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Il sovraffollamento nelle carceri avanza e il piano per l’edilizia penitenziaria non decolla
© Imagoeconomica
18 Ottobre 2026

Il sovraffollamento nelle carceri avanza e il piano per l’edilizia penitenziaria non decolla

Oltre 66mila persone in istituti pensati per molte meno. I cantieri del governo avanzano, ma il divario tra posti e presenze continua ad allargarsi.

66.063 detenuti nelle carceri italiane a fronte di 51.295 posti disponibili, questi sono i dati che emergono dal resoconto mensile del Ministero della Giustizia. A inizio mandato del Governo Meloni i detenuti ammontavano a circa 56mila, quindi in un solo mandato la popolazione carceraria è cresciuta di circa 10mila unità. Settembre si chiude con il tasso di affollamento al 142,8% e il DIS, la quota di persone che vive in istituti oltre la capienza effettiva ammonta, al 95%. Sono i dati riportati dal Report mensile sulle carceri italiane di Ottorighe. Il dato sul sovraffollamento è una media nazionale, la realtà regionale appare molto più disomogenea: Puglia con il 185%; il Molise con il 166%; la Basilicata con 165% e la Lombardia con il 161%.  Le Regioni tra il 140 e il 160% sono 5, 8 quelle comprese tra il 111 e il 140%, soltanto 3 le Regioni che non arrivano al 110%.

Il nodo della capienza effettiva

A complicare ulteriormente il quadro penitenziario c’è il fatto che la capienza di dati ufficiali non coincide con quella effettiva. I posti regolamentari indicati sono 51.295, ma di questi 5.047 risultano non agibili o inutilizzabili, traducendo così in 46.312 i posti effettivamente disponibili. Il tasso di affollamento ufficiale dato dal Ministero è al 128,8%, mentre quello calcolato da Ottorighe (sottraendo i posti non disponibili a quelli totali) si attesta al 142,8%. Alcune carceri superano addirittura il doppio dei posti disponibili, lo rende noto il rapporto di Antigone di agosto, tra cui: Lucca, San Vittore a Milano, Latina e Foggia. Per l’associazione Antigone il Piano previsto dal Governo non si traduce in una risposta reale al problema della capienza: in un anno e mezzo i posti disponibili sono calati di 424 unità, rischiando così di andare a compensare con i nuovi posti il numero di posti disponibili che continua a diminuire.

La risposta: Piano di edilizia penitenziaria

Il Governo risponde all’emergenza con il Piano di edilizia penitenziaria, approvato dal Consiglio dei ministri il 22 luglio 2025: articolato in 60 interventi tra nuove costruzioni e recupero di strutture esistenti per il triennio 2025-2027. Inizialmente è stato presentato con un investimento di circa 750 milioni di euro, che nel corso degli anni è cresciuto superando i 900 milioni. L’obiettivo del Piano è quello di creare circa 10.600 nuovi posti entro la fine del 2027, ripartiti fra i diversi settori: 2.636 a cura del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, 57 della Giustizia minorile, 3.314 del Ministero delle Infrastrutture e 4.669 del Commissario straordinario. Il 30 luglio scorso si è tenuta una cabina di regia a Palazzo Chigi, dove è stato presentato il bilancio che riporta il recupero, o la realizzazione, di oltre 960 posti nel primo semestre del 2026, insieme al completamento di nuove strutture per minorenni. A settembre è stato completato il padiglione D del carcere di Livorno, con 138 posti. Per ottobre è previsto il completamento di Arghillà a Reggio Calabria e per novembre l’istituto minorile di Lecce. A dicembre si trova la concentrazione maggiore: dovrebbero entrare in esercizio nuovi posti a Messina, Ariano Irpino, Cremona, Vigevano e Castelfranco Emilia, oltre ai moduli di Biella e Voghera.

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