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Difesa anti-drone, l’Europa accelera sulla roadmap 2030
© Imagoeconomica
17 Giugno 2026

Difesa anti-drone, l’Europa accelera sulla roadmap 2030

La Commissione europea ha inserito la difesa anti-drone tra i quattro progetti bandiera della Defence Readiness Roadmap 2030. Obiettivo, una rete di sensori e comando integrata, operativa entro il 2027. L’Italia, con Leonardo, è già protagonista industriale.

La difesa contro i piccoli velivoli senza pilota è entrata a far parte dei quattro progetti prioritari della Defence Readiness Roadmap 2030, il piano presentato lo scorso ottobre dalla Commissione europea e dall’Alto rappresentante per la politica estera per rafforzare le capacità militari del continente entro la fine del decennio. Insieme alla European Drone Defence Initiative, la Roadmap individua come prioritari anche l’Eastern Flank Watch per il monitoraggio del confine orientale, lo European Air Shield per la difesa aerea e missilistica e lo European Space Shield per la sorveglianza spaziale.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha presentato il documento come una risposta diretta alle minacce emerse negli ultimi anni, sottolineando la necessità di proteggere ogni centimetro del territorio europeo attraverso un piano con obiettivi e scadenze misurabili. La Roadmap nasce da una richiesta del Consiglio europeo dello scorso giugno ed è stata sostanzialmente recepita dal vertice dei capi di Stato e di governo del 23 ottobre.

Tempistiche e obiettivi industriali

Il calendario fissato dalla Commissione prevede l’avvio dei primi progetti relativi alla difesa anti-drone e all’Eastern Flank Watch nel primo trimestre del 2026, con una capacità iniziale entro la fine dello stesso anno. La piena operatività della rete anti-drone europea è attesa per la fine del 2027, mentre l’Eastern Flank Watch dovrebbe diventare interamente funzionale entro il 2028. Sul piano degli investimenti, la Roadmap punta a portare la quota di procurement comune tra Stati membri al 35% del totale e a far sì che almeno il 55% della spesa per la difesa sia indirizzata verso l’industria europea del settore.

A febbraio 2026 la Commissione ha pubblicato anche l’Action Plan on Drone and Counter-Drone Security, che amplia il perimetro dell’iniziativa includendo la protezione delle infrastrutture critiche e delle frontiere esterne, la sperimentazione di sistemi di rilevamento basati sulle reti cellulari e 5G e lo sviluppo di sistemi di comando e controllo dual-use basati sull’intelligenza artificiale.

Il ruolo industriale dell’Italia

Sul piano industriale, l’Italia si presenta come uno dei protagonisti europei grazie a Leonardo, che guida il progetto E-CUAS, finanziato dal Fondo europeo per la difesa e composto da un consorzio di 24 beneficiari provenienti da 12 Stati membri più la Norvegia. Il progetto, che prosegue il percorso aperto dall’iniziativa Jey-Cuas, punta a progettare e validare attraverso un dimostratore tecnologico una soluzione anti-drone completa, applicabile a scenari fissi, mobili e dispiegabili sul campo, con un’architettura modulare capace di integrare sensori ed effettori di nuova generazione.

Accanto a Leonardo, che nel comparto propone anche il sistema Falcon Shield, altre aziende europee del settore della difesa stanno sviluppando soluzioni proprie per il contrasto ai droni di piccole dimensioni, segno di un comparto industriale in piena fase di consolidamento attorno alle priorità fissate da Bruxelles.

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