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Russia-Ucraina, tra il no di Putin e l’arrivo del direttore della CIA a Mosca
John Ratcliffe, direttore della CIA
© Imagoeconomica
26 Agosto 2026

Russia-Ucraina, tra il no di Putin e l’arrivo del direttore della CIA a Mosca

Il Cremlino boccia la proposta di pace di Zelensky e ribadisce la linea dura sul Donbass, ma la diplomazia non si ferma: il direttore della CIA John Ratcliffe è giunto nella capitale russa per colloqui riservati, mentre prosegue la mediazione vaticana con monsignor Gallagher. Intanto sul fronte militare l’escalation non si placa.

La prospettiva di una svolta diplomatica per il conflitto in Ucraina torna a scontrarsi con il muro delle posizioni ufficiali, nel momento esatto in cui si muovono le diplomazie internazionali. Nelle ultime ore, il Cremlino ha respinto in modo netto l’ultima proposta avanzata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La formula di Kiev ipotizzava la creazione di una zona economica franca, amministrata temporaneamente da Paesi terzi neutrali, per gestire i territori contesi. La risposta di Mosca, affidata al portavoce Dmitry Peskov, è stata perentoria: il Donbass è da considerarsi a tutti gli effetti territorio della Federazione Russa e la sua sovranità non può formare oggetto di trattativa o concessioni amministrative.

Le visite di Ratcliffe e Gallagher

Nonostante il rigido rifiuto formale del Cremlino, i canali di dialogo restano aperti, alimentati da una serie di contatti riservati di alto livello direttamente nella capitale russa. A Mosca si registrano infatti presenze di primaria importanza sul piano geopolitico. Tra queste spicca la missione riservata del direttore della CIA, John Ratcliffe, arrivato in Russia per colloqui di altissima delicatezza con vertici e intelligence locali. Contemporaneamente, prosegue l’iniziativa della Santa Sede: il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Durante il colloquio, Gallagher ha ribadito che il mantenimento del dialogo resta indispensabile e che la priorità assoluta rimane la cessazione immediata delle ostilità.

Il ruolo della Cina

Sul piano delle alleanze globali, Zelensky continua a cercare sponde sul fronte orientale. In occasione dei 35 anni dell’indipendenza ucraina, il leader di Kiev ha ringraziato pubblicamente il presidente cinese Xi Jinping per gli auguri ricevuti, sottolineando il valore di oltre tre decenni di relazioni bilaterali basate sul rispetto reciproco. Zelensky ha fatto appello alla diplomazia di Pechino, chiedendo un ruolo più incisivo e attivo della Cina nel fare pressione su Mosca per condurre il conflitto a una fine equa e duratura.

Gli attacchi reciproci

Mentre le diplomazie tentano di muoversi tra veti e contatti sotterranei, sul campo di battaglia l’escalation non si placa. Le forze ucraine hanno intensificato le azioni mirate con droni in territorio russo. Un raid sferrato nella regione di Lipeck ha provocato un incendio in un’abitazione privata, causando la morte di due persone, un uomo e un ragazzo di 14 anni, e il ferimento di due donne.

Al contempo, Kiev ha rinnovato la propria strategia di logoramento economico e logistico puntando alle infrastrutture commerciali della Russia. Un nuovo attacco condotto con droni ha colpito e distrutto un importante hub logistico di Wildberries, il principale colosso del commercio elettronico russo, situato a Kotovsk nella regione di Tambov. Si tratta del secondo raid in pochi giorni contro l’azienda, dopo quello registrato a metà agosto nella regione di Mosca. Attacchi mirati alle infrastrutture, che evidenziano la volontà ucraina di indebolire le catene di approvvigionamento e la stabilità economica interna dell’avversario.

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