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Argomento: Energetiche

A35: BreBeMi e Iveco lanciano il primo mezzo con ricarica wireless dinamica

L’autostrada A35 Brebemi compie un passo storico verso il futuro della mobilità sostenibile annunciando l’ingresso ufficiale nella flotta Argentea di un nuovo Iveco eDaily, il primo veicolo su strada predisposto per la ricarica wireless integrata di tipo dinamico (Dwpt – Dynamic wireless power transfer).

Questo traguardo tecnologico trasforma l’infrastruttura stradale in una fonte attiva di energia, permettendo al mezzo di alimentare le proprie batterie senza la necessità di soste alle colonnine, semplicemente percorrendo la carreggiata attrezzata.

Il veicolo scelto per questa fase operativa è un eDaily elettrico, nel modello 42C Crew Van configurato con 6 posti in cabina, soluzione che si presta perfettamente all’uso specifico del personale di Brebemi ed è stato acquisito con una formula di noleggio gate a 36 mesi.

Caratterizzato da un passo di 4.100 mm e da un tetto H2, l’eDaily è equipaggiato con due pacchi batteria di trazione per una capacità energetica complessiva di 74 kWh installati, garantendo un equilibrio ottimale tra autonomia e prestazioni operative.

Ciò che distingue questo mezzo dagli eDaily di normale produzione è l’integrazione di un sofisticato sistema di ricarica induttiva, appositamente sviluppato per interfacciarsi con un elemento dedicato dell’infrastruttura di Brebemi.

Questo risultato deriva dal percorso pionieristico avviato dalla concessionaria autostradale alcuni anni fa con il progetto “Arena del Futuro” e con la collaborazione della start-up VoltAire, posizionando l’Italia al centro di una sperimentazione globale che vede già la Francia inaugurare i primi tratti autostradali wireless e gli Stati Uniti avviare test avanzati in Florida.

L’ingresso del nuovo mezzo Iveco rappresenta per Matteo Milanesi, direttore generale di A35 Brebemi, “un segnale concreto di come la ricarica wireless stia compiendo passi decisivi verso l’applicazione su larga scala. Quando alcuni anni fa abbiamo avviato Arena del Futuro, l’obiettivo era creare un ambiente reale di sperimentazione per tecnologie che allora sembravano lontane dal mercato”.

Il progetto dimostra come la sinergia tra costruttori di veicoli e gestori autostradali sia la chiave per abbattere i limiti attuali della mobilità elettrica pesante e leggera.

Secondo Paolo Passerelli, responsabile prodotto gamma leggera Iveco Mercato Italia, l’eDaily “reinterpreta la mobilità professionale introducendo la ricarica wireless come nuova frontiera di efficienza e sostenibilità. La sperimentazione della Dwpt direttamente in autostrada dimostra inoltre come la ricarica dinamica possa supportare in modo reale le esigenze operative quotidiane, garantendo sicurezza, prestazioni e continuità di servizio per autisti e operatori”. L’iniziativa consolida il percorso di innovazione promosso da Aleatica, gruppo internazionale di cui A35 Brebemi fa parte, focalizzato sullo sviluppo di infrastrutture sostenibili e tecnologicamente avanzate.

A2A e Keynesia: piano da 100 impianti solari per le PMI entro il 2027

A2A accelera sulla transizione ecologica e punta con decisione allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) dedicate al tessuto produttivo italiano.

Attraverso una partnership strategica con Keynesia Energy, la Life Company guidata da Renato Mazzoncini mira a realizzare oltre 100 nuovi impianti fotovoltaici su tutto il territorio nazionale entro il 2027.

Il piano industriale prevede l’installazione di strutture con una potenza massima di 1 MW ciascuna, fino a raggiungere una capacità complessiva superiore ai 100 MW. In base all’accordo, A2A si occuperà di ritirare l’intera produzione elettrica dei siti per metterla a disposizione dei membri delle comunità energetiche, garantendo così una gestione circolare e sostenibile della risorsa.

L’iniziativa non si limita alla sola infrastruttura, ma introduce soluzioni finanziarie e contrattuali innovative per proteggere le piccole e medie imprese dalla volatilità dei mercati. A2A prevede infatti di offrire forniture di energia 100% green a prezzi “competitivi e stabili” nel lungo periodo attraverso Power Purchase Agreement (PPA) di durata decennale.

Questa strategia punta a dare certezze operative alle PMI, favorendo al contempo la decarbonizzazione dei distretti industriali.

