
Decreto Infrastrutture, via libera dal Senato con fiducia: Ponte, balneari, diga di Genova. Ora la corsa alla Camera
Il decreto legge n. 32 del 2026 (noto come decreto Commissari o decreto Infrastrutture, ma ribattezzato da molti decreto Ponte per via della misura più visibile) ha superato il voto di fiducia al Senato nella serata del 29 aprile. Il percorso in commissione Ambiente è stato tutt’altro che lineare: una valanga di emendamenti, un incidente politico interno alla Lega sulle concessioni balneari, diversi rinvii. Il perimetro complessivo del provvedimento è rimasto sostanzialmente quello disegnato dal governo, ma il passaggio parlamentare ha introdotto modifiche rilevanti, soprattutto sul versante delle opere e dei fondi.
Il Ponte sullo Stretto, governance e risorse confermate
Il capitolo più atteso riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina. Il decreto conferma lo slittamento del cronoprogramma finanziario dal periodo 2026-2029 al 2030-2034, con una dotazione complessiva di 2,8 miliardi di euro. Sul fronte della governance, l’emendamento che prevedeva lo scorporo di ANAS dal Gruppo Ferrovie dello Stato non ha superato il vaglio della commissione. Il testo ha però rafforzato il ruolo dell’amministratore delegato di ANAS Claudio Andrea Gemme, che assume per una serie di opere la funzione di Commissario straordinario con i poteri di accelerazione previsti dallo Sblocca cantieri e la facoltà di nominare sub-commissari. L’ad di RFI assume invece il ruolo di commissario straordinario per le infrastrutture ferroviarie complementari all’opera.
Nel frattempo, l’assemblea ordinaria della Società Stretto di Messina Spa, il soggetto incaricato della costruzione, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, chiuso con un utile di 8,5 milioni di euro. L’assemblea ha confermato Pietro Ciucci come amministratore delegato e ha nominato Maurizio Basile nuovo presidente, in sostituzione di Giuseppe Recchi. A Ciucci sono state conferite tutte le deleghe per la gestione ordinaria e straordinaria della società.
Le nuove opere entrate in extremis
Il passaggio in commissione ha allargato il perimetro del decreto con una serie di interventi che non figuravano nella versione originale del governo. Il più rilevante riguarda la diga foranea di Genova: l’emendamento autorizza una spesa aggiuntiva di 63 milioni di euro per il 2027 e 100 milioni per il 2028, destinati al completamento della Fase A con interventi di consolidamento dei fondali e le attività previste dalla variante di progetto. Il commissariamento, che copre anche il coordinamento del Tunnel sub-portuale, è prorogato al 31 agosto 2027, con analoga estensione dei poteri di affidamento e avvio dei lavori. Il viceministro Edoardo Rixi ha commentato la misura come “un passo decisivo per il completamento della nuova diga”.
Tra le altre new entry con dotazioni finanziarie definite: 13 milioni (6 nel 2027, 4 nel 2028, 3 nel 2029) all’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale per il completamento dell’ultimo miglio Genova-Campasso; 8,57 milioni (1,05 nel 2026 e 7,52 nel 2027) per la ricostruzione del pontile di Marina di Massa, con nomina del sindaco pro tempore del Comune di Massa a commissario straordinario; 20,5 milioni (10,5 nel 2027 e 10 nel 2028) per la ricostruzione del Ponte sul fiume Trigno, distrutto dal maltempo in Molise; 12 milioni (0,5 nel 2026 e 11,5 nel 2027) per la S.P.2 tra Platì e Santa Cristina d’Aspromonte in Calabria, con ANAS autorizzata all’avvio previa convenzione con Regione e Città Metropolitana di Reggio Calabria. Sul fronte brindisino, 600mila euro per il 2026 avviano la progettazione della circumvallazione di San Vito dei Normanni, sulla direttrice ionica-adriatica.
