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Sì della Camera al ddl Roma Capitale
© Imagoeconomica
30 Aprile 2026

Sì della Camera al ddl Roma Capitale

È iniziato l’iter di approvazione del disegno di legge costituzionale che dà a Roma autonomia legislativa e finanziaria.

Inizia il cammino per dare a Roma Capitale più poteri. Con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti è partito l’iter di approvazione del ddl costituzionale Roma Capitale.

Roma è una città con un’immensa eredità storica e politica, l’estensione della sua rete stradale supera la somma di quelle di Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna e Firenze. Gli abitanti sono 2,75 milioni, tanti quanti quelli di Milano, Torino e Genova messi insieme. Nel territorio romano sono presenti, inoltre, gli organi costituzionali dello Stato e le rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri.

La riforma

È in questo contesto che si inserisce il disegno di legge costituzionale che modifica l’art.114 della Costituzione al fine di trasformare Roma in un ente a sé stante, dotato di poteri legislativi nelle materie che, attualmente, sono di competenza della Regione Lazio. Con l’approvazione della legge, la città metropolitana verrebbe considerata al pari di una regione a statuto ordinario, con autonomia legislativa e finanziaria. In particolare, avrebbe la facoltà di emanare leggi su settori che, per i romani, sono cruciali come: Trasporto Pubblico Locale, urbanistica e governo del territorio, turismo e beni culturali, polizia amministrativa e commercio.

Scontri interni

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri si è detto contento dell’approvazione in prima lettura alla Camera: “è un fatto positivo che consente l’avvio dell’iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo. Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto”. Il sindaco si riferisce all’astensione del Partito Democratico che è arrivata in maniera del tutto inaspettata anche per la premier: “Com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell’esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri”, scrive in un comunicato Giorgia Meloni dopo aver esternato il suo stupore di fronte all’astensione dei deputati del Partito Democratico. La legge, infatti, è stata fortemente voluta anche da Roberto Gualtieri, esponente del PD, con l’intento di dare lustro e potere alla città che ospita il 30% del patrimonio artistico mondiale e il 70% di quello italiano. Lo scopo è rendere Roma libera di legiferare su ciò che la riguarda direttamente al pari delle altre capitali europee.

Il contesto europeo

Infatti, Parigi, Madrid, Berlino e Londra godono, nel rispetto delle loro forme di governo, di particolari autonomie legislative e finanziarie. I poteri nel campo dell’edilizia sono strettamente dipendenti dal loro grado di autonomia legislativa. La tendenza europea è quella di rafforzare l’autonomia per far fronte alla crisi abitativa e alla transizione ecologica. Berlino e Vienna sono Länder, vere e proprie città-stato: godono di un proprio parlamento e possono legiferare autonomamente su istruzione, polizia e urbanistica. Nel 2024 Berlino ha varato la legge sull’accelerazione dei lavori di costruzione, semplificando così 45 norme statali per velocizzare i permessi. Madrid è una comunidad autonoma, ciò vuol dire che ha un’autonomia quasi regionale, con poteri legislativi diretti su sanità e sviluppo economico. In campo urbanistico, nel 2024 ha utilizzato una legge sulle misure di sviluppo urbano, al fine di trasformare gli edifici in abitazioni sociali senza cambiare la destinazione d’uso. Londra è una municipalità, ma anche un’autorità di area vasta. Il suo assetto giuridico è regolato dal Greater London Authority Act 1999, che attribuisce al Sindaco e alla Greater London Authority poteri unici nel campo dell’edilizia e della pianificazione urbana. Parigi concentra in sé massimi poteri legislativi, amministrativi e finanziari del Paese, agendo sia come centro decisionale nazionale che come ente locale a statuto speciale.

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