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Ericsson in prima linea nei test del 5G ferroviario, così l’Europa prepara l’addio al GSM-R
30 Ottobre 2026

Ericsson in prima linea nei test del 5G ferroviario, così l’Europa prepara l’addio al GSM-R

L’azienda è tra i principali partner tecnologici di FP2-MORANE-2, il progetto europeo che mette alla prova lo standard FRMCS in tre laboratori e cinque tratte tra Spagna, Germania, Svezia e Paesi Bassi. Obiettivo: sostituire la radio 2G in uso da 25 anni sui treni.

Ericsson è tra i protagonisti di FP2-MORANE-2, il progetto europeo di ricerca e validazione che prepara il passaggio delle ferrovie dal GSM-R, la tecnologia radio derivata dal 2G su cui poggiano da circa 25 anni sicurezza e comunicazioni operative, al nuovo standard FRMCS (Future Railway Mobile Communication System), basato sul 5G. L’azienda partecipa a tutti e sei i pacchetti di lavoro, coordina i test di laboratorio e fornisce rete di accesso radio e core per quattro delle cinque tratte coinvolte nelle prove sul campo. Il GSM-R ha svolto bene il suo lavoro, ma si sta avvicinando alla fine della sua vita utile faticando a rispondere adeguatamente alle esigenze di un trasporto sempre più digitalizzato, che chiede: più capacità, latenza ridotta e nuove funzionalità. FRMCS dovrebbe accompagnare i servizi ferroviari dei prossimi 15-20 anni, ma prima di diventare realtà commerciale va verificato sul campo.

È lo scopo di FP2-MORANE-2, iniziativa di Horizon Europe cofinanziata da Europe’s Rail Joint Undertaking e dalla SNS JU, guidata dall’Unione internazionale delle ferrovie (UIC) e successore di MORANE, il programma che aveva accompagnato l’introduzione del GSM-R. Avviato nel 2025 e articolato su 33 mesi, riunisce operatori ferroviari, gestori delle infrastrutture e fornitori di tecnologia. L’obiettivo è validare le specifiche FRMCS Versione 2 e portarle a una Versione 3 abbastanza matura per l’impiego commerciale.

Dai laboratori alle tratte

La validazione si divide tra tre laboratori, gestiti da Ericsson, Nokia e Kontron e interconnessi con tunnel VPN sicuri e linee dedicate, e cinque tratte reali: Paesi Bassi, Svezia, Germania, Spagna. Nello specifico, Ericsson guida il Work Package 3, dedicato alla preparazione e all’interconnessione dei laboratori. Nel suo laboratorio ospita numerosi partner per i pre-test. La fase di laboratorio è prevista tra agosto e novembre 2026.

Ogni tratta risponde a una domanda diversa. Per i Paesi Bassi Ericsson punta a rispondere alla questione se FRMCS possa appoggiarsi alle reti mobili pubbliche dove la copertura dedicata manca o deve essere rafforzata. Per farlo sperimenta in collaborazione con KPN, la più grande società olandese di telecomunicazioni, il roaming nazionale usando quattro bande di frequenza: 1900MHz (dedicata a FRMCS) e 700, 2100 e 3500 MHz messe a disposizione dall’operatore mobile. In Svezia l’obiettivo è quello di verificare la possibilità di un modello di rete condivisa che estenda la copertura FRMCS. Per farlo collabora con Telia, compagnia di telecomunicazioni della Svezia, e insieme testano una configurazione MOCN (Multi-Operator Core Network): due operatori condividono unità baseband, le unità radio e lo spettro di Telia. Il quesito che viene posto per la Germania riguarda cosa succede a un treno quando passa da una rete 5G Standalone a un’altra. Ericsson, collaborando con un altro fornitore di rete, simula il passaggio da una rete all’altra per verificare la migrazione e la disattivazione dei servizi attivi al confine. Infine, in Spagna si domanda come si comportano le applicazioni FRMCS sulle linee ad alta velocità. Qui, Ericsson fornisce la rete di accesso radio (RAN) e la rete core necessarie alla sperimentazione sulla tratta spagnola: le applicazioni FRMCS vengono testate a una velocità di 300 km/h.

Perché conta la standardizzazione

Al di là dei singoli test, il tema centrale è l’interoperabilità. Basare FRMCS su specifiche 5G definite in ambito 3GPP ed ETSI significa che un treno può attraversare le frontiere senza riconfigurare ogni volta i sistemi di comunicazione e che le reti di fornitori diversi possono dialogare. Un ecosistema aperto riduce inoltre il rischio di dipendere da un solo fornitore e, nelle intenzioni del progetto, può favorire la concorrenza e contenere i costi di gestione nel lungo periodo. I risultati alimenteranno anche gli standard tecnici per l’interoperabilità del sistema ferroviario, e quindi il quadro normativo europeo. Per Ericsson, il progetto è l’occasione per contribuire a una base tecnologica condivisa per la transizione dal GSM-R, in un percorso che guarda anche alle generazioni di rete successive al 5G.