
Hemera, la startup italiana che punta a curare le lesioni spinali
Il Premio America Innovazione, promosso dalla Fondazione Italia USA e conferito in una cerimonia tenutasi a Roma presso il Senato della Repubblica, è andato a Cristiana Vignoli, CEO di Hemera. Il riconoscimento valorizza il percorso di innovazione portato avanti dalla società nel campo della medicina rigenerativa e delle terapie cellulari avanzate, con particolare riferimento alla piattaforma terapeutica proprietaria REMaST® per il trattamento delle lesioni del midollo spinale.
Una scoperta nata osservando il comportamento dei tumori. È da questa intuizione che prende forma Hemera, startup biotech italiana fondata nel 2021 come spin-off dell’Università di Verona e dell’Università Statale di Milano. L’azienda si è posta un obiettivo ambizioso: trasformare in terapia concreta e accessibile ai pazienti una scoperta scientifica capace di aprire nuove possibilità di cura per danni del sistema nervoso centrale oggi considerati irreversibili, a partire dalle lesioni del midollo spinale.
La terapia
Per raggiungere questo obiettivo, Hemera ha sviluppato REMaST® (Regenerative Educated Macrophage Self Transplantation), una piattaforma terapeutica cellulare autologa e scalabile che stimola la rigenerazione del tessuto nervoso riprogrammando i macrofagi, cellule del sistema immunitario già note per il loro ruolo nel microambiente tumorale.
Il trattamento parte da un semplice prelievo di sangue del paziente, dal quale vengono isolati i monociti, che in laboratorio, nell’arco di circa sette giorni, vengono trasformati in macrofagi con capacità riparative potenziate. Una volta reintrodotti in prossimità della lesione, questi macrofagi “educati” agiscono sul microambiente ostile che si forma dopo il trauma, caratterizzato da infiammazione cronica e cisti fibrotica, stimolando la ricrescita assonale, la formazione di nuovi vasi e la frammentazione della barriera che impedisce la rigenerazione.
Gli studi preclinici hanno dimostrato che REMaST® agisce su quattro meccanismi complementari: effetto neurogenerativo trofico, azione antinfiammatoria, rimodellamento della cicatrice fibrotica e promozione dell’angiogenesi. L’intervento va effettuato tra la seconda e l’ottava settimana successiva al trauma, prima che subentri la fase cronica.
Alle origini della cura
La strada che porta a questa terapia è nata dall’osservazione di un fenomeno già noto in oncologia. All’interno delle masse tumorali, i macrofagi vengono riprogrammati dal cancro per servirlo: costruiscono nuovi vasi sanguigni, abbattono barriere tissutali e, in questo processo, stimolano anche la crescita di nuove fibre nervose. I ricercatori Ilaria Decimo dell’Università di Verona, Massimo Locati e Francesco Bifari dell’Università Statale di Milano, insieme a Guido Fumagalli, hanno intuito che lo stesso principio poteva essere sfruttato per stimolare la guarigione di lesioni nervose gravi, senza che il cancro entrasse in gioco.
Nel processo terapeutico di REMaST®, i macrofagi vengono riprogrammati in laboratorio senza mai entrare in contatto con cellule tumorali vive. La ricerca, svolta in collaborazione con l’IRCCS Humanitas Research Hospital di Rozzano, l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano, il Helmholtz-Centre for Environmental Research di Lipsia e il Francis Crick Institute di Londra, ha trovato il suo riconoscimento internazionale a febbraio 2026, quando i risultati sono valsi la copertina di Immunity, una delle più autorevoli riviste nel campo dell’immunologia.
Il quadro normativo e brevettuale
Hemera ha sviluppato il protocollo di produzione cellulare che è tutelato da brevetto europeo, con estensione in corso in altri 12 Paesi tra cui Stati Uniti, Giappone, Russia e Israele. L’azienda ha, inoltre, ottenuto dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) la Orphan Drug Designation, che consente l’accesso a procedure accelerate per patologie rare con bisogno medico non soddisfatto.
L’avvio dello studio clinico è previsto entro il 2028, con l’obiettivo di accedere alle procedure europee PRIME, accelerando il percorso regolatorio e l’arrivo sul mercato. Per sostenere la ricerca la CEO Cristiana Vignoli ha raccolto oltre 3 milioni di euro in round pre-seed (primissimo ciclo di raccolta fondi di una start up) e si sta preparando ad aprire il round Seed.