Sul fronte ferroviario, alcune linee già previste nel testo governativo, tra cui la Brescia-Verona, la Roma-Pescara e la Salerno-Reggio Calabria vedranno l’AD di RFI nel ruolo di commissario straordinario. Un emendamento trasversale (Lega, FI, M5S, IV, PD, AVS) proroga al 30 settembre 2026 il termine per i lavori di messa in sicurezza dei ponti nel bacino del Po.
La commissione ha approvato anche un emendamento sull’autostrada A22 Brennero-Modena: l’invito a presentare l’offerta finale per la concessione dovrà essere corredato dallo schema di convenzione predisposto dall’ente concedente, previo parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e successiva approvazione del CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, sentito il NARS (Nucleo di consulenza per l’Attuazione delle linee guida per la Regolazione dei Servizi di pubblica utilità).
Sul fronte energetico, un emendamento prevede che, con DPCM su proposta del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, vengano individuati gli interventi di sviluppo, potenziamento o modifica dei gasdotti di importazione dichiarati di interesse strategico nazionale. Qualora le autorità competenti alle valutazioni ambientali accertino che i nuovi lavori non comportano incrementi di impatto, è assolto ogni ulteriore obbligo di compensazione territoriale.
Balneari, il blitz della Lega non passa
Il capitolo più turbolento dell’iter ha riguardato le concessioni demaniali marittime. La Lega aveva inserito nella versione del testo uscita dalla commissione Ambiente un emendamento che prevedeva la proroga delle licenze marittime fino al 30 settembre 2030 (in alcuni casi fino al 31 marzo 2031) per i territori di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali del gennaio 2026, a fronte di impegni di investimento da parte dei concessionari. La misura è sopravvissuta al vaglio della commissione Ambiente ma è stata bloccata dalla commissione Bilancio per mancanza di coperture finanziarie. Risultato: il blitz è durato meno di tre ore. L’opposizione ha parlato di “ipocrisia legislativa”, ricordando che la direttiva Bolkestein vieta il rinnovo automatico delle concessioni e impone procedure di gara aperte e competitive. Dal centrodestra, il presidente della commissione Affari esteri Maurizio Gasparri ha ribadito che il governo “dovrebbe prendere un’iniziativa decisa per tutelare una specificità italiana”, mentre il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha parlato della necessità di una deroga alla direttiva. L’articolo 8 del decreto, nella sua formulazione originaria, resta in vigore: prevede che il Ministero delle infrastrutture predisponga uno schema di bando-tipo per uniformare le procedure di gara su tutto il territorio nazionale.
Autorizzazioni automatiche per Case e Ospedali di Comunità
Un’altra novità introdotta in extremis è la semplificazione delle procedure per le strutture sanitarie finanziate dalla Missione 6 del PNRR. Per le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, l’autorizzazione all’esercizio si intende rilasciata contestualmente alla presentazione dell’istanza da parte dell’Azienda Sanitaria, con verifica successiva dei requisiti entro dodici mesi. Lo stesso meccanismo si applica all’accreditamento. Si tratta di una corsia veloce pensata per rispettare i target PNRR, che coinvolge strutture finanziate con circa 2 miliardi di euro.
Le imprese restano senza risposta sul caro materiali
Su questo punto, il decreto esce dalla commissione con una lacuna che il settore delle costruzioni non ha mancato di sottolineare. L’ANCE, l’associazione dei costruttori edili che ha riunito ieri il proprio Consiglio generale, ha espresso preoccupazione per l’assenza di misure contro il caro materiali. I costruttori chiedevano due interventi: la possibilità di sospendere temporaneamente i lavori nei cantieri più colpiti dall’aumento dei prezzi, e lo stop al recupero dell’anticipazione del prezzo per dare liquidità alle imprese. Entrambe le proposte non hanno trovato spazio tra gli emendamenti approvati.
I prossimi passaggi
Il testo è ora atteso alla Camera, dove il 5 maggio inizierà la discussione generale. La scadenza costituzionale per la conversione in legge è il 10 maggio 2026: se il Parlamento non approva entro quella data, il decreto decade. I tempi sono strettissimi, e non è escluso che il governo ricorra nuovamente alla fiducia per blindare il testo e garantire l’approvazione nei tempi previsti.







