
ENI, Descalzi al quinto mandato. Di Foggia nuova presidente: il Cane a sei zampe cambia vertici ma non rotta
L’assemblea degli azionisti di ENI ha approvato il bilancio di esercizio 2025 chiuso con un utile di 4,43 miliardi di euro e il dividendo annuale di 1,1 euro per azione. Il nuovo consiglio di amministrazione, composto da nove membri, è stato nominato per la durata di tre esercizi 2026-2028. La seduta di oggi è chiamata a confermare formalmente Claudio Descalzi nel ruolo di amministratore delegato, avviando così il suo quinto mandato consecutivo alla guida del gruppo.
La novità di rilievo è la presidenza attribuita a Giuseppina Di Foggia, fino a ieri amministratore delegato e direttore generale di Terna, che prende il posto di Giuseppe Zafarana. Il compenso annuo spettante al presidente è stato fissato in 90.000 euro lordi, quello degli altri consiglieri in 80.000 euro lordi, oltre al rimborso delle spese per l’assolvimento dell’incarico.
Chi è Giuseppina Di Foggia
Di Foggia entra in ENIcome prima donna a ricoprire la carica di presidente in una grande partecipata pubblica del settore energetico. Proveniente da Terna, dove ha guidato la società di trasmissione elettrica nazionale, porta con sé un profilo costruito tra gestione industriale e infrastrutture energetiche. Al suo posto in Terna è arrivato Pasqualino Monti, finora amministratore delegato di Enav, in un gioco di nomine a cascata che ha interessato l’intero perimetro delle partecipate pubbliche.
La composizione del nuovo CdA
Di Foggia, Descalzi, Cappiello, Fiorini, Petrella e Sgubin sono stati tratti dalla lista presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare in via diretta del 2,166% del capitale sociale, che ha ottenuto la maggioranza dei voti dei partecipanti all’assemblea con il 51,38%. Dalla lista della minoranza, votata da società di gestione del risparmio e altri investitori istituzionali, sono entrati Carolyn Adele Dittmeier, Emma Marcegaglia e Raphael Louis Vermeir. Marcegaglia, già presidente di Confindustria e con un lungo passato in ENI, torna quindi nel board di ENI.
I conti e la strategia
Sul fronte finanziario, il dividendo di 1,1 euro per azione sarà distribuito in quattro tranche: a settembre e novembre 2026, poi a marzo e maggio 2027. L’assemblea ha inoltre autorizzato il consiglio ad avviare un programma di riacquisto di azioni proprie fino a 4 miliardi di euro entro aprile 2027, con finalità di remunerazione degli azionisti e di copertura dei piani di incentivazione del management. Sul piano industriale, la direzione è quella del piano strategico al 2030, che punta sulla crescita della produzione upstream e sulla diversificazione lungo la filiera. Nei soli primi quattro mesi del 2026, ENI ha realizzato nuove scoperte di giacimenti di petrolio e gas per un miliardo di barili equivalenti di petrolio, superando già il totale dell’intero 2025, quando le scoperte erano state di 900 milioni di barili.
Le critiche
La conferma di Descalzi al quinto mandato non è passata senza polemiche. Organizzazioni come ReCommon hanno denunciato l’assenza di trasparenza nel processo di nomina delle grandi partecipate pubbliche, chiedendo maggiore scrutinio parlamentare, e hanno criticato la direzione strategica del gruppo, ritenuta sempre più orientata verso l’espansione fossile a scapito degli impegni climatici assunti con l’accordo di Parigi. Sono voci destinate ad accompagnare il dibattito nei prossimi mesi, anche alla luce della presentazione del report di sostenibilità “ENI for 2025 – A Just Transition”, diffuso proprio ieri in coincidenza con l’assemblea.





