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Incentivi edilizi, nel 2025 la grande frenata
© Imagoeconomica
3 Agosto 2026

Incentivi edilizi, nel 2025 la grande frenata

Il rapporto stilato dall’ENEA emerge il crollo dei bonus edilizi: l’Ecobonus è sceso del 42%, con una netta preferenza per la sostituzione degli infissi. Nel Superbonus i condomini hanno assorbito il 68% delle risorse, portando oltre il 65% degli immobili ristrutturati in Classe A. Oggi il mercato premia le case riqualificate, che valgono fino al 40% in più.

I numeri del rapporto dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, sulle detrazioni fiscali raccontano una storia molto chiara: dopo anni di corsa agli incentivi edilizi, il 2025 è stato l’anno della grande frenata. Il ridimensionamento non è arrivato a sorpresa, ma è stato la diretta conseguenza delle nuove regole introdotte dalla legge di bilancio e del blocco definitivo alle cessioni dei crediti e agli sconti in fattura. Le aliquote ordinarie sono scese al 50% per le prime case e al 36% per tutti gli altri immobili.

Ecobonus, le risorse finiscono quasi tutte al Nord

Questo cambio di rotta si nota subito nei dati dell’Ecobonus tradizionale. Nel corso del 2025 l’ENEA ha registrato poco più di 305mila interventi conclusi, per un totale di 3,6 miliardi di euro di investimenti. Significa che in un solo anno la spesa si è quasi dimezzata, registrando un calo di oltre il 42% rispetto al 2024. Quasi tutto il peso di questi lavori è stato sostenuto dal settore residenziale e soprattutto dalla sostituzione degli infissi, che hanno assorbito più della metà degli interventi e degli investimenti totali. A distanza seguono i lavori di isolamento delle pareti e quelli sui sistemi di riscaldamento. Le risorse sono finite quasi tutte al Nord Italia: la sola Lombardia ha intercettato più di un quarto dell’intera spesa nazionale, seguita a distanza da Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il Bonus Facciate, invece, è ormai un lontano ricordo, testimoniato dai soli 89 interventi lungo tutto il territorio italiano.

Bonus Casa ed Elettrodomestici: i numeri scendono

Una dinamica molto simile ha interessato il cosiddetto Bonus Casa, cioè la detrazione per le ristrutturazioni ordinarie. Le pratiche trasmesse sono state circa 463mila, contro le quasi 800mila dell’anno precedente. Chi ha ristrutturato ha puntato soprattutto sulle pompe di calore e sull’installazione di pannelli fotovoltaici. Al contrario, la scelta di escludere dalle detrazioni le vecchie caldaie a gas ha provocato un crollo delle installazioni di oltre il 96%. Nel frattempo, anche il Bonus Elettrodomestici ha dimezzato le sue richieste, fermandosi a poco più di 27mila acquisti, concentrati soprattutto su frigoriferi, forni e lavastoviglie.

La questione Superbonus

C’è poi il capitolo del Superbonus, che nel 2025 ha visto le sue aliquote scendere al 65%, salvo poche eccezioni per i comuni colpiti dai terremoti. Anche se la misura si sta esaurendo, il bilancio finale fornito dall’ENEA per i lavori chiusi entro la fine del 2025 restituisce la portata colossale dell’operazione. In totale sono stati coinvolti più di 481mila edifici, generando un totale di investimenti ammessi a detrazione che sfiora i 118 miliardi di euro, per un conto finale a carico dello Stato di circa 126,7 miliardi. Sebbene quasi la metà dei cantieri abbia riguardato villette unifamiliari, a prendersi la quota più grande dei fondi sono stati i condomini, che da soli hanno assorbito il 68% delle risorse, con una spesa media per cantiere che ha superato i 610mila euro.

Al di là dei costi per le casse pubbliche, il Superbonus ha effettivamente cambiato le prestazioni energetiche di una fetta importante del patrimonio immobiliare italiano. Prima dei lavori, circa sei edifici su dieci si trovavano nelle classi energetiche più basse, la F e la G. Dopo i cantieri, oltre il 65% di quegli stessi immobili, vale a dire quasi 2 su 3, è arrivato in Classe A, e un terzo ha raggiunto la classe A4, la più alta in assoluto. Per ottenere questi risultati sono stati posati oltre 100 milioni di metri quadrati di cappotti termici e isolati 35 milioni di metri quadrati di tetti. Negli impianti, la soluzione preferita è stata quella dei sistemi ibridi che combinano pompe di calore e caldaie, affiancati da un’imponente diffusione del fotovoltaico, con oltre 500mila nuovi impianti e 350mila colonnine di ricarica per auto elettriche.

Il cambio di paradigma: dai bonus alla qualità dei materiali

Oggi quel ciclo di incentivi straordinari si sta chiudendo, ma sta lasciando un’eredità evidente sul mercato immobiliare. I dati mostrano infatti che le case riqualificate dal punto di vista energetico si vendono molto più velocemente rispetto a quelle da ristrutturare e riescono a spuntare un valore economico più alto, con differenze di prezzo che arrivano fino al 40%. Per il settore edilizio si apre così una fase nuova: conclusa l’epoca dei bonus a pioggia, la sfida delle aziende si sposta sulla qualità dei materiali, sulle tecnologie per la casa intelligente e sull’efficienza dei lavori.

Facciamo il punto