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ANCI e caro energia, Pichetto Fratin risponde: “Serve il nucleare, rinnovabili da sole non bastano”
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
© Imagoeconomica
15 Aprile 2026

ANCI e caro energia, Pichetto Fratin risponde: “Serve il nucleare, rinnovabili da sole non bastano”

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica risponde all’Anci in un’intervista rilasciata a Prima Pagina News ADI Agenzia delle Infrastrutture: sul tavolo la distorsione dei prezzi, il PNEC e le resistenze locali agli impianti

Il 14 aprile il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha incontrato Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, e Tommaso Ferrari, assessore del Comune di Verona e componente del Consiglio nazionale Anci. Al centro del confronto, i costi dell’energia e le ricadute sociali della crisi energetica sui territori. La delegazione ha lanciato un segnale chiaro: “I Comuni sono il termometro dei territori, vedono prima di altri le difficoltà delle famiglie, delle comunità e del tessuto sociale ed economico locale. C’è una preoccupazione forte non solo per il caro energia, ma per le ricadute sociali che questa congiuntura sta già producendo e che rischiano di aggravarsi nei prossimi mesi”. La richiesta è altrettanto netta: accanto alla gestione dell’emergenza, misure strutturali capaci di dare risposte stabili e di medio periodo, con i Comuni in prima linea nella transizione energetica e nella protezione delle fasce più vulnerabili. Sul piano operativo, i rappresentanti dell’Anci hanno segnalato la disponibilità a chiedere a breve la convocazione di un tavolo tecnico, con al centro la mappatura di edifici e superfici, i correttivi normativi, il trasporto pubblico e la qualità dell’aria.

Il ministro: “Siamo un paese che dipende quasi totalmente dall’estero

In un’intervista rilasciata a Prima Pagina News ADI Agenzia delle infrastrutture, il ministro Pichetto Fratin ha risposto con franchezza alle preoccupazioni dei sindaci. “Tra le tante emergenze di livello internazionale con ricadute nazionali, il costo dell’energia è una delle principali”, ha detto. “Il tema che mi viene posto è come riusciamo ad affrontare la condizione di un paese che dipende quasi totalmente dall’estero. Che futuro riusciamo a disegnare?”. In quella domanda, ha spiegato il ministro, convivono due piani distinti: il presente e il medio-lungo termine.

Il ruolo degli ETS e l’insufficienza delle rinnovabili

Sul fronte immediato, Pichetto Fratin ha sollevato una questione tecnica ma di grande rilevanza pratica: il ruolo degli ETS, i certificati per le emissioni di CO₂ , nella formazione del prezzo dell’energia. “In un paese in cui oltre il 40% dell’energia è prodotto da impianti termoelettrici, e in cui è proprio il termoelettrico a determinare il prezzo nel 70-75% dei casi, il peso degli ETS rappresenta una distorsione nel meccanismo di formazione del prezzo“. Una distorsione che pesa sulle bollette di famiglie e imprese, e che i Comuni si trovano ad assorbire in prima persona.

Il ministro ha ricordato i progressi già compiuti sul fronte delle energie rinnovabili: si stima che tra due e tre milioni tra famiglie e imprese abbiano già una copertura da fonti rinnovabili. “Ma dobbiamo andare avanti e raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima con una tabella di marcia che stiamo rispettando”. Sul fronte della crisi contingente, Pichetto Fratin ha ricordato che si tratta di un’emergenza in larga parte importata: “Non siamo noi a determinare lo scenario dello Stretto di Hormuz”.

La prospettiva: 100-150 terawattora in più e il nodo nucleare

Guardando ai prossimi dieci-quindici anni, il ministro ha delineato uno scenario di domanda in forte crescita: “Le previsioni indicano la necessità di aggiungere tra i 100 e i 150 terawattora di energia elettrica rispetto alla condizione attuale. Possiamo incrementare fotovoltaico, eolico, geotermico, rinnovare e modernizzare l’idroelettrico. Ma senza una nuova fonte autonoma che ci garantisca indipendenza, come il nucleare, non si vede alcuna soluzione”. A sostegno di questa tesi, Pichetto Fratin ha citato due esempi europei: “La Spagna, che ha mantenuto il nucleare affiancandolo a tante rinnovabili, e la Francia, che ha puntato prevalentemente sul nucleare, non hanno i problemi che abbiamo noi. La Germania, che dipendeva invece quasi totalmente dal gas, sì”.

Burocrazia e resistenze locali: “ostili proprio chi fa propaganda per le rinnovabili

Sul tema della semplificazione burocratica, sollevato anche dall’Anci, il ministro ha confermato che si sta lavorando su più livelli, da quello nazionale a quello regionale e locale: “La legge sulle aree idonee va in questa direzione e dovrà essere recepita dalle singole regioni”. Ma Pichetto Fratin non ha nascosto la frustrazione per le resistenze che si incontrano sul territorio: “Con stupore devo dire che le realtà più ostili agli impianti sono spesso proprio quelle che più si vantano della propria capacità di promuovere le rinnovabili. E poi siamo un paese molto vivace: non c’è iniziativa che non abbia almeno tre comitati contro”.

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