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Autotrasporto, liberate le strade della Campania, ma scaffali e mercati aspettano ancora i tir
© Imagoeconomica
23 Ottobre 2026

Autotrasporto, liberate le strade della Campania, ma scaffali e mercati aspettano ancora i tir

Nella notte sono stati smontati gli ultimi presidi campani, ma distributori a secco, scaffali vuoti e carichi di frutta e pesce che non arrivano al Nord dicono che la normalità è ancora lontana. Il Garante chiede la precettazione, Meloni parla di intimidazione.

Stamattina le autostrade della Campania erano di nuovo libere dopo che, nel corso della notte, autotrasportatori e agricoltori hanno sciolto i presidi nel Casertano e nel Salernitano, e a Napoli hanno lasciato anche il varco Bausan, all’ingresso del porto, e via Argine, nella zona orientale della città, dove si trova una delle raffinerie. Era la regione in cui la protesta contro il caro gasolio aveva resistito più a lungo. Le forze dell’ordine hanno scortato con diverse pattuglie le autobotti dirette ai depositi, ma all’alba il paesaggio era quello di una settimana di blocchi. Molti distributori esponevano ancora il cartello di esaurito, davanti a quelli aperti si allungavano le code e nei supermercati si cominciava appena a scaricare.

Una ripartenza lenta

Federdistribuzione stima un pieno ripristino delle scorte “intorno a una settimana dall’effettiva ripartenza della circolazione”, e in Campania quella ripartenza è cominciata soltanto stanotte. I carichi rimasti fermi per giorni al sole o nei vani frigoriferi spenti vanno distrutti e nelle prime 48 o 72 ore i nodi logistici rischiano di congestionarsi sotto il peso degli arretrati. In Calabria, dove Fedralog ha sospeso la protesta mercoledì sera, le consegne di frutta, verdura e pesce sono riprese da giovedì ma le disponibilità restano a macchia di leopardo. Intanto alla pompa il prezzo non scende: secondo l’osservatorio del ministero delle Imprese, oggi il gasolio self service costa in media 2,260 euro al litro sulla rete stradale e 2,300 in autostrada.

Il Sud che manca al Nord

Gli effetti si vedono anche nei mercati all’ingrosso del Nord, lontano dai presidi, dove arrivano a fatica i prodotti dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania e dalla Puglia, con ritardi pesanti e banchi sguarniti. Secondo la Borsa della spesa di Bmti, Italmercati e Consumerismo No Profit, l’offerta di ortaggi siciliani si è ridotta in modo sensibile. A compensare, per ora, sono il clima mite, che tiene in produzione gli ortaggi del Nord, e la frutta di conservazione come mele, pere e cachi. Più difficile la situazione del pesce dato che il caro gasolio ha ridotto le uscite dei pescherecci più grandi e, con il fermo biologico in corso sul Tirreno, la pesca costiera si concentra sull’Adriatico. In Toscana mancano da giorni uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni: “Le merci provenienti da diverse regioni del Sud non stanno arrivando regolarmente”, aveva avvertito Raffaele Viggiani, presidente di Fiesa Confesercenti Toscana.

La linea dura del governo

Con i blocchi in via di esaurimento, il governo ha alzato i toni: “Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social. La Commissione di garanzia per gli scioperi, prendendo atto del “senso di responsabilità e della collaborazione dimostrati da alcune sigle dell’autotrasporto”, ha segnalato al ministro delle Infrastrutture e alle autorità territoriali il pericolo per i diritti costituzionalmente tutelati e le ha invitate a ordinare ai singoli manifestanti l’immediata cessazione dei blocchi, con sanzioni da 500 a 1.000 euro al giorno per chi non obbedisce. Secondo la Commissione, ieri restavano presidi spontanei in Puglia e in Campania. Nel Casertano la Questura ha denunciato un centinaio di autotrasportatori, con segnalazioni anche alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Matteo Salvini ha avvertito che, se continueranno minacce e aggressioni, “si passerà al fronte dell’ordine pubblico”.

I soldi e il tavolo del 27

Sul fronte economico il ministero delle Infrastrutture ha avviato i pagamenti dei crediti d’imposta e le prime 2.000 imprese dovrebbero ricevere i fondi nei prossimi giorni. “I crediti saranno disponibili per le prime aziende già dalla settimana prossima”, ha assicurato il viceministro Edoardo Rixi. Il decreto approvato giovedì porta da 430 a 480 milioni la dotazione per il gasolio comprato tra marzo e agosto e stanzia altri 60 milioni per settembre e i primi giorni di ottobre. Ora l’appuntamento è per martedì 27 ottobre, quando le associazioni torneranno al ministero. Le sigle calabresi hanno già fatto sapere di essere pronte a riprendere la mobilitazione se le risposte non saranno all’altezza.

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