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Le stablecoin stanno diventando infrastruttura
© Immagine generata con l’intelligenza artificiale
3 Giugno 2026

Le stablecoin stanno diventando infrastruttura

Nell’intervista il CEO Gabriele Sabbatini spiega come Hercle usi le stablecoin e la blockchain per rendere i pagamenti internazionali istantanei ed economici per aziende e banche. Operando su oltre 30 corridoi valutari, specie nei mercati emergenti, la società unisce finanza tradizionale e asset digitali in modo invisibile, sfruttando la normativa MiCAR per guidare l’evoluzione del settore.

Per decenni i pagamenti internazionali sono rimasti ancorati a infrastrutture lente, costose e frammentate. Oggi le stablecoin stanno emergendo come una nuova tecnologia di regolamento capace di ridurre tempi e costi nei trasferimenti transfrontalieri. Un cambiamento che non riguarda soltanto il mondo crypto, ma l’evoluzione stessa dell’infrastruttura finanziaria globale.

Ne abbiamo parlato con Gabriele Sabbatini, CEO di Hercle, società italiana specializzata in pagamenti internazionali basati su tecnologia blockchain.

Che cos’è Hercle e come funziona?

Hercle è l’infrastruttura che consente a banche, società di pagamento e aziende di spostare denaro tra Paesi istantaneamente e a costo inferiore attraverso le stablecoin, valute digitali ancorate 1:1 a valute fiat come euro o dollaro. Il cliente non entra mai in contatto diretto con le stablecoin. Invia e riceve normali bonifici. Nel mezzo, noi convertiamo la valuta locale, la trasferiamo oltre confine su infrastruttura blockchain in pochi secondi e la riconvertiamo nella valuta di destinazione. Pagamenti che richiedevano giorni vengono regolati in pochi minuti e a una frazione del costo.

Nata a Milano nel 2019, oggi siamo regolamentati in Unione Europea e Svizzera e serviamo oltre 200 clienti istituzionali tra Europa, Africa, America Latina e Asia.

Perché i pagamenti internazionali sono ancora così lenti? Qual è il problema che andate a risolvere?

L’infrastruttura sottostante non è cambiata in modo significativo da decenni. I pagamenti continuano a transitare attraverso catene di banche corrispondenti e ogni passaggio aggiunge tempo, costi e complessità. Un pagamento da Milano a Lagos può richiedere fino a sette giorni e perdere il 4–5% del proprio valore in commissioni e costi di intermediazione.

Esiste un divario crescente tra il modo in cui operano le imprese, ormai in tempo reale e su scala globale, e il modo in cui si muove il denaro. I nostri clienti sono le organizzazioni che vivono questa inefficienza ogni giorno: fintech, provider di servizi di pagamento, operatori di rimesse e tesorerie aziendali. Ciò che li accomuna è la necessità di velocità, trasparenza e accesso a valute che il sistema tradizionale spesso fatica a servire. Oggi operiamo su oltre trenta corridoi valutari tra Europa e Sud globale, dove questi limiti sono particolarmente evidenti.

Quali sono oggi le aree del mondo dove la domanda di infrastrutture di pagamento più efficienti è più forte?

I venti miliardi di dollari processati finora, gran parte dei quali negli ultimi diciotto mesi, indicano che il mercato sta entrando in una fase di adozione istituzionale più ampia. Le risorse raccolte ci consentono di accelerare in aree dove il divario tra domanda e infrastruttura disponibile è ancora molto ampio: America Latina, Medio Oriente e Africa.

Si tratta di regioni caratterizzate da elevati flussi transfrontalieri, sistemi bancari frammentati e contesti normativi che stanno maturando rapidamente. In molti casi, effettuare un pagamento tra due economie emergenti può essere più complesso e costoso di quanto avvenga tra due capitali europee. Non entriamo in questi mercati in modo opportunistico. Lo facciamo perché esiste una domanda concreta da parte di istituzioni finanziarie e imprese che cercano infrastrutture più efficienti e affidabili.

MiCAR cambia le regole del gioco. Qual è l’opportunità per Hercle e per l’Italia?

MiCAR rappresenta uno degli sviluppi normativi più importanti per il settore degli asset digitali. Per la prima volta esiste un quadro armonizzato a livello europeo che definisce requisiti di governance, trasparenza e solidità patrimoniale. Per Hercle è un vantaggio competitivo. Contiamo di ottenere a breve la licenza MiCAR, che ci consentirà di operare in tutta l’Unione Europea all’interno di un quadro normativo uniforme.

Per l’Italia può essere un’opportunità strategica. Il Paese dispone di competenze finanziarie, capacità tecnologiche e un sistema regolatorio che può favorire la nascita di campioni europei nell’ambito delle infrastrutture digitali. Quello che fino a pochi anni fa veniva percepito come un settore di frontiera sta diventando progressivamente istituzionale. Le aziende che sapranno coniugare innovazione e compliance avranno un vantaggio significativo.

Tra cinque anni, come sarà il sistema globale dei pagamenti?

Credo che il confine tra pagamenti tradizionali e asset digitali sarà sempre meno rilevante. L’utente finale probabilmente non saprà, né avrà motivo di sapere, se una transazione è stata regolata tramite infrastrutture tradizionali o blockchain. Noterà semplicemente che il denaro si muove più rapidamente, con minori costi e meno attriti. Le stablecoin potrebbero diventare l’infrastruttura invisibile che collega valute, mercati e sistemi finanziari diversi.

Le grandi istituzioni finanziarie opereranno su infrastrutture ibride e l’Europa avrà bisogno di strumenti sempre più efficienti per regolare flussi commerciali e finanziari con i mercati emergenti. Nei prossimi anni vedremo probabilmente affermarsi stablecoin europee credibili e conformi alle nuove regole. È una trasformazione già in corso e rappresenta il futuro verso cui stiamo lavorando.

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