
CDM, attesa per il nuovo decreto infrastrutture. Tra le misure: espropri, fondi TAV e intercity
Arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri il testo di un nuovo Decreto Infrastrutture. Lo scopo è quello di dare continuità e accelerazione a una serie di interventi considerati strategici per modernizzare i trasporti e per utilizzare a pieno gli investimenti del PNRR. Secondo indiscrezioni, il decreto conterrebbe norme sui treni Intercity, sulla proroga degli espropri lungo la tratta Roma-Latina e sulle opere compensative della TAV. Sebbene il testo sia ancora in fase di definizione, alcuni punti sarebbero prioritari.
Le misure principali
Sul territorio tra Roma e Latina il PNRR finanzia il raddoppio della tratta Campoleone-Aprilia sulla linea Roma-Nettuno. Trattandosi di una infrastruttura già esistente, sono previste procedure di esproprio adiacenti ai binari attuali al fine di consentire l’avanzamento dei lavori e il miglioramento complessivo della capacità ferroviaria.
Per quanto riguarda le opere compensative legate alla TAV (Treno ad Alta Velocità), sono previsti 32 interventi distribuiti su 11 comuni, per un totale di 50 milioni. Il DL dovrebbe provvedere alla prima tranche di risorse. Le misure previste sarebbero essenziali per garantire equilibrio territoriale e una condivisione degli impatti delle grandi infrastrutture. E secondo Calogero Mauceri, presidente dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione, il primo finanziamento dovrebbe essere di 15 milioni. Incerto invece il futuro della norma per trasferire a Cassa Depositi e Prestiti 1,2 miliardi di risorse del PNRR, stanziati inizialmente per l’efficienza ferroviaria e che il MIT vorrebbe destinare all’edilizia sociale. È stato ritirato l’emendamento al Piano Casa, presentato dai relatori, che prevedeva lo spostamento dei fondi (già riprogrammati dal Governo, ma in attesa del via libera europeo). Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti fa sapere che la misura verrà riproposta “all’interno di un decreto di prossima adozione”, riaffermando la volontà di rimodulare le risorse per rispondere alle nuove esigenze prioritarie.
Cosa prevedeva il decreto di maggio
Le norme previste nel nuovo provvedimento si pongono in una situazione di continuità con il precedente, approvato il 7 maggio con 160 voti favorevoli e che ha ridisegnato la governance delle opere ferroviarie con un accentramento in capo a RFI, per accelerare la realizzazione di alcuni interventi. Una concentrazione analoga di poteri c’è per l’AD di ANAS, Claudio Andrea Gemme, che subentra ai commissari sblocca cantieri, ai commissari ad acta per il PNRR e al commissario per la Variante di Tirano. Tra le misure figurano anche altri interventi strategici: la concessione dell’A22 Brennero-Modena, la messa in sicurezza del Gran Sasso, la linea C della metropolitana di Roma e le infrastrutture legate agli europei 2032.
Il vertice al MIT
Dopo i disservizi e i disagi degli ultimi giorni, nella mattinata di martedì il ministro Matteo Salvini incontrerà al MIT i vertici FS, RFI, ANAS, Trenitalia, FS Engineering e FS Security per fare un punto sui cantieri stradali e ferroviari in vista dell’estate. Inoltre, farà un punto sulla possibilità di immettere nuovi treni di ultima generazione per evitare guasti causa di rallentamenti e ritardi. Chiederà inoltre di presentare un report preciso sullo stato attuale di puntualità dei treni dell’AV, dei regionali e degli intercity. Verrà anche affrontato il tema dell’avanzamento dei lavori.






