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La “Grande Frana” blocca l’Adriatica: l’Italia si spezza a Petacciato
© Imagoeconomica
8 Aprile 2026

La “Grande Frana” blocca l’Adriatica: l’Italia si spezza a Petacciato

Il movimento franoso ha isolato il Molise interrompendo A14 e ferrovia; Anas schiera 130 uomini mentre si studia il ripristino del viadotto Cacchione.

L’emergenza che sta colpendo il basso Molise non è solo un problema di viabilità locale, ma una ferita aperta nel sistema dei trasporti nazionale. Il versante di Petacciato, tristemente noto per essere uno dei corpi franosi più vasti e complessi d’Europa (circa 4 km quadrati di estensione), si è rimesso in moto con una violenza che non si registrava da decenni. La combinazione di un’ondata di maltempo eccezionale e la fragilità intrinseca di un terreno argilloso ha portato alla chiusura del tratto dell’autostrada A14 Bologna-Taranto tra Vasto Sud e Termoli, paralizzando di fatto la dorsale adriatica. La natura di questo fenomeno è peculiare: la frana è così estesa e profonda che, secondo molti geologi, l’unica strategia possibile è attendere che si fermi naturalmente, poiché la sua imprevedibilità rende vano ogni intervento strutturale immediato.

Il fronte della crisi: viadotti e binari sotto scacco

Le piogge eccezionali degli ultimi giorni, con accumuli superiori a 200 mm, hanno accelerato lo scivolamento del terreno verso il mare. La situazione è critica: il viadotto “Cacchione” dell’A14 è monitorato costantemente, mentre la linea ferroviaria Adriatica è interrotta tra Vasto e Termoli. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, è stato categorico: “Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni siamo fuori strada”. Le previsioni parlano di settimane, se non mesi, per tornare alla normalità. Nel frattempo, la Prefettura di Campobasso ha disposto la chiusura di tutte le scuole della provincia per alleggerire la pressione su una rete stradale ormai satura, mentre circa 50 persone residenti nelle aree più instabili sono state evacuate.

L’intervento di Anas: Task Force e gestione dell’emergenza

Per gestire l’imponente deviazione del traffico sulla rete stradale ordinaria, Anas (Gruppo FS Italiane) ha attivato un piano di intervento straordinario. Secondo i bollettini ufficiali, è stata messa in campo una task force di 130 uomini per fronteggiare l’emergenza h24. Alle 112 unità già operative nella struttura territoriale del Molise, si sono aggiunti 18 operatori provenienti dai nuclei d’emergenza di Lazio, Sardegna e Calabria.

Il dispiegamento include 54 mezzi speciali incaricati di monitorare i punti critici e agevolare il deflusso della circolazione. Anas ha stimato in circa cento gli interventi necessari sulla rete regionale per ripristinare condizioni di sicurezza accettabili. L’obiettivo immediato, subordinato al miglioramento delle condizioni meteo e ai dati dei sensori, è la riapertura della SS16 Adriatica e della Tangenziale di Termoli (SS709), attualmente sature a causa del riversamento dei mezzi pesanti.

La mappa delle deviazioni: come muoversi

Al momento, la situazione resta critica e i tempi di ripristino non sono immediati. Per chi viaggia verso Sud, Anas e Autostrade consigliano l’uscita a Vasto Sud per i veicoli leggeri, con percorso interno verso Campobasso via SS650 e SS647, per poi rientrare in A14 a Termoli. Per i mezzi pesanti, invece, la scelta è quasi obbligata: la deviazione sulla direttrice tirrenica.

L’itinerario consigliato prevede l’utilizzo della SS650 “Trignina” verso Isernia e Venafro, per poi imboccare l’A1 a Caianello in direzione Napoli e successivamente l’A16 Napoli-Canosa. Si tratta di un allungamento dei tempi di percorrenza stimato tra le due e le tre ore, ma necessario per evitare il collasso totale delle arterie molisane minori, non progettate per sostenere carichi di traffico così elevati. Il monitoraggio geologico continuerà per tutta la settimana, mentre il Governo valuta la richiesta di stato di emergenza nazionale.

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