
Inflazione, nei Paesi OCSE sale al 4,5% a settembre trainata dai rincari dell’energia
Non si ferma la risalita dei prezzi nelle economie avanzate e, secondo i dati diffusi oggi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’inflazione complessiva nell’area OCSE ha raggiunto a settembre 2026 il 4,5% su base annua, contro il 4,3% di agosto e il 4,1% di luglio. Si tratta del terzo mese consecutivo di aumento, in un quadro dominato dal caro energia. L’Italia segue la stessa traiettoria con un salto ancora più marcato, visto che in un solo mese il tasso è passato dal 3,3% al 4,2%.
L’energia resta il motore dei rincari
I prezzi dell’energia, spiega l’OCSE, “hanno rappresentato il principale motore dell’accelerazione dell’inflazione nell’area OCSE, dove l’inflazione energetica è aumentata in modo marcato, raggiungendo il 17,4% a settembre, contro il 13,6% di agosto”. Una dinamica legata alla crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente, che ha fatto salire le quotazioni di petrolio e gas naturale e, a cascata, i costi di carburanti, utenze e trasporti, con effetti che si propagano lungo le filiere produttive e distributive.
Nel G7 prezzi in aumento ovunque tranne che in Canada
Nei Paesi del G7 l’inflazione annua è salita al 3,5% a settembre dal 3,1% di agosto, con un aumento registrato in tutti gli Stati del gruppo ad eccezione del Canada. Secondo l’organizzazione, il rincaro dell’energia ha pesato per almeno la metà sull’aumento dell’inflazione complessiva tra agosto e settembre in Germania, Stati Uniti, Francia, Italia e Regno Unito, a conferma di quanto la spinta sui prezzi resti per ora concentrata in questa voce.
In Italia la corsa prosegue anche a ottobre
Il dato dell’OCSE sull’Italia coincide con quello definitivo dell’ISTAT che per settembre ha confermato un‘inflazione al 4,2% con i beni energetici in crescita del 22,6% su base annua. Le stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica relative a ottobre indicano però un’ulteriore accelerazione, con l’indice dei prezzi al consumo salito al 5,4%, il valore più alto dall’agosto 2023, quando si era attestato al 5,5%. A pesare sono ancora i beni energetici, passati in un mese dal 22,6% al 31,4%, con quelli regolamentati balzati dal 25,8% al 59,5%. Accelera anche il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, salito dall’1,5% al 2,5%, mentre l’inflazione di fondo, calcolata al netto di energia e alimentari freschi, si ferma al 2%, dall’1,6% di settembre. Un livello ancora contenuto, che indica come il fenomeno resti per ora trainato dall’energia, ma che segnala i primi effetti di trasmissione dei rincari al resto dell’economia.




