
Decreto infrastrutture, approvazione definitiva alla Camera: è legge
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto in materia di commissari straordinari e concessioni con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti. Il governo ha posto la fiducia, portando il testo, lievitato da 11 a 15 articoli dopo il passaggio al Senato, alla conversione entro la scadenza dell’11 maggio.
Il nodo Ponte e la Corte dei conti
L’obiettivo centrale del provvedimento è conformarsi alle deliberazioni della Corte dei conti, che aveva ricusato la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo e il decreto ministeriale sul via libera agli atti aggiuntivi alla convenzione di concessione. Una volta completati gli adempimenti istruttori e adottata la nuova delibera Cipess, il MIT potrà procedere alla sottoscrizione dell’atto aggiuntivo alla convenzione con la società concessionaria, comprensivo del piano economico-finanziario aggiornato, e alla trasmissione degli atti alla Corte dei conti per il controllo di legittimità. Sul piano finanziario, i 2,8 miliardi destinati al Ponte per il periodo 2026-2029 slittano al quinquennio 2030-2034.
Il riordino dei commissari e la governance delle grandi opere
Il decreto ridisegna la governance delle opere ferroviarie con un accentramento netto in capo a RFI: per accelerare la realizzazione di interventi come la Brescia-Verona, la Roma-Pescara e la Salerno-Reggio Calabria, l’amministratore delegato Aldo Isi subentra ai commissari straordinari già nominati, con i medesimi compiti, funzioni e poteri. Prevista inoltre la nomina dell’AD di RFI quale commissario straordinario per le infrastrutture ferroviarie complementari al Ponte. Analoga concentrazione di poteri per ANAS: l’AD Claudio Andrea Gemme subentra ai commissari “sblocca cantieri”, ai commissari ad acta per il PNRR e al commissario per la Variante di Tirano.
Cosa non c’è: i balneari
Il decreto non contiene alcun intervento sulle concessioni balneari. Al Senato la Lega aveva tentato un blitz per prorogarle nelle aree colpite da maltempo e danneggiate dall’erosione costiera: l’emendamento aveva ottenuto il via libera in Commissione Ambiente, ma non ha superato la Commissione Bilancio, che ha espresso parere contrario per ragioni di incompatibilità finanziaria.
Le opposizioni
Duro l’affondo delle opposizioni, che hanno contestato la decretazione d’urgenza e il ricorso sistematico alla fiducia, utilizzata, solo in questa legislatura, su 110 provvedimenti. Il M5S ha definito il decreto “simbolo di un fallimento eclatante”, citando i 14 miliardi di costo stimato del Ponte.