La tabella di marcia per i primi risultati è già definita: “Le attività di connessione alla rete e il ritiro energia per gli impianti completati – sottolineano A2A e Keynesia Energy – avverranno entro la fine del prossimo anno”. Il progetto conferma il ruolo centrale delle utility nel coordinare la sovranità energetica delle imprese attraverso modelli di condivisione della produzione rinnovabile.

Sanità e mobilità elettrica: Edison Next accende 180 colonnine negli ospedali dell’Emilia-Romagna

Il panorama energetico degli ospedali dell’Emilia-Romagna si prepara a una svolta sostenibile grazie all’intervento di Edison Next, la società del gruppo di Foro Buonaparte impegnata nella decarbonizzazione.

Il progetto, che mira a essere ultimato entro la fine dell’anno, prevede l’attivazione di 180 punti di ricarica complessivi per veicoli elettrici.

Nello specifico, verranno realizzate 90 infrastrutture di ricarica, ciascuna dotata di due prese, posizionate strategicamente nei parcheggi ad accesso pubblico di 34 presidi ospedalieri sparsi su tutto il territorio regionale.

L’iniziativa tocca centri di ricerca e cura di fama internazionale: tra i presidi interessati spiccano il Policlinico di Sant’Orsola e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, oltre al Policlinico di Modena.

La tabella di marcia è già operativa: Edison Next ha infatti appena terminato la prima installazione presso l’Ospedale di Vaio a Fidenza, snodo sanitario cruciale per la provincia di Parma, dove sono già attive tre infrastrutture per un totale di sei punti di ricarica.

Le prossime tappe del cronoprogramma prevedono interventi presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova a Reggio Emilia e in vari centri della sua provincia, tra cui gli ospedali di Guastalla, Montecchio Emilia e Castelnovo ne’ Monti.

L’intero piano di elettrificazione è il risultato dell’aggiudicazione di un bando di gara indetto da Intercent-Er, l’agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici.

Come evidenziato in una nota ufficiale dell’azienda, questo investimento “contribuisce alla trasformazione green della sanità regionale, legando innovazione tecnologica, sostenibilità ed eccellenza sanitaria”, segnando un passo deciso verso l’abbattimento delle emissioni nei luoghi dedicati alla cura della persona.

Arabia Saudita: a Saipem maxi-contratto da 500 mln di dollari per gigante offshore Safaniya

Saipem mette a segno un nuovo colpo multimilionario nel cuore energetico del Medio Oriente. La società si è aggiudicata un ordine offshore (CRPO) del valore di 500 milioni di dollari in Arabia Saudita, consolidando il legame storico con il gigante Aramco nell’ambito dell’accordo a lungo termine (LTA).

Il progetto prevede l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione di una imponente condotta da 48 pollici che si snoderà per circa 65 chilometri in mare e 12 chilometri sulla terraferma, integrando le infrastrutture sottomarine del giacimento di Safaniya, un asset di importanza globale.

Il completamento dell’opera sfrutterà la massiccia presenza industriale di Saipem nella regione: le operazioni offshore saranno portate a termine dalle navi da costruzione della flotta già attive nell’area, mentre la fabbricazione dei componenti sarà realizzata direttamente nel Regno, presso il cantiere di Dammam della Saipem Taqa Al-Rushaid Fabricators Co. Ltd..

Questa strategia non solo garantisce un’esecuzione efficiente del progetto, ma rafforza ulteriormente il posizionamento di Saipem come mediatore di eccellenza tecnologica e infrastrutturale nel mercato saudita.

L’esecuzione del contratto farà leva sulle avanzate capacità ingegneristiche dell’azienda, assicurando il rispetto dei più elevati standard di sicurezza e tutela ambientale.

Con questa operazione, Saipem ribadisce la propria capacità di fornire soluzioni integrate di alta qualità per la realizzazione di infrastrutture energetiche strategiche, confermando una relazione di fiducia duratura con Aramco che pone l’azienda italiana al centro dello sviluppo dei più complessi progetti offshore internazionali.

Enel, Cattaneo: M&A ambizioso nel Brownfield, addio disimpegno dal Brasile

Enel accelera sulle infrastrutture energetiche con una strategia M&A mirata e decisa. L’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha delineato un piano che privilegia investimenti massicci nel Brownfield, ovvero l’espansione di asset esistenti per massimizzare efficienza e ritorni.

Questa approccio si concentra su operazioni consolidate, riducendo esposizioni a rischi elevati. Nel settore rinnovabile, Enel seleziona opportunità solo con profili di rischio molto bassi e in zone con domanda elettrica in forte espansione.

Gli Stati Uniti emergono come mercato chiave, grazie a consumi in crescita e incentivi favorevoli. Qui, progetti brownfield e greenfield mirati rafforzano la leadership globale di Enel nelle energie pulite.

Sul fronte Brasile, nessuna intenzione di cedere posizioni. Cattaneo ha ribadito la solidità dell’unità di San Paolo, dove Enel ha pienamente rispettato i criteri concessori.

I recenti blackout nella metropoli paulista hanno acceso tensioni con le autorità locali, ma la società non arretra: “Le decisioni devono essere tecniche, non politiche”, ha sottolineato. In caso contrario, il confronto sale a livello intergovernativo, protetto da leggi nazionali e internazionali.

Questa posizione rafforza la fiducia degli investitori nelle infrastrutture energetiche brasiliane di Enel, un pilastro strategico per l’America Latina.

La strategia complessiva bilancia crescita sostenibile e resilienza, posizionando Enel come attore dominante in un settore in piena transizione.

Lightsource Bp si rafforza in Italia ed entra in Anie Rinnovabili

Il settore delle infrastrutture energetiche italiano vede un importante rimescolamento nei suoi assetti associativi.

Lightsource bp, player globale di primo piano nello sviluppo e nella gestione di progetti di energia solare e rinnovabile, ha ufficializzato il proprio ingresso in Anie Rinnovabili, l’associazione che all’interno di Federazione Anie (Confindustria) rappresenta le eccellenze tecnologiche del comparto.

L’operazione non si limita a una semplice adesione formale: il country head Italia di Lightsource bp, Giovanni Mascari, assume un ruolo operativo entrando a far parte del consiglio direttivo dell’associazione.

Secondo quanto comunicato dall’azienda in una nota ufficiale: “L’iniziativa testimonia l’impegno nel presidio continuo del dibattito nazionale sulle politiche e sugli indirizzi di sviluppo del comparto energetico”.

In un momento in cui l’Italia è chiamata ad accelerare sulla semplificazione dei processi autorizzativi e sul potenziamento delle reti per accogliere la nuova capacità green, la mossa di Lightsource bp segnala la volontà dei grandi operatori di pesare maggiormente nelle sedi di consultazione istituzionale. 

L’obiettivo dichiarato da Mascari è quello di portare l’esperienza internazionale del gruppo per favorire una crescita strutturale del mercato italiano.

“L’ingresso in Anie Rinnovabili riflette un passaggio significativo nel nostro percorso di partecipazione al sistema industriale e associativo italiano”, ha dichiarato Giovanni Mascari. “Entro nel consiglio direttivo con l’obiettivo di contribuire alla definizione di una visione industriale in grado di sostenere una crescita solida e competitiva dell’intero settore”.

Come parte di Federazione Anie, l’associazione si conferma il perno del confronto tra le imprese tecnologiche e le istituzioni. In un contesto di transizione energetica sempre più sfidante, l’ingresso di Lightsource bp rafforza la capacità dell’associazione di promuovere soluzioni innovative e di supportare il sistema Confindustria nella definizione di politiche energetiche di lungo periodo.

L’Italia punta sull’Hub Mediterraneo: il piano di Pichetto Fratin tra Rinnovabili e IA

La sicurezza nazionale passa per i cavi sottomarini e l’intelligenza artificiale. In occasione della presentazione del World Energy Outlook 2025 di AIE/Enel a Roma, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha tracciato la rotta dell’Italia: trasformare il Paese nel baricentro energetico del Mediterraneo attraverso la diversificazione e la neutralità tecnologica.

Il Ministro ha rivendicato il ruolo strategico dell’Italia, citando il progetto ELMED (l’elettrodotto tra Italia e Tunisia) come esempio di integrazione regionale. L’obiettivo è chiaro: stabilizzare i mercati regionali esportando e importando energia pulita, garantendo resilienza contro le tensioni geopolitiche.

