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L’UE annuncia 46 nuovi progetti strategici per le materie prime critiche
Nichel grezzo
© Imagoeconomica
10 Ottobre 2026

L’UE annuncia 46 nuovi progetti strategici per le materie prime critiche

Su 102 Paesi che si sono candidati per i progetti strategici, sono 16 quelli che sono stati scelti. Tra questi figura anche l’Italia. Salgono così a 93 il totale dei progetti per ridurre la dipendenza dalla Cina.

Rafforzare le catene di approvvigionamento dell’Unione Europea e diversificare le fonti. Sono queste le ragioni dietro la scelta dei nuovi 46 progetti strategici in 16 Stati membri per l’approvvigionamento di materie prime critiche che hanno lo scopo di raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Critical Raw Materials Act (CRMA, in vigore dal 23 maggio 2024): entro il 2030 la capacità produttiva dell’UE dovrà soddisfare almeno il 10% del consumo annuo di materie strategiche per l’estrazione, il 40% della trasformazione e il 25% del riciclo. Il CRMA ha lo scopo di ridurre la dipendenza dalla Cina, per il rifornimento di minerali e componenti critici che vengono utilizzati nel settore della difesa, dell’aerospazio, nel settore automobilistico e delle energie rinnovabili.

I Paesi interessati

I nuovi progetti riguardano Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Svezia, Paesi che sono stati selezionati tra le 102 candidature ricevute dopo il bando, concluso a inizio 2026. I progetti interessano diverse fasi della catena del valore delle materie prime: 8 riguardano l’estrazione, 11 la trasformazione e 19 il riciclo. Sono previsti anche 8 progetti integrati: 3 che combinano estrazione e trasformazione e i restanti che combinano trasformazione e riciclo. Le materie prime strategiche interessate sono 15 sulle 17 previste dal CRMA. I progetti a supporto della catena del valore delle batterie sono: 7 sul litio, 12 sul nichel, 10 sul cobalto, 5 sul manganese e 4 sulla grafite. I 2 progetti sul magnesio e i 3 sul tungsteno andranno a contribuire al settore della difesa e dell’aerospazio, mentre i 4 sugli elementi delle terre rare sosterranno la catena dei magneti permanenti.

Insieme ai 47 progetti selezionati a marzo 2025, il numero totale sale a 93 ai quali si aggiungono i 13 selezionati lo scorso anno in Paesi terzi e dell’oltremare. Tutti questi progetti contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi dell’UE, spiega la Commissione Europea, e potrebbero soddisfare i parametri di riferimento per l’estrazione di litio, nichel, elementi delle terre rare, magnesio e tungsteno. Inoltre, potrebbero coprire l’89% del parametro che stabilisce la lavorazione del cobalto e il 57% di quello per il tungsteno e il 51% del magnesio e soddisfare pienamente quelli per il riciclo di litio, cobalto ed elementi delle terre rare.

Lo stato dell’elenco del 2025

Gli investimenti previsti per rendere operativi i progetti ammontano a circa 21,1 miliardi di euro, stima la Commissione, mobilitati da una combinazione di fonti pubbliche e private. Per quanto riguarda quelli del 2025, sono stati mobilitati 2 miliardi di euro tramite il Fondo per l’innovazione. 25 dei 47 progetti hanno completato la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), mentre 17 hanno ottenuto il permesso di costruzione. È tramite la RESoruceEU, iniziativa presentata a dicembre 2025, che si stanno accelerando gli sforzi: diversi progetti hanno fatto dei passi avanti grazie alla stipula di accordi di fornitura. Inoltre, il Meccanismo per le materie prime, che affronta le sfide del settore e mira a supportare le aziende nell’individuare delle soluzioni, è stato istituito per aggregare domanda e offerta al fine di individuare potenziali acquirenti, in questo modo si sono generati 30 abbinamenti per 10 materiali. La Commissione ha già annunciato che prevederà di lanciare un ulteriore bando per la presentazione di proposte di progetti strategici verso la fine del 2026.

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