
Fine vita, ANAC e bollette, il Consiglio dei ministri che divide la maggioranza
Il Governo presieduto da Giorgia Meloni ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge della Regione Veneto sul suicidio medicalmente assistito, la prima approvata da una regione guidata dal centrodestra, con i ministri della Lega che si sono smarcati dalla decisione. Nella stessa seduta è stata avviata la procedura di nomina del nuovo presidente e dei componenti dell’Autorità nazionale anticorruzione, con la scelta di Trifone Altieri, dirigente della Lega, che ha provocato la reazione delle opposizioni, mentre il decreto per ridurre il costo di luce e gas è stato rinviato per la seconda volta. Il Consiglio ha inoltre approvato in via definitiva il recepimento della direttiva europea sulla qualità dell’aria, ha dato il via libera ambientale a tre impianti agrivoltaici in Puglia e Basilicata e alla razionalizzazione della rete elettrica della Val Formazza, e ha avviato la riforma del personale della Croce Rossa ausiliario delle Forze armate.
Il fine vita e la Lega divisa
La legge regionale veneta “Procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito” era stata approvata dal Consiglio regionale il 2 settembre con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 4 astenuti. Il governo l’ha impugnata richiamando diversi parametri costituzionali come aveva già fatto con le leggi di Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Questa volta però il ricorso colpisce una regione governata dalla Lega, con il presidente Alberto Stefani, e il partito di Matteo Salvini si è smarcato. Il vicepresidente del Consiglio non ha partecipato né alla discussione né al voto, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli si è espresso contro l’impugnazione, sostenendo che si tratta di una legge che si limita a fissare procedure coerenti con le norme in vigore. Forza Italia ha fatto mettere a verbale, per voce di Antonio Tajani, che su “una materia tanto delicata” serve “una normativa nazionale” per evitare “il proliferare di leggi regionali”. Il presidente del Consiglio regionale veneto Luca Zaia ha detto di rispettare la decisione, “una prerogativa costituzionale del governo”, ma ha aggiunto: “Personalmente rivendico con convinzione la scelta compiuta dal Consiglio regionale del Veneto, che ho personalmente sostenuto e votato”, augurandosi che la vicenda diventi “uno stimolo per il Parlamento ad affrontare finalmente il tema, senza altri rinvii”. Stefani confida che le modifiche introdotte in aula, tra cui il parere sulle cure palliative e un comitato regionale di bioetica, consentano alla legge di superare l’esame della Consulta.
ANAC e CONSOB, le nomine della Lega
Su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, di concerto con i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, il governo ha avviato la procedura per nominare Trifone Altieri presidente dell’ANAC e, come componenti, il generale di divisione Ivano Maccani, Eugenio Rubolino, Carmela Margherita Rodà e Maria Rosaria Maugeri. Altieri è stato responsabile del dipartimento Difesa della Lega ed è entrato in primavera nel consiglio di amministrazione di Leonardo SpA. In attesa che l’iter si concluda, un decreto-legge proroga il mandato del presidente uscente Giuseppe Busia e degli attuali componenti, nominati nel 2020, limitatamente all’ordinaria amministrazione e agli atti urgenti e comunque per non più di 45 giorni. Sempre su proposta della presidente del Consiglio è partita la procedura per nominare in CONSOB Giulio Centemero, deputato della Lega e capogruppo in commissione Finanze alla Camera. Le opposizioni hanno reagito duramente: per la senatrice del PD Enza Rando “la scelta del governo di nominare alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione un dirigente della Lega è irresponsabile e gravissima”, perché l’ANAC “deve essere un presidio di garanzia” e “non un terreno di occupazione politica”, mentre il leader di Azione Carlo Calenda ha scritto su X “Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna”. Tra le altre nomine figurano quattro nuovi consiglieri di Stato, tra cui il prefetto Claudio Palomba, e la proroga fino al 2029 del commissario per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano a Ventotene.
Bollette ancora in attesa, via libera all’agrivoltaico
Per la seconda volta in otto giorni, dopo il rinvio del 28 ottobre, il Consiglio dei ministri ha rinviato il decreto-legge “recante disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese”. Il comunicato di Palazzo Chigi motiva lo slittamento con “la necessità di una ulteriore interlocuzione con l’Unione europea e delle conseguenti verifiche da parte del Ministero dell’economia e delle finanze”, e secondo fonti di governo il testo potrebbe tornare in Consiglio già lunedì 9 novembre. Il nodo riguarderebbe le coperture e il meccanismo che dovrebbe ridurre il prezzo dell’elettricità legandolo al costo del gas usato per produrla, su cui i produttori hanno sollevato obiezioni. Sul fronte ambientale il governo ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, tenendo conto dei pareri della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari. Ha inoltre espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale, con prescrizioni, su quattro progetti. Si tratta degli impianti agrivoltaici “Foggia-Manfredonia” da 103,31 megawatt con un sistema di accumulo da 20 megawatt, “Sansone” da 47,33 megawatt ad Ascoli Satriano e di un terzo da 44,01 megawatt tra Santeramo in Colle e Altamura, con opere di connessione a Matera, oltre alla razionalizzazione della rete elettrica a 220 kilovolt della Val Formazza, in Piemonte. Per l’emergenza maltempo che dal 28 marzo ha colpito Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia sono stati stanziati altri 1,77 milioni di euro.
Croce Rossa, crocerossine e gli altri provvedimenti
Su proposta di Meloni e dei ministri della Difesa Guido Crosetto e della Salute Orazio Schillaci, il Consiglio ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo che riforma il Corpo militare volontario e il Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa, ausiliari delle Forze armate. Le infermiere volontarie prenderanno il nome di Corpo delle crocerossine, con il compito di assistenza e conforto agli infermi e alle persone vulnerabili, e un corso di formazione di massimo due anni. Il Corpo militare avrà un ruolo unico formato solo da volontari in congedo, l’arruolamento sarà aperto ai soci volontari della Croce Rossa e l’Ispettore nazionale, nominato con decreto del presidente della Repubblica, avrà il grado di brigadier generale per quattro anni, rinnovabili una sola volta. Per i servizi ausiliari la Croce Rossa sarà sotto la vigilanza del ministero della Difesa. Tra gli altri atti, il governo ha dato il via libera alla proroga tecnica fino al 30 giugno 2027 dei contratti per la documentazione degli atti processuali penali, in attesa della nuova gara, e ha deciso di non impugnare altre sette leggi regionali, tra cui quella del Veneto contro l’occupazione abusiva degli alloggi popolari e quella del Lazio sull’equo compenso dei professionisti. Il decreto legislativo sulla Croce Rossa dovrà ora passare per i pareri previsti prima dell’approvazione definitiva, mentre l’attenzione si sposta sulla seduta di lunedì, quando il governo dovrebbe tornare sul decreto bollette.

