
La CE stanzia altri 6,1 miliardi per la difesa ucraina
Una data simbolica scelta per ricordare un giorno altrettanto simbolico per l’Ucraina. Scegliere il 24 agosto, il 35° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, per riunire a Kiev la “coalizione dei Volenterosi” ha risposto a una duplice esigenza: inviare un messaggio politico al Cremlino e dare corpo, con scadenze operative immediate, alla linea del rigetto contro ogni ipotesi di capitolazione. Mentre le sirene anti-aeree accompagnano le notti della capitale, i vertici dell’Unione europea e i leader del continente si sono stretti attorno a Volodymyr Zelensky, portando in dote una decisione pesante: il via libera della Commissione UE al maxi-pacchetto da 6,1 miliardi di euro interamente destinato alla difesa aerea e al potenziamento militare del Paese.
I protagonisti del summit
Il vertice fisico nella capitale ucraina ha visto la presenza dei principali leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Andy Burnham. Con loro anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivato per sancire formalmente l’ennesimo passo avanti finanziario di Bruxelles. In videocollegamento si è unito anche il premier italiano Giorgia Meloni, trattenuta in Italia dalle commemorazioni per il decennale del terremoto di Amatrice, ma ferma nel ribadire la convergenza strategica di Roma e della NATO a supporto di Kiev.
Potenziamento dei sistemi di difesa
La cifra sbloccata rappresenta un punto di svolta tattico nell’economia della guerra di logoramento. I 6,1 miliardi di euro non costituiscono una voce generica di bilancio, ma rappresentano la tranche operativa del più vasto Prestito di sostegno all’Ucraina (UASL) da 90 miliardi di euro. La destinazione dei fondi risponde a un’emergenza precisa denunciata dai comandi di Kiev: la saturazione dei cieli. Solo nel mese di luglio la Russia ha lanciato oltre 370 attacchi missilistici massicci contro infrastrutture critiche e centri abitati. Il nuovo finanziamento servirà ad acquistare prioritariamente sistemi di difesa aerea e missilistica, radar di nuova generazione e intercettori balistici. Con una novità sostanziale, perché l’acquisto avverrà tramite contratti diretti con le industrie della difesa europee e ucraine, alimentando una filiera bellica congiunta.
Le dichiarazioni di Zelensky e von der Leyen
Nel suo intervento di accoglienza, Zelensky ha definito la capacità difensiva nazionale come “un gigante che forgia l’indipendenza 24 ore su 24”, e ha sottolineato l’importanza decisiva dell’impiego dei droni in prima linea e a lungo raggio. Tuttavia, il presidente ucraino ha ricordato che per costringere la Russia al tavolo delle trattative serve una pressione asimmetrica: dagli intercettori Patriots ai missili da crociera a lungo raggio. “L’Europa dimostra che il nostro sostegno è incrollabile e concreto – ha dichiarato la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen -. Forniremo a Kiev ciò di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno”.
Tra le prossime sanzioni economiche e la posizione ambigua della Cina
Il summit dei “Volenterosi” ha anche tracciato l’orizzonte delle prossime sanzioni economiche. Tra i nodi politici discussi figurano l’irrigidimento dei tetti al prezzo del petrolio russo, la lotta alle flotte fantasma e un’esplicita pressione diplomatica su Pechino, invitata da Zelensky a far valere il proprio peso globale e smettere di avallare implicitamente le minacce nucleari russe. Con questo ennesimo stanziamento, il sostegno totale garantito dalle istituzioni UE e dai Paesi membri all’Ucraina dall’inizio del conflitto supera la soglia dei 220 miliardi di euro. La sfida ora si sposta sui tempi di consegna: i contratti siglati dovranno trasformarsi in batterie missilistiche operative prima dell’inizio della stagione autunnale, quando si prevede un’ulteriore escalation dell’offensiva russa contro le reti energetiche del Paese.