Pichetto Fratin ha annunciato l’ingresso in una fase trasformativa dove l’Intelligenza Artificiale agisce da catalizzatore, accelerando drasticamente la domanda di elettricità. La transizione non è più vista come un peso, ma come il principale fattore abilitante della sicurezza stessa. Il concetto di sicurezza si sposta dai soli combustibili fossili alla solidità delle catene di fornitura per le tecnologie green. “Nessun Paese può farcela da solo”, ha avvertito il Ministro, sottolineando l’urgenza di partnership internazionali per la gestione dei minerali critici e della manifattura specializzata.

“La sicurezza energetica e la sostenibilità economica, sociale e ambientale devono procedere insieme. L’Italia rafforza la propria posizione nel rispetto della neutralità tecnologica, ricorrendo a tutte le fonti utili”, ha detto ancora il Ministro.

Cingolani (Leonardo): “Nucleare scartato per ideologia, un errore imperdonabile che frena le imprese”

L’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, torna a scagliarsi contro il passato rifiuto dell’Italia verso l’atomo.

A margine della settimana delle Stem, Cingolani ha definito il “no” al nucleare un “errore di ignoranza ideologica” che oggi le aziende pagano con costi energetici insostenibili.

Secondo l’ex Ministro, un approccio più scientifico e meno emotivo avrebbe garantito al Paese una maggiore resilienza e indipendenza energetica, sottolineando come il nucleare resti la fonte a più basse emissioni di CO2.

Enel, Cattaneo: “Consumi verso il +20%, all’Italia serve un piano di produzione nazionale”

Nel corso dell’evento “Accendere il futuro” a Rho-Fiera Milano, l’Amministratore Delegato di Enel, Flavio Cattaneo, ha tracciato uno scenario critico per il sistema Paese.

Il rischio del prossimo decennio non sarà solo il costo della bolletta, ma la reale disponibilità di energia in un mercato globale sempre più affamato e protezionista.

Cattaneo ha messo a nudo la fragilità energetica dell’Italia rispetto ai partner europei: l’Italia è un Paese “corto”, costretto a importare circa il 16% del proprio fabbisogno. Facendo un confronto con la Spagna, Madrid produce il 15% in più di quanto consuma, trasformandosi in esportatore, mentre Enel oggi copre solo il 10% della domanda nazionale.

Secondo le stime IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia), nei prossimi dieci anni i consumi aumenteranno del 40% nel mondo e del 20% in Italia.

“La domanda sarà trainata dalla mobilità elettrica, dai data center e dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, che richiede enormi volumi di energia,” ha spiegato l’AD. Il rischio geopolitico è che i Paesi europei, per soddisfare la propria domanda interna, riducano drasticamente le esportazioni verso l’Italia.

Per Cattaneo, la risposta deve essere immediata e strutturale: investimenti massicci per aumentare la capacità generativa interna; semplificare le procedure burocratiche per le rinnovabili, vero collo di bottiglia del settore; serve, infine, un approccio innovativo, esemplificato dal concorso WinDesign, lanciato da Enel per rendere l’eolico più accettabile e armonico con il territorio.

Spagna: via libera Ue a 3,1 miliardi per la produzione elettrica green

Svolta strategica per il mercato energetico iberico. La Commissione Europea ha dato ufficialmente il via libera a un massiccio piano di aiuti di Stato da 3,1 miliardi di euro presentato dalla Spagna.

Il regime di sostegno, approvato oggi con decisione formale dall’esecutivo UE, è destinato a potenziare drasticamente la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.

Il programma approvato da Bruxelles mira a facilitare l’integrazione di tecnologie pulite nella rete nazionale spagnola. Secondo i tecnici della Commissione, la misura è fondamentale per accelerare il percorso verso la decarbonizzazione e garantire la transizione verso un sistema energetico più resiliente e meno dipendente dai combustibili fossili.

Il pacchetto da 3 miliardi comprende: incentivi diretti per nuovi impianti di produzione da rinnovabili; sostegno a tecnologie a emissioni ridotte per ampliare la capacità produttiva sostenibile; misure per la competitività dei prezzi energetici sul mercato interno.

L’esecutivo comunitario ha valutato positivamente la proposta di Madrid, concludendo che il piano è pienamente compatibile con il quadro europeo in materia di clima e protezione dell’ambiente, garantendo al contempo il rispetto delle regole sulla concorrenza nel mercato unico.

Energia, report Ieefa: Ue verso nuova dipendenza da Gnl Usa, entro 2030 quota export al 75-80%

L’Unione Europea rischia di sostituire la storica dipendenza dal gas russo con un nuovo, massiccio vincolo verso il Gas Naturale Liquefatto (GNL) statunitense. È quanto emerge dall’analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), che delinea uno scenario di vulnerabilità geopolitica ed economica per il blocco europeo entro la fine del decennio.

