
Gasolio, finisce lo sconto fisso e tornano le accise mobili
A mezzanotte scade il taglio fisso delle accise sul gasolio, ridotto ormai a 6,1 centesimi al litro IVA compresa, e dal 6 ottobre entra in funzione il meccanismo delle accise mobili. Lo prevede il decreto-legge varato a metà settembre che ha accompagnato la riduzione progressiva dello sconto e rinviato, per il periodo successivo, allo strumento introdotto dalla legge finanziaria del 2008. Per gli automobilisti la differenza è sostanziale. Fino a oggi lo sconto era fisso e noto con anticipo, da martedì dipenderà dall’andamento delle entrate fiscali e potrà anche essere pari a zero.
Come funzionano le accise mobili
Quando il prezzo del petrolio sale, aumentano anche gli incassi dello Stato dall’IVA sui carburanti, che si calcola in percentuale sul prezzo finale. Le accise mobili prevedono che questo extragettito, rispetto alle stime di bilancio, venga restituito agli automobilisti attraverso una riduzione delle accise nel periodo successivo. L’entità e la durata del taglio non sono quindi decise in anticipo dal decreto, ma vengono stabilite con un provvedimento del ministero dell’Economia sulla base delle entrate effettivamente registrate. È un meccanismo, già utilizzato in parte nei mesi scorsi, che ha il vantaggio di non gravare sui conti pubblici ma lo svantaggio di rendere il prezzo alla pompa meno prevedibile, soprattutto in una fase in cui le quotazioni internazionali cambiano da una settimana all’altra.
Le tappe dello sconto
Lo sconto sul gasolio valeva circa 17 centesimi al litro fino al 17 settembre, è sceso a 12,2 centesimi dal 18 al 25 settembre e poi a 6,1 centesimi fino a oggi, mentre la benzina è rimasta esclusa dal decreto. Secondo le stime circolate nelle settimane scorse, il sostegno è costato allo Stato circa 2,5 miliardi di euro. Per i camion sopra le 7,5 tonnellate il decreto ha esteso il credito d’imposta per l’autotrasporto agli acquisti fatti da marzo a ottobre. Già a fine luglio, con il gasolio self a 2,18 euro al litro sulla rete ordinaria, Palazzo Chigi aveva messo sul tavolo l’ipotesi delle accise mobili, poi applicata in parte nei mesi successivi.
Il peso dei tetti ai prezzi
Nell’ultima settimana ENI, IP, Q8 e Tamoil hanno introdotto tetti e sconti volontari che coprono più della metà dei distributori, e secondo i dati del ministero delle Imprese e del made in Italy oggi il gasolio self costa in media 2,242 euro al litro e la benzina 2,048, in calo rispetto ai picchi di fine settembre. I prezzi restano però molto lontani da quelli precedenti alla guerra con l’Iran, quando la benzina costava meno di 1,67 euro e il gasolio circa 1,72. Secondo l’Adusbef, tra marzo e agosto il caro carburanti è costato agli italiani oltre 4,7 miliardi di euro in più alla pompa, e un pieno di gasolio costa ancora più di 26 euro rispetto a prima del conflitto. Le associazioni dei consumatori chiedono alle compagnie di prorogare tetti e sconti almeno fino alla fine dell’anno, mentre gli impegni annunciati scadono il 31 ottobre.




