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Brennero sotto pressione, il costo delle restrizioni austriache per l’Italia vale 540 milioni l’anno
Autostrada del Brennero
© Imagoeconomica
7 Giugno 2026

Brennero sotto pressione, il costo delle restrizioni austriache per l’Italia vale 540 milioni l’anno

Il blocco dell’autostrada A13 del Brennero del 30 maggio ha riacceso le tensioni tra Italia e Austria sul transito dei mezzi pesanti. Secondo Uniontrasporti, tra divieti tirolesi e cantieri al Ponte Lueg, il danno per l’economia italiana supera i 540 milioni di euro l’anno. Roma ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia UE, con sentenza attesa entro fine 2026.

Il 30 maggio c’è stato il blocco per otto ore, dalle 11 alle 19, dell‘autostrada austriaca A13 del Brennero, con conseguente chiusura dell’intera rete stradale secondaria adiacente. La causa è stata una manifestazione ambientalista, promossa dal movimento Extinction Rebellion, per far riaccendere il dibattito sul transito dei mezzi pesanti attraverso le Alpi.

Il blocco non ha impattato significativamente sul traffico della popolazione, che ha accolto la chiusura con senso di responsabilità. Tuttavia, questo non si può dire per il settore del trasporto merci. La chiusura del Brennero ha innervosito l’Italia, che da tempo contesta le chiusure e le restrizioni al traffico nei confronti di uno dei principali assi commerciali europei.

Uno scenario già destabilizzato

Secondo gli studi di Uniontrasporti, società del sistema italiano della Camera di commercio, la chiusura della A13 del Brennero si inserisce in un contesto già delicato, tale da produrre un danno economico alle imprese italiane pari a 370 milioni di euro l’anno. Lungo l’asse di collegamento tra l’Italia e l’Europa, che comprende anche la A22 sul versante italiano, viaggiano sia merci destinate all’esportazione sia approvvigionamenti di semilavorati e materie prime. Ciò che contribuisce a recare un danno all’economia italiana è una capacità di trasporto ridotta di circa il 50%, a causa dei veti imposti dal Land Tirolo sul versante austriaco: divieti notturni, divieti settoriali e altre limitazioni. Il divieto di transito notturno riduce la potenzialità della struttura di circa il 32%, quello del week-end del 16%. A ciò si aggiunge un ulteriore 2% provocato dai divieti specifici per alcuni mezzi di trasporto.

Dall’inizio del 2025 si sono aggiunte ulteriori limitazioni dovute al rifacimento del Ponte Lueg, che ha comportato il restringimento della carreggiata riservata ai mezzi pesanti a una sola corsia per senso di marcia. L’impatto stimato da Uniontrasporti è di 174 milioni di euro l’anno, di cui 80,5 per i passeggeri e 93,5 per le merci. Il danno complessivo per l’economia italiana arriva a toccare i 540 milioni di euro l’anno.

Il ricorso contro l’Austria

Con il supporto della Commissione europea, l’Italia ha presentato un ricorso contro l’Austria presso la Corte di giustizia dell’Unione europea per contestare le misure imposte dal Land Tirolo. L’udienza si è tenuta ad aprile 2026 e la sentenza è attesa entro la fine dell’anno. La disputa riguarda quattro misure specifiche: il divieto di circolazione notturna, il divieto settoriale, quello invernale e il sistema di dosaggio dei transiti. Roma sostiene che questi vincoli sono un ostacolo al principio della libera circolazione delle merci nel mercato unico europeo. Dal canto suo, l’Austria sostiene che sono necessari per tutelare l’ambiente e la salute dei residenti lungo l’asse alpino, ma l’Italia e la Commissione europea li ritengono ingiustificati e sproporzionati.

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