Secondo il rapporto, a fronte di una riduzione della domanda di gas superiore al 20% nel triennio 2021-2024 e del progressivo phasing-out dalle forniture di Mosca, l’Europa ha quadruplicato il ricorso al GNL americano. Le proiezioni indicano che, entro il 2030, le importazioni dagli Stati Uniti potrebbero raggiungere i 115 miliardi di metri cubi annui, arrivando a coprire tra il 75% e l’80% del totale del GNL importato dall’UE.

Il peso degli accordi bilaterali

L’analisi punta l’indice sull’accordo commerciale siglato nel luglio 2025, che prevede l’acquisto di energia statunitense per un valore di 750 miliardi di dollari entro il 2028. Tale intesa, sebbene finalizzata alla sicurezza energetica nel breve termine, rischia di vincolare l’Unione a forniture “costose e poco flessibili” attraverso contratti di lungo periodo. Questi ultimi risulterebbero in potenziale contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione del piano REPowerEU.

Analisi dei costi e transizione

L’IEEFA evidenzia un paradosso strategico: la stessa cifra di 750 miliardi di dollari, se investita in asset rinnovabili, consentirebbe l’installazione di circa 546 GW di capacità solare ed eolica, garantendo una maggiore autonomia strutturale e una riduzione dei prezzi elettrici. Attualmente, il 57% del GNL importato dall’UE proviene già dagli USA, con Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Germania che assorbono i tre quarti dei volumi complessivi.

Prospettive geopolitiche

Il report avverte che la quota statunitense sul totale delle importazioni di gas (pipeline e GNL) salirà dal 27% del 2025 a circa il 40% entro il 2030. Gli esperti concludono che sostituire il fornitore russo con quello americano potrebbe rivelarsi una “soluzione solo apparente”, esponendo il sistema energetico europeo a nuove instabilità geopolitiche e a costi di approvvigionamento strutturalmente più elevati rispetto ai concorrenti globali.

Milano-Cortina, Enel: piano da 47 milioni per potenziare le reti elettriche in Lombardia e Veneto

Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina come leva di modernizzazione infrastrutturale e non solo come evento sportivo. È il messaggio affidato da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, a un videointervento trasmesso in occasione dell’inaugurazione della mostra del Mit “Dal sogno alla realtà. L’Italia al centro del mondo”, ospitata al Maxxi.

Cattaneo ha definito i Giochi “molto di più di una competizione sportiva”, indicando nell’appuntamento olimpico una possibilità concreta di generare innovazione, sviluppo e coesione sociale. In questa cornice Enel, ha spiegato, ha deciso di contribuire mettendo in campo competenze e tecnologia con un piano di rinnovamento infrastrutturale mirato alla rete elettrica locale.

L’investimento complessivo annunciato è di circa 47 milioni di euro e riguarda la rete di distribuzione di media e bassa tensione in diversi comuni di Lombardia e Veneto coinvolti dai flussi e dalle esigenze operative legate a Milano-Cortina. Un intervento che punta a rafforzare affidabilità del servizio, continuità di alimentazione e capacità di risposta in aree che, durante i Giochi, dovranno gestire carichi e richieste superiori alla media.

Nel dettaglio, Enel ha comunicato di aver potenziato 38 km di reti esistenti e di aver realizzato 60 km di nuove linee di media tensione. A questi lavori si aggiunge la realizzazione di 36 cabine secondarie nuove e digitalizzate, con l’obiettivo di aumentare il controllo remoto e la gestione intelligente della rete, oltre alla costruzione di due cabine primarie. Tra le opere citate, Cattaneo ha evidenziato la cabina primaria di Livigno, recentemente inaugurata: un impianto collocato a 2,200 metri di altitudine, definito come il più alto d’Italia. La struttura, ha aggiunto, è stata progettata in forma sotterranea e “invisibile”, pensata per integrarsi con l’ambiente montano e ridurre l’impatto paesaggistico, tema centrale per interventi infrastrutturali in quota.

Il piano Enel si inserisce nel più ampio mosaico di investimenti pubblici e privati che accompagnano Milano-Cortina, con l’obiettivo di trasformare le necessità logistiche dell’evento in un’eredità duratura per i territori, in termini di servizi essenziali, qualità delle reti e capacità tecnologica.