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Consob senza guida da quattro mesi mentre cresce il risiko delle nomine pubbliche
© Imagoeconomica
30 Giugno 2026

Consob senza guida da quattro mesi mentre cresce il risiko delle nomine pubbliche

Il mandato di Paolo Savona è scaduto l’8 marzo e la Commissione opera ancora con la presidente vicaria Chiara Mosca. Sullo sfondo le dimissioni di Donnarumma da FS aprono un nuovo fronte di nomine.
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La Consob, l’autorità che vigila sui mercati finanziari italiani, sulle società quotate e sulla tutela dei risparmiatori, è senza un presidente titolare dall’8 marzo 2026, giorno in cui si è concluso il mandato settennale e non rinnovabile di Paolo Savona. Da allora la guida dell’istituzione è affidata in via temporanea a Chiara Mosca, componente della Commissione dal 2021 e presidente vicaria in virtù della maggiore anzianità di carica. Il meccanismo di supplenza, previsto dall’ordinamento per evitare vuoti di potere, ha permesso alla Consob di continuare a operare regolarmente, ma il prolungarsi della situazione ha iniziato a sollevare interrogativi anche a livello istituzionale.

Il 18 giugno, in audizione alla commissione Banche del Senato, lo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto che la mancata nomina del presidente rappresenta un’anomalia, pur ricordando che il potere di proposta in materia spetta al presidente del Consiglio e non al ministero dell’Economia. Giorgetti ha comunque sottolineato che la presidente facente funzioni Mosca si sta comportando egregiamente nella gestione dell’autorità.

Una candidatura ritirata e lo stallo nella maggioranza

Il nome che per mesi era stato considerato il più probabile per la presidenza era quello di Federico Freni, sottosegretario all’Economia espressione della Lega, la cui candidatura era stata presentata da Giorgetti già a gennaio. Il 13 maggio, tuttavia, Freni ha annunciato il proprio passo indietro, spiegando in un’intervista di non voler essere un elemento di divisione e di aver fatto prevalere il dovere istituzionale. Il ritiro è arrivato dopo il veto espresso dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si era detto contrario alla nomina di un esponente politico alla guida dell’authority di vigilanza sui mercati.

Da allora la scelta del successore resta sospesa. Il procedimento di nomina prevede una proposta della presidente del Consiglio, la delibera del Consiglio dei ministri e il decreto finale del presidente della Repubblica, ma a oggi non risulta formalizzata alcuna candidatura ufficiale alternativa a quella di Freni.

Il risiko nomine innescato dall’uscita di Donnarumma

La vacanza ai vertici della Consob si inserisce in un contesto più ampio di rinnovi istituzionali e societari ancora aperti. Da pochi giorni si è infatti consumato un altro avvicendamento di rilievo, quello alla guida di Ferrovie dello Stato. Stefano Donnarumma ha rassegnato le dimissioni da amministratore delegato del gruppo dopo un confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al termine di settimane di tensioni. L’uscita formale, secondo quanto comunicato dal Ministero, dovrebbe perfezionarsi in occasione dell’assemblea dei soci convocata per il 23 luglio. Per la successione il nome indicato è quello di Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, manager con un percorso interamente maturato all’interno del gruppo FS, già a capo di Rete Ferroviaria Italiana e di Mercitalia Logistics.

L’avvicendamento ai vertici di FS riapre inevitabilmente la partita delle nomine nelle principali società controllate dal gruppo, da Trenitalia a Rete ferroviaria italiana, fino a FS Logistix e FS Security, i cui consigli di amministrazione sono in scadenza nelle prossime settimane. Una congestione di rinnovi che si somma a quella già in corso per le autorità indipendenti: secondo i dati del Servizio controllo della Camera, al 1° giugno risultavano 117 incarichi scaduti o in scadenza entro fine anno in 36 enti pubblici, tra cui, oltre a Consob e Antitrust, anche INPS ed ENAC.

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