporto a diversi rischi climatici.
Nelle condizioni del secondo caso, la ricerca spiega che rispetto alle condizioni storiche (1980-2009), l’esposizione delle TEN-T al calore estremo potrebbe aumentare fino a 30 volte entro la metà del 2040-2069. Sempre in quel lasso di tempo si prevede che la siccità possa colpire per la prima volta più della metà delle vie navigabili interne europee. Anche gli incendi boschivi potrebbero aumentare fino a 26 volte rispetto alle attuali condizioni. Le inondazioni fluviali, inoltre, potrebbero far registrare un incremento locale fino a 8 volte.
In uno scenario di un percorso a basse emissioni, con l’incremento delle temperature di 2°C entro il 2100, le infrastrutture delle reti di trasporto europee mostrano un’esposizione ai rischi inferiore. Nel periodo 2040-2069 l’aumento medio delle esposizioni potrebbe essere ridotto già del 22-30%.
I risultati emersi
Gli eventi climatici estremi influenzano già oggi i sistemi di trasporto di tutta Europa e non solo danneggiano le infrastrutture critiche, ma interrompono le operazioni causando così gravi danni economici. Italia, Francia e Germania mostrano livelli di esposizione più elevati tra il 2010 e il 2018, con le alluvioni che hanno provocato danni su strade e ferrovie per 6 miliardi di euro. Il caldo e la siccità del 2018, le alluvioni del 2021 nell’Europa occidentale, le inondazioni in Grecia negli ultimi quattro anni e le continue ondate di calore evidenziano una frequenza maggiore di questi eventi, che sovrapponendosi producono danni maggiori rispetto al singolo fenomeno atmosferico.
La regione mediterranea si sta affermando come un’area a rischio per diversi pericoli: per quanto riguarda gli incendi, lo studio prevede un forte aumento a livello locale, con il 19% delle reti di trasporto interessate entro il 2100. Secondo le politiche attuali si mostra che le ondate di calore subiranno un forte aumento, con oltre il 90% delle reti di trasporto che incrementerà l’esposizione entro la metà del secolo.
Ondate di calore e siccità avranno la maggiore espansione nel territorio europeo. Si stima che il 45% delle ferrovie e delle strade e il 40% delle vie navigabili, entro la metà del secolo, dovrà affrontare condizioni di siccità. Questo dato, secondo le previsioni, è destinato a salire al 70% della rete di via navigabili interne entro la fine del secolo.




