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Fibra ottica, il filo invisibile che cambia il paese
Da sx: Antonio Martusciello, presidente dell’Organo di Vigilanza; Giacomo Lasorella, Presidente autorità per le garanzie delle comunicazioni e Massimo Sarmi, AD FiberCop
© Imagoeconomica
19 Maggio 2026

Fibra ottica, il filo invisibile che cambia il paese

Con 28 milioni di chilometri di fibra ottica posati, oltre 114,3 milioni di chilometri di rete in rame e 10.500 centrali operative, FiberCop si conferma leader italiano nella fibra ottica.

Siamo abituati a pensare a internet come a un qualcosa di astratto, che viaggia nell’aria. In realtà viaggia alla velocità della luce, sottoterra, dentro fili di vetro grandi come un capello: questa è la fibra ottica FTTH (Fiber To The Home).  Un mezzo di trasmissione costituito da moltissimi filamenti di vetro o polimeri plastici, che trasportano i dati tramite impulsi luminosi. È la tecnologia più usata per offrire connessioni internet domestiche veloci e stabili e in Italia il principale attore che fornisce questo servizio è FiberCop.

La separazione da Tim

FiberCop nasce nel 2021 come società separata, ma controllata in maggioranza da TIM, con una quota del 58%. Il suo compito era gestire la rete fisica, mentre TIM si occupava della vendita di servizi ai clienti. La separazione definitiva dalla rete TIM è stata finalizzata il 1° luglio 2024, con la cessione dell’intera infrastruttura al fondo statunitense KKR tramite FiberCop. La società ha cambiato assetto proprietario, facendo capo a un consorzio di società guidato da KKR, che ne detiene le quote di maggioranza, insieme al MEF, al fondo F2i e ad altri investitori. Questa separazione non ha comportato alcun cambiamento per i clienti a livello di contratto o bollette, TIM continua a vendere servizi di telefonia e connessione, ma appalta la gestione della rete a FiberCop. Poiché si tratta di un’infrastruttura separata, è vigilata da organi di competenza, Agcom e Antitrust. Il loro compito è garantire che FiberCop, data la sua posizione dominante sul mercato, offra l’accesso alla rete a condizioni paritarie a tutti gli operatori (quindi non solo Tim ma anche, ad esempio, Fastweb e Iliad), senza discriminazioni. In questo modo, chi vende servizi di connessione internet parte dalle stesse condizioni, pagando lo stesso prezzo per usare la stessa rete.

FiberCop, leader italiano nella fibra ottica

La struttura azionaria di FiberCop è così ripartita: il 37,8% fa capo al fondo infrastrutturale USA KKR Infrastructure; il 17,5% al fondo pensione Canada CPP Investments, il 17,5% al fondo sovrano di Abu Dhabi ADIA, il 16% al Ministero dell’Economia e Finanze e l’11,2% al fondo infrastrutturale italiano F2i. Rappresenta il primo esempio nell’UE di separazione della proprietà dell’infrastruttura dall’operatore storico nazionale di telecomunicazioni.

FiberCop ha posato circa 28 milioni di chilometri di fibra ottica, pari a più di 700 volte la circonferenza della Terra, e dispone di una copertura a banda ultralarga che arriva a toccare oltre il 96% delle linee attive, dato che include sia la tecnologia FTTH sia quella FTTC (Fiber To the Cabinet). La rete in fibra ottica FTTH raggiunge il 46% degli immobili nazionali. A dicembre 2025 conta 13,7 milioni di linee attive, confermandosi leader italiano nell’accesso fisso a banda larga, davanti all’altro grande operatore wholesale Open Fiber.

Un anno di trasformazioni

“Il 2025 è stato un anno di forte trasformazione per le telecomunicazioni, soprattutto tenuto conto degli effetti prodotti dalla separazione della rete di accesso”. Sono le parole del presidente dell’Organo di Vigilanza, Antonio Martusciello, sulla parità di accesso alla rete FiberCop nel corso della presentazione annuale 2026. Inoltre, ha precisato che l’Organo di vigilanza ha assunto un ruolo più consolidato, qualificandosi come presidio concreto della trasparenza, della non discriminazione e del corretto funzionamento del mercato wholesale (affitta la sua rete all’ingrosso agli operatori di telecomunicazioni). Durante l’evento è intervenuta anche Lucia Albano, sottosegretario al MEF, che ha evidenziato come l’estensione della fibra ottica a milioni di cittadini e imprese garantisca condizioni di pari opportunità nelle zone più fragili e il libero accesso alla connettività.

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