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Tenda, Armo-Cantarana e Carcare-Predosa, il Ponente ligure cerca la strada verso il Nord-Ovest
6 Novembre 2026

Tenda, Armo-Cantarana e Carcare-Predosa, il Ponente ligure cerca la strada verso il Nord-Ovest

A Imperia, nell’ambito di Olioliva Week, Rixi, Bucci, Gallo e l’amministratore delegato di ANAS Gemme fanno il punto sui collegamenti tra Liguria, Piemonte e Francia. Il viceministro promette le opere, ma avverte che serviranno almeno sei-otto anni.

Il Ponente ligure guarda oltre i propri confini per uscire dall’isolamento infrastrutturale. Venerdì 6 novembre, nell’auditorium della Camera di commercio Riviere di Liguria a Imperia, il convegno “Oltre i confini”, organizzato dal gruppo europeo di interesse economico Eurocin nell’ambito di Olioliva Week, ha riunito istituzioni italiane e francesi sul futuro della mobilità tra Riviera di Ponente, Costa Azzurra e Piemonte. La tavola rotonda finale, con il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, il presidente della Liguria Marco Bucci, l’assessore piemontese Marco Gallo, l’amministratore delegato di ANAS Claudio Andrea Gemme e la sindaca di Mentone Alexandra Masson, si è concentrata su tre dossier, il tunnel di Tenda, il traforo Armo-Cantarana e il collegamento Carcare-Predosa. “Si devono vedere tutte e tre le opere”, ha detto Rixi, avvertendo però che “la realizzazione di queste infrastrutture richiede almeno sei-otto anni”.

Il Tenda e la seconda canna

Il tunnel di Tenda, riaperto nel giugno 2025 dopo i danni della tempesta Alex del 2020, è ancora a orario ridotto. Fino al 27 novembre nei giorni feriali si può transitare solo dalle 6 alle 8 e dalle 18 alle 21, nel fine settimana dalle 6 alle 23, per consentire gli ultimi lavori sui tornanti del versante francese che, secondo Rixi, dovrebbero concludersi entro la fine del mese. Il passo successivo è la seconda canna, su cui Bucci ha chiesto di accelerare le procedure con la Francia.

Armo-Cantarana e Carcare-Predosa

Più vicino è il traforo Armo-Cantarana, la variante della statale 28 del Colle di Nava tra Pieve di Teco e Ormea. Il nuovo tracciato, poco più di 9 chilometri con una galleria di oltre 3,3 chilometri, ridurrebbe a circa sei minuti un percorso che oggi ne richiede venticinque. Il progetto ha ottenuto a dicembre il via libera tecnico del Consiglio superiore dei lavori pubblici ed è ora in valutazione di impatto ambientale, dopo che ANAS ha integrato la documentazione su richiesta del ministero. “Abbiamo chiesto di spingere soprattutto su questo collegamento”, ha spiegato Rixi, definendolo fondamentale “per unire la provincia di Imperia al Piemonte senza attraversare quella di Savona”. Restano però da trovare, ha ricordato Gallo, “risorse per circa 500 milioni di euro”. Molto più lontana è la Carcare-Predosa, il collegamento tra la Val Bormida e l’autostrada A26 di cui si parla da vent’anni e il cui costo è stimato in oltre 5 miliardi. “Come autostrada non avrebbe un ritorno economico sufficiente a sostenere il piano economico-finanziario dei privati”, ha detto Rixi, annunciando che si sta studiando una superstrada.

La ferrovia e il nodo dei tempi

Sul fronte ferroviario Bucci ha rivendicato il via libera del coordinatore europeo al raddoppio della linea nel Ponente, un’opera da circa 2,3 miliardi che potrà contare su un finanziamento dell’Unione europea fino al 50 per cento. Per un territorio che secondo l’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola è “rimasto indietro di trent’anni”, il nodo resta quello dei tempi, mentre il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha denunciato i costi che i ritardi scaricano sull’economia locale.