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Pasqua in negativo: il turismo italiano soffre la guerra in Medio Oriente
© Imagoeconomica
6 Aprile 2026

Pasqua in negativo: il turismo italiano soffre la guerra in Medio Oriente

La guerra in Medio Oriente paralizza i principali hub aerei del Golfo (Dubai, Doha, Abu Dhabi), causando la cancellazione di oltre 70.000 voli e il raddoppio dei costi del carburante. L’indagine condotta da Assoturismo Confesercenti registra un calo complessivo del -1,3%. Diminuiscono sia i turisti stranieri (-1,4%) che gli italiani (-1,2%).

Il conflitto in USA-Israele-Iran, esploso il 28 febbraio scorso, si è trasformato rapidamente in una crisi regionale che ha portato alla chiusura degli spazi aerei e a un irrigidimento dello scenario geopolitico.

Dubai, Abu Dhabi, Doha e Bahrein non sono aeroporti qualunque, sono i principali nodi di collegamento tra Europa, Asia mediorientale, Oceania e Africa orientale. Normalmente transitano attraverso questi scali oltre mezzo milione di passeggeri al giorno.

Dall’inizio del conflitto si sono registrati più di 70mila voli cancellati, cancellazioni che si traducono in miliardi di euro di danni a cui si aggiunge il costo del carburante raddoppiato. Con la chiusura degli spazi aerei, le tratte per arrivare in Italia diventano più lunghe (per circumnavigare le zone colpite dal conflitto), trasformando così, a livello di costi, il viaggio in aerei in un bene di super lusso.

Bilancio economico e calo delle presenze in Italia

Anche il turismo italiano avverte il peso del conflitto in Medio Oriente e l’impatto economico sulla filiera italiana è pesante. Secondo il report di Assoviaggi, il turismo organizzato ha registrato circa 100 milioni di euro di perdite in poche settimane, con una perdita media di 14.000 euro per ogni singola agenzia di viaggi. Sono oltre 7.000 le prenotazioni cancellate o dirottate a causa dell’instabilità.

I risultati dell’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze, condotto per Assoturismo Confesercenti, registrano un calo del -1,3%, duecentomila presenze in meno rispetto all’anno precedente. “I turisti stranieri rappresentano il 58,9% del mercato per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre per gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%)”, si legge nell’indagine condotta su un campione di 1.087 imprese italiane.

A trainare il turismo in Italia sono gli stranieri che provengono da Austria, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Repubblica Ceca e Ungheria; mentre si registra un calo delle presenze per quelli che provengono da USA, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud.

Immagine generata dall’intelligenza artificiale

La preoccupazione per il settore del turismo: le parole di Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti

“Siamo in una fase di forte incertezza. Il conflitto in corso in Medio Oriente e le conseguenti tensioni internazionali iniziano a far sentire i propri effetti sul turismo italiano. – spiega il Presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina – Cancellazioni di voli intercontinentali, aumenti delle tariffe aeree, revoca delle prenotazioni e percezione di insicurezza da parte dei viaggiatori scoraggiano le partenze. Sotto questo profilo la crisi ha già prodotto effetti negativi per le agenzie di viaggio e per tutto il settore del turismo outgoing, ma i primi contraccolpi iniziano a registrarsi anche sul fronte dell’incoming. È necessario un intervento deciso e rapido a sostegno delle imprese dell’intera filiera, che si ritrovano a soffrire una condizione di incertezza assoluta” conclude Messina.

